20.7 C
Rome
venerdì 25 Giugno 2021
20.7 C
Rome
venerdì 25 Giugno 2021
HomecultureAttrazione e antagonismo, non è altro che danza

Attrazione e antagonismo, non è altro che danza

Danza, il Budapest Dance Theatre incanta in un teatro genovese di periferia. Bolzaneto può essere altro da quella caserma delle torture di sedici anni fa

da Genova, Claudio Marradi

Budapest chiama Genova. Anzi, Bolzaneto per la precisione, dove al teatro Rina & Gilberto Govi è approdato,  direttamente dalla capitale magiara, il Budapest Dance Theatre.

Che poi dici Bolzaneto e la mente si affolla di brutti ricordi. Perché è nella caserma di polizia che vi si trova che fu allestito il centro di detenzione temporanea per i fermati in occasione del G8 del 2001. Una palazzina che, per tre interminabili giornate e nottate, divenne una piccola Guantanamo.  Ante-litteram e tutta italiana:  il buco nero che risucchiò democrazia, diritti civili e persone in carne ossa, che in quella carne furono offese e brutