martedì 25 settembre 2018

Il Guardian: com’è facile costruire in zona sismica in Italia

Il Guardian: com’è facile costruire in zona sismica in Italia

Come il quotidiano inglese Guardian commenta il terremoto in Italia e accende i riflettori sulle leggi permissive in materia di costruzioni

Pubblichiamo la traduzione dell’articolo di John Hooper dal giornale britannico The Guardian sul terremoto in Italia. Anche se non tutte le considerazioni sono pertinenti al caso specifico ve ne sono altre difficilmente contestabili.

ITALIA: TERREMOTO ACCENDE I RIFLETTORI  SULLE LEGGI PERMISSIVE IN MATERIA DI COSTRUZIONI

 Il bilancio delle vittime sarà di gran lunga superiore a quello che dovrebbe essere in un paese della ricchezza dell’Italia, ma molto inferiore a quello che ci sarebbe stato se il terremoto avesse colpito durante il giorno, scrive John Hooper

 Il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito Amatrice e altri paesi del centro Italia è in aumento a un ritmo allarmante. Ma finora sembra che il numero delle vittime sarà sostanzialmente inferiore rispetto a quando un terremoto di forza paragonabile colpì la vicina città de L’Aquila nel 2009, uccidendo 309 persone.

 Il conteggio delle vittime sarà comunque molto più alto di quello che dovrebbe essere in un paese della ricchezza dell’Italia – ma molto inferiore a quello che avrebbe potuto essere. Il terremoto di magnitudo 6,2, come quello che ha devastato L’Aquila, ha colpito durante la notte.

 Se le persone fossero state sul posto di lavoro, nei negozi o a scuola, il bilancio sarebbe stato molto più negativo. Due anni fa, Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi d’Italia, disse che secondo alcune stime, se il terremoto de L’Aquila avesse colpito quando gli studenti erano in classe, ‘il numero delle vittime sarebbe stato di migliaia, non centinaia’.

 Stava parlando accanto a una residenza per studenti a L’Aquila che è crollata portando con sé le vite di sette giovani. L’incontro al quale Graziano stava prendendo parte avvertiva che il rischio di morte per terremoti in Italia era in realtà aumentato dopo il disastro de L’Aquila.

 Nel 2003, dopo il crollo di una scuola in Puglia, venne ordinata una perizia di tutti gli edifici pubblici in zone ad alto rischio sismico. Tra quelli individuati c’era la residenza dello studente a L’Aquila. Un piano per la messa in sicurezza fu elaborato ad un costo di quasi 1,5 milioni di € (1,28 milioni di sterline).

 Il denaro non è mai stato speso. O almeno non per rendere sicura la residenza.

 A questo proposito, tuttavia, la burocrazia italiana rispecchia i valori della società, in particolare il disprezzo generalizzato degli italiani per le regole di qualsiasi tipo, e la prevalenza di funzionari pigri e politici apatici, o addirittura corrotti.

 Il motivo per cui così tanti edifici cadono nei terremoti è che molti sono stati costruiti senza il consenso di pianificazione urbanistica e le garanzie strutturali che normalmente devono accompagnare tali costruzioni. Secondo l’ufficio statistiche del governo, la costruzione illegale in Italia è di ‘dimensioni senza precedenti in altre economie avanzate’.

 L’ultima stima, per il 2014, è che il 18% degli edifici vengono eretti senza permesso. La cifra per gli ampliamenti e gli altri ‘miglioramenti’ è senza dubbio molto più alta. Questi sono tradizionalmente effettuati in questo periodo dell’anno in cui ci sono meno persone in giro a fare domande scomode.

 Idealmente, Matteo Renzi, il primo ministro d’Italia, dovrebbe prendere spunto da questo disastro per portare avanti il ​​cambiamento reale con nuove sanzioni draconiane. Ma è in una posizione di forte impopolarità.

 Alla fine di quest’anno, affronterà un referendum sulla riforma costituzionale che è potenzialmente nocivo per lui come il voto sulla Brexit lo era per David Cameron. Annunciando che si dimetterà se non riesce a vincere, Renzi ha incautamente trasformato il ballottaggio in un’opportunità per gli elettori scontenti di esprimere la protesta. E con l’economia italiana ancora una volta a un punto morto, il loro numero è in crescita.

 Secondo gli allarmanti standard che si registrano in Italia nel far fronte alle conseguenze dei terremoti, Silvio Berlusconi, predecessore di Renzi due governi or sono, ha fatto abbastanza bene. Ha risposto al disastro del 2009 ordinando di costruire appositamente, nuove città in miniatura per i senza tetto e poi ha sbalordito il mondo, compresi i suoi compatrioti, organizzando il G8 di quell’anno, che doveva essere ospitato dall’Italia, a L’Aquila.

 La sua decisione ha creato una scadenza da rispettare e una giustificazione per scavalcare la burocrazia. Ma alcune delle case hanno dimostrato di essere abbastanza malandate, e sono ora oggetto di un procedimento giudiziario. Solo negli ultimi due anni hanno preso il via i lavori sulla ricostruzione del centro devastato della città.

 Renzi, un altro uomo di spettacolo nato, sarà tentato di correre ai ripari in modo analogo, appariscente ma che potrebbe rivelarsi in ultima analisi superficiale.

terremoto

da Rifondazione.it articolo originale: Italy earthquake throws spotlight on lax construction laws

 traduzione di Edoardo Gistri

traduttori@rifondazione.it

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