mercoledì 23 maggio 2018

Sanders: preparo la rivoluzione ma voto Clinton

Sanders: preparo la rivoluzione ma voto Clinton

Bernie Sanders, l’intervista a The Nation: il senatore Sanders parla di Our Revolution, Donald Trump, e dice quello che pensa davvero di Hillary Clinton

di Katrina vanden Heuvel e John Nichols*

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Bernie Sanders continua la campagna elettorale per la rivoluzione politica. Protesta coi Nativi americani contro l’oleodotto Dakota Access, sponsorizzando il Working Families Party (Partito delle Famiglie Operaie) e sostenendo il candidato al Congresso Zephyr Teachout contro i monopoli. Sanders continua a smuovere grandi folle e l’attenzione dei media dopo una campagna presidenziale che ha conquistato 13 milioni di voti ed ha inoculato vero populismo economico nel dibattito.

Ma non è soddisfatto. Abbiamo incontrato Sanders a metà settembre, quando stava dando i ritocchi finali ad un libro sulla sua campagna elettorale che sarà pubblicato dopo le elezioni. Il Senatore del Vermont era in splendida forma, criticando il ruolo dei media che sminuiscono il discorso politico, chiedendo la riforma del Partito Democratico e celebrando il fatto che una nuova generazione consideri il socialismo democratico un’opzione politica praticabile. Hillary Clinton? Ci sono delle differenze ma lui è dalla sua parte. Donald Trump? Non parliamone…..

Ha qualcosa da dire per cominciare?

In realtà ho concluso la campagna elettorale molto più ottimista riguardo al futuro di questa nazione di quando l’ho cominciata. Abbiamo conosciuto persone fantastiche pronte a ragionare fuori dagli schemi, che hanno capito che la classe dirigente impone limiti a quello che possiamo o non possiamo ottenere , che possiamo fare di più.

“UNA CAMPAGNA ELETTORALE SBAGLIATA AVREBBE AVUTO RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA VISIONE CHE TANTI DI NOI CONDIVIDEVANO”

Seduti qui, due anni fà, lei si stava preparando alla corsa per la presidenza. Lei disse anche: “Per un anno andrò in giro a parlare con le persone per capire se sono pronte”. Quando si è candidato, aveva deciso che lo fossero veramente ? Od era ancora preoccupato di correre un grosso rischio in un momento in cui i sondaggi  la davano al 3 % ?

La mia prima preoccupazione a livello personale e politico era di non voler fare una campagna che fosse controproducente per la visione progressista che cosi tante persone di questo paese condividono, inclusi i lettori di The Nation. Se avessi fatto una brutta campagna elettorale, se mi fossi dichiarato a favore del Medicare (programma di assicurazione sanitaria pubblica) per tutti ,dell’istruzione gratuita al college ed all’università e della tassazione progressiva e poi, due mesi più tardi mi fossi ritirato perché la campagna non portava da nessuna parte, cosa avrebbe detto l’establishment ?: “Bernie Sanders se n’è uscito con tutte queste idee progressiste e nessuno l’ha ascoltato, l’America non è questo. Quelle idee non sono le idee degli Stati Uniti.

Sapeva qualcosa riguardo a quello che succedeva nel Paese che i critici opinionisti non sapevano?

Sapevo dal profondo del cuore che le idee di cui parlavo non erano coraggiose, radicali, audaci. Le idee di cui parlavo erano quelle che la maggior parte degli americani avrebbero sostenuto se avessero avuto la possibilità di sentirle, cosa improbabile in circostanze normali. Si potrebbe guardare la CNN per i prossimi 14 anni e non si sentirebbe una discussione sui bisogni di chi paga personalmente nel sistema sanitario. Non si vedrebbe alcuna critica alle case farmaceutiche e nemmeno si sentirebbero discussioni sulla disuguaglianze di reddito e ricchezza. Era mia opinione che se fossimo andati tra la gente, esponendoci, creando contatti personali avremmo fatto la cosa giusta.

