Savona, poliziotto e due funzionari agli arresti per corruzione

Savona, poliziotto e due funzionari agli arresti per corruzione

Soldi e regali per truccare le pratiche e sfruttamento della prostituzione. Retata a Savona: arrestati un poliziotto, due funzionari degli Interni e tre persone

di Francesco Ruggeri

una scena da Affari sporchi, pellicola del 1990 sugli affari interni della polizia di Los Angeles.
una scena da Affari sporchi, pellicola del 1990 sugli affari interni della polizia di Los Angeles.

Un poliziotto e due funzionari del ministero dell’Intero sono stati arrestati questa mattina a Savona con l’accusa di corruzione, dalla polizia. Avrebbero accettato denaro e regali in cambio di agevolazioni per varie pratiche: rilascio di permessi di soggiorno, cambio di cognome, riduzione dei giorni di sospensione della patente. Oltre al poliziotto e ai due funzionari sono state arrestate altre tre persone: un marocchino, un albanese e una italiana.

Il poliziotto, accusato anche di concorso in favoreggiamento della prostituzione, e il marocchino sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere, mentre i due funzionari del Ministero dell’Interno sono agli arresti domiciliari, come l’italiana, accusata di sfruttamento della prostituzione, e l’albanese. L’indagine è iniziata nel dicembre 2015, quando nell’ambito di un’altra inchiesta sono emersi contatti sospetti tra alcuni indagati ed il poliziotto. Secondo gli investigatori, «il poliziotto e i due funzionari del ministero avrebbero sistematicamente abusato delle loro funzioni agevolando pratiche in cambio di denaro, ma anche di regalie come vestiti, schede telefoniche, cene, assunzioni di amici, visite mediche, spese gratis nei negozi.

Si tratta di Roberto Tesio, ex ispettore della squadra Mobile, che ora prestava servizio all’ufficio Tecnico e logistico della questura, e i funzionari della Prefettura Andrea Santonastaso, commissario del Comune di Borghetto Santo Spirito (ed ex commissario, fino alle ultime elezioni comunali, di Spotorno) e Della Vecchia.

L’indagine, stando a quanto trapelato, ha preso avvio nel 2015 nell’ambito di un altro procedimento penale che riguardava, si legge in una nota della polizia, personaggi malavitosi, che ha dato occasione alla squadra Mobile di documentare contatti sospetti tra alcuni indagati e il poliziotto arrestato. Le indagini avrebbero poi messo in luce stretti contatti tra l’ispettore Tesio e i due funzionari per richieste di favori per pratiche di rilascio di permessi di soggiorno, di autorizzazioni di polizia, per la riduzione di giorni di sospensione della patente, cambio di cognomi, richieste per le quali i pubblici ufficiali si sarebbero adoperati sistematicamente abusando delle loro funzioni al fine di ottenere un ingiusto profitto: capi di vestiario, schede telefoniche, cene, assunzioni di persone amiche, visite mediche, esami diagnostici, spese gratis presso esercizi commerciali.

 

 

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