Anche a Napoli Renzi dà la carica alla democrazia

Anche a Napoli Renzi dà la carica alla democrazia

Dopo Catania, anche a Napoli sono le manganellate della polizia a caratterizzare la presenza del premier Renzi in città. Salta il vertice su Bagnoli con De Magistris. E il 23 Bagnoli arriverà a Roma

Renzi a Napoli: tafferugli in Galleria Umberto I«Oggi ero in piazza insieme agli attivisti e alle attiviste dei collettivi studenteschi, dei centri sociali, dei comitati ambientalisti per contestare la passerella del premier Matteo Renzi al Teatro San Carlo – scrive sui social la consigliera comunale napoletana Eleonora De Majo – oggi ero in piazza nonostante la mia città fosse stata brutalmente militarizzata, chiusa al traffico, per permettere ad un premier non eletto di girare tranquillo in quella che lui ritiene essere la sua colonia. Oggi, insieme a tante e tanti, ho subito una carica feroce e insensata da parte dei reparti antisommossa schierati a difesa del presidente del consiglio. Sono stata aggredita in maniera violenta, a freddo. Nei video che stiamo facendo girare si vede benissimo un corteo pieno solo di striscioni e cartelli, di donne e uomini a volto scoperto che non hanno paura di protestare contro chi sfrutta il nostro territorio. Renzi vuole spaventarci, negarci ogni spazio democratico, commissariare la città. Nessuna paura, nessun passo indietro. Napoli è Libera. Abbiamo appena cominciato!».
 

Nemmeno 24 ore dopo le cariche insensate di Catania, Renzi è atterrato a Napoli surfando su una scia di manganellate contro chi osi contestarlo anche solo con la presenza fisica troppo vicino alla zona rossa che il corpo del premier ama disegnare ogni volta che mette piede in questa o in altre città. Altro che “tour campano in quattro tappe nel segno della cultura e dell’innovazione”, come le agenzie hanno battuto in salsa agiografica. Tutto questo mentre il sindaco Luigi de Magistris rifiuta l’incontro su Bagnoli proposto da palazzo Chigi per la presenza del commissario Salvo Nastasi, la cui nomina è da sempre contestata dal primo cittadino e dalla popolazione che a Napoli ha bocciato sonoramente il sistema di potere del Pd proprio nella roccaforte di Bagnoli-Fuorigrotta. «È inaccettabile imporre una presenza che non c’entra nulla con il tavolo istituzionale chiesto dal sindaco», spiega de Magistris. Il gelo Comune-palazzo Chigi resta a livelli record.
Le cariche al teatro San Carlo dove il leader del Pd, premier senza essere stato eletto, doveva arrivare per il gala del tenore Jonas Kaufmann. Le forze dell’ordine hanno blindato la zona circostante e hanno caricato le persone che manifestavano nella galleria Umberto I. La consigliera comunale Eleonora De Majo, esponente di un centro sociale, riceve un colpo di manganello.
Un segnale pessimo in particolare in vista del 23 settembre quando sarà la gente di Bagnoli a manifestare a Roma per pretendere l’avvio immediato dei processi di bonifica reale, e non quelli farsa come l’imminente operazione spreca soldi della manutenzione degli Arenili Nord, la discussione del piano alternativo per Bagnoli sulla base dei temi, proposte e principii oramai consolidati in anni di lotte e mobilitazioni: chi ha inquinato paghi, bonifiche reali, nuova economia di comunità, spiaggia pubblica, parco urbano, lavoro stabile, utile e sicuro, servizi e spazi sociali.
«Il 23 settembre 2016, ad un anno dal commissariamento di buona parte di Bagnoli e Fuorigrotta da parte del governo #Renzi, gli abitanti di Napoli e dei nostri quartieri andranno a #Roma, dopo anni di mobilitazione, iniziative, assemblee popolari, andranno a delegittimare ancora una volta il commissariamento straordinario di Bagnoli», è l’annuncio per la mobilitazione da parte dell’Assemblea Popolare – Bagnoli Libera

#Napoli #Bagnoli #Fuorigrotta

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