Che cosa ha imparato dal movimento Black Lives Matter (le vite dei neri importano)?

Ho parlato con molti attivisti del movimento in vari Stati. Ciò che ho imparato è che il rapporto tra le forze di polizia e la comunità nera è molto, molto più severo e tremendo di quanto sapevo in origine. L’intimidazione da parte della polizia, gli spari a persone indifese, l’affronto di essere uccisi a sangue freddo sono problemi che ci hanno spinto ad elaborare il più forte insieme di proposte, tra tutti i candidati, in termini di bisogno di una vera riforma della giustizia criminale.

Ma credo anche a quello in cui credeva Martin Luther King Jr. Ricordate il titolo della Marcia su Washington? “Lavoro e Libertà”. King aveva capito che ci si doveva occupare tanto di economia quanto di politica e diritti civili. Durante tutta la campagna, di comunità in comunità, abbiamo parlato del tassoi di disoccupazione tra i giovani afroamericani, che è del 30/40 %. Dal 30 al 40 per cento! Ragazzi senza lavoro, senza futuro. Questo è un problema da affrontare contemporaneamente a quello della brutalità della polizia, della repressione degli elettori e degli altri attacchi subiti dalla comunità afroamericana.

“UNA DELLE COSE DI CUI SONO ORGOGLIOSO E’ CHE OGGI C’E’ MOLTO PIU’ SOSTEGNO AL SOCIALISMO DEMOCRATICO”.

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Quando iniziò la campagna disse che non temeva la parola “socialismo”. Avrebbe dovuto? Ha compromesso la sua campagna ?

No. Beh,non dovrei essere cosi sprezzante nei confronti della sua domanda in questo senso : è una delle ragioni che potrebbero aver compromesso la campagna tra gli elettori anziani. Abbiamo fatto poco tra gli anziani. Ciò mi ha turbato molto perché ho dei precedenti importanti di lotte a favore degli anziani. Ho guidato il tentativo di evitare i tagli al sistema previdenziale. Credo però che alcuni anziani ricordino “l’impero del male”che era l’Unione Sovietica. Confondono il termine “socialismo democratico” con comunismo.

Tra i giovani no, non credo abbia compromesso nulla. Una delle cose di cui sono orgoglioso è che oggi c’è molto più sostegno al socialismo democratico di prima della campagna elettorale.

Quello che ho cercato di fare durante la campagna è stato non solo sostenere la moralità delle posizioni che prendevamo in termini di povertà o cure sanitarie ma anche dire :”Sai cosa? Queste idee, questi concetti esistono in molti altri paesi nel mondo. Bernie Sanders non si è svegliato ieri notte con questa grande idea che dovremmo garantire cure sanitarie per tutti come un diritto. Diritto che realmente esiste in ogni altra grande nazione del mondo. Non lo sapete perché i media si sono dimenticati di dirvelo. Ma esiste. In Danimarca, grazie alle negoziazioni sindacali, il salario minimo è di 20$ l’ora. In Germania si studia al college gratis. In Finladia ti pagano per studiare, davvero. Ecco, non lo sapete perchè la CBS ha dimenticato di dirvelo. Ma questa è la realtà.”.

Ed allora la gente ha detto :”Forse non è un’idea cosi pazza. Forse i tedeschi non sono cosi ottusi. Forse investono nei giovani cosicché possano avere la forza lavoro il meglio istruita possibile “.

“DEVO FARE TUTTO QUELLO CHE POSSO PER ASSICURARMI CHE TRUMP NON DIVENTI PRESIDENTE”

Avete appoggiato Hillary Clinton. Alcuni dei vostri sostenitori si sentono traditi. Cosa ha da dirgli adesso?

Sono un senatore degli Stati Uniti ed ho la responsabilità della gente del mio Stato, anche di quella della nazione. La prima cosa cui devo pensare è questa : che significato ha l’eventuale presidenza di Donald Trump per la gente del mio Stato e per quella della nazione? E per quella del mondo? Credo sarebbe un disastro assoluto. Si andrebbe oltre il disastro. Perciò, in qualità di senatore degli Stati Uniti, devo fare tutto quello che posso per assicurarmi che Trump non diventi presidente. Dunque, ho grosse differenze di opinione con Hillary Clinton? Credo che tutto il mondo lo sappia. Lo scopo qui non è dire :”Hillary Clinton è la cosa migliore nella storia del mondo, è una grande, è meravigliosa, è formidabile”. Quello che dovremmo dire è che se diamo uno sguardo a quelli che virtualmente sono gli argomenti importanti per la gente di questo Paese, come ad esempio l’istruzione gratuita nei college e nelle università pubblich : Hillary Clinton si è ufficialmente impegnata a garantirla a  tutti coloro che guadagnano 125000$ o meno all’anno. Sai cosa ? E’ piuttosto rivoluzionario. Trasformerà la vita di milioni di famiglie in questo Paese. Ecco cosa rappresenta Hillary Clinton.

La Clinton si è impegnata a raddoppiare i centri sanitari locali di questo Paese, ciò significherà che decine di milioni di persone, persone povere, avranno accesso a quelle cure che ora gli sono negate. E’ importante? E’ molto importante. La Clinton si è impegnata a sostenere il salario paritario per le donne cosicché le donne non guadagnino 79 centesimi contro 1 $ degli uomini.

Si da il caso che io creda che una delle grandi crisi che sta affrontando il pianeta sia quella dei cambiamenti climatici. Donald Trump non crede che i cambiamenti climatici siano realtà. La Clinton lo prende sul serio.

Il punto non è dire che amiamo Hillary Clinton o che siamo d’accordo con lei su tutti gli argomenti. Lo scopo è andare oltre e chiedersi :”Quale candidato farà un lavoro migliore per le famiglie della classe media e di quella operaia? La risposta è ovvia.

Il secondo punto da sottolineare è che la politica non finisce il giorno delle elezioni. Il giorno dopo le elezioni, quando Hillary Clinton avrà vinto, si può star sicuri che io e gli altri progressisti diremo all’eletta presidente Clinton : “Guardi bene la piattaforma democratica che ha sostenuto, la applicheremo. Coinvolgeremo milioni di persone che manderanno a pezzi le grandi banche di Wall Street, che renderanno gratuiti i college e le università pubbliche, che saranno aggressivi contro i cambiamenti climatici e nel trasformare il nostro sistema energetico.

Ma se Trump sarà eletto presidente…non so come sarà l’America quattro anni dopo la sua elezione, in termini di tipi di fanatismo che esploderanno, in termini di che tipi di divisioni vedremo, che tipi di demagogie vedremo.

“IN MOLTE, MOLTE QUESTIONI LE OPINIONI DELLA CLINTON SONO PROGRESSISTE. IN MOLTI AMBITI SONO GRANDIOSE” 

Ecco dove mi trovo. Non starò seduto qui a dirle che Hillary Clinton sarà eccellente in tutte le questioni con assoluta certezza. Non è quello che sto dicendo. Sto dicendo che in molte, molte questioni le opinioni della Clinton sono progressiste. In molti ambiti grandiose. Dove non sono progressiste dobbiamo fare pressione ed il giorno dopo le elezioni mobiliteremo milioni di persone per assicurarci di renderla la Presidente più progressista possibile che possa essere.

Se in questo momento lei fosse il candidato, cosa starebbe facendo?

Senza dubbio non sarei seduto qui.

Ma ci sono cose che i Democratici dovrebbero fare in questo momento?

