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Homepadrini & padroniJill Stein: voti da ricontare in Michigan, Pennsylvania e Wisconsin

Jill Stein: voti da ricontare in Michigan, Pennsylvania e Wisconsin

Raccolti dalla candidata dei Verdi, Jill Stein, due milioni e mezzo di dollari per fare ricorso e ricontare i voti di Trump nei tre stati in cui il magnate ha vinto per un soffio

di Francesco Ruggeri

Jill Stein In Boston

Jill Stein, la candidata presidenziale dei Verdi chiederà un nuovo spoglio in Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, tre stati determinanti per il risultato finale dell’Election Day dell’8 novembre. Nei giorni scorsi era stata lanciata una raccolta di fondi online necessari per chiedere un nuovo spoglio delle schede elettorali e la sottoscrizione ha già superato i 2,5 milioni di dollari, mezzo milione in più dei 2 milioni necessari per fare domanda di riconteggio nel Wisconsin, i cui termini scadono domani, venerdì. Stein ha spiegato che la sua iniziativa è dovuta a «evidenti prove di anomalie nel voto» e che l’analisi dei dati ha indicato «significative discrepanze nei totali dei voti» diffusi dalle autorità statali. «Queste questioni devono essere indagate prima che le elezioni presidenziali 2016 vengano certificate». La campagna prevede di raccogliere tra i 6 e i 7 milioni di dollari «per finanziare le richieste di riconteggio nei tre stati».

Ci sono i termini – e dubbi a sufficienza – per ricontare i voti nell’elezione per il presidente degli Stati Uniti. Lo sottolinea un numero crescente di esperti che lancia così un appello ad Hillary Clinton proprio mentre risulta che la candidata democratica sconfitta da Donald Trump ha superato i due milioni di preferenze nel voto popolare. J. Alex Halderman, esperto informatico che dirige il Centro per la sicurezza informatica dell’Università del Michigan, è tra coloro che ha notato come alcune delle macchine utilizzate per il voto elettronico «presentano seri problemi in termini di cybersicurezza» che le espone quindi al rischio dell’intrusione di Hacker e che pur non essendoci al momento prove dell’opera di pirati informatici sulle macchine in stati chiave che sono stati attribuiti a Trump, a suo avviso sarebbe necessaria una verifica per assicurarsi che non sia davvero così. Dello stesso avviso anche John Bonifaz, avvocato specializzato in diritto di voto, ed entrambi individuano come ‘a rischiò i risultati in Wisconsin, Michigan, e Pennsylvania, proprio quelli che avrebbero determinato la sconfitta della ex segretario di Stato emergendo invece a sorpresa come a favore di Donald Trump. Timori cui ha deciso di dar voce un gruppo già consistente tra esperti ed attivisti e il cui numero va crescendo, chiedendo alle autorità competenti di considerare seriamente la possibilità di un riconteggio. È un gruppo eterogeneo di individui ma che evidentemente condivide l’atroce dubbio e per questo ha sollecitato anche l’entourage di Hillary Clinton a prendere prendere posizione. Secondo quanto trapela il gruppo sta compilando un dettagliato rapporto e intende presentarlo già la prossima settimana sia a responsabili di commissioni al Congresso sia alle autorità federali. Nessuna reazione ufficiale dal fronte Clinton fino a ora.

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