Si, naturalmente ci sono. E’ la solita vecchia debolezza dei Democratici : troppa dipendenza dai consulenti e dagli spot televisivi piuttosto che mobilitare la gente. Ieri ci sono state buone notizie a proposito di aumento dei salari ma la verità è che per 40 anni abbiamo avuto una classe media in decadenza. La gente ha fame, sta male ed è preoccupata per i bambini. I loro figli pagheranno mai il loro debito studentesco? Avranno mai un lavoro pagato decentemente? Credo che i Democratici debbano fare campagna per la gente comune, mobilitando le persone ed essendo pronti ad accettare l’1% con un’agenda che parli ai bisogni degli operai comuni.

Il partito deve cambiare?

In modo rivoluzionario. Se ti candidi a senatore degli Stati Uniti assumi un consulente che farà ricerche per te, ti dirà quali inserzioni pubblicitarie televisive proporre, ti dirà che la maggior parte dei soldi che raccogli andranno nella televisione. Raccogliere soldi e poi mettere quei soldi nelle mani dei consulenti che comprano poi spazi televisivi : le campagne elettorali sono questo. Dobbiamo cambiare.

I democratici devono aprire la porta ai giovani. Dar loro il benvenuto e capire che sarà un casino, molti di loro non sono politici di professione. Il Partito democratico si dovrà adattare alla loro realtà piuttosto che pretendere che siano i giovani ad adattarsi al partito.

Il nuovo gruppo Our Revolution (la nostra rivoluzione) come si connette a tutto ciò?Ha combattuto contro la ricchezza tutta la vita ma Our Revolution è definita come 501(c)4 (organizzazione esentasse in ambito sanitario). Ce ne può parlare?

Prima di tutto, per legge, non faccio parte di Our Revolution. Our Revolution ha ereditato l’apparato della campagna elettorale, non ne sono coinvolto.

Vorrebbe che rendessero pubblici i contributi?

Si,lo dovrebbero fare assolutamente. Per quanto ne so, lo faranno.

E le politiche di Our Revolution? Come opererà?

Non so se lo sa ma i candidati di Our Revolution hanno già vinto molte primarie. In Massachussets, col supporto di Our Revolution, un giovane avvocato, un tipo molto progressista, ha battuto un candidato a lungo in carica. A Rhode Island il leader di maggioranza della Camera è stato tagliato fuori. Penso che Our Revolution stia iniziando a raggiungere quello che era il suo scopo, cioè di focalizzarsi non solo sulle competizioni ad alto livello ma anche di occuparsi delle legislature dei vari Stati. Ci sono un paio di teste calde nelle legislature di Stato e sa una cosa? Ciò farà pressione su quelle legislature. Poche persone possono avere un impatto significativo.

Lei era chiaramente frustrato dalla copertura mediatica della campagna elettorale

Quello di cui ti rendi conto è che i media sono interessati ai pettegolezzi della campagna piuttosto che ai problemi degli americani. La loro copertura riguardava Sanders e la sua campagna e non i bisogni degli americani e quello che proponevamo per soddisfare quei bisogni .E’ stato stressante. Abbiamo superato l’ostacolo, fin che possibile, tramite i social media. Una delle ragioni del successo tra i giovani è che la maggior parte dei  giovani non guardano i telegiornali, non leggono il Washington Post. Ed abbiamo fatto un ottimo lavoro in termini di comunicazione diretta con milioni di giovani ,attraverso i social media.

Penso che quello che abbiamo bisogno di fare, e lei lo sta già facendo quindi non le sto tenendo lezione, è integrare le nostre idee nel discorso politico cosicché non sia un settimanale a parlare alla gente o Bernie Sanders che parla alla gente. Le nostre idee devono diventare parte delle discussioni quotidiane. Quello che dobbiamo fare, specialmente coi giovani e specialmente con chi non è direttamente coinvolto nel processo politico ,è assicurarci che ogni mattina, pomeriggio e sera vedano l’esposizione di quegli argomenti rilevanti nelle loro vite.

da Rifondazione.it articolo originale:  https://www.thenation.com/article/bernie-sanders-thenation-interview/ traduzione di Stefania Martini (brigata traduttori)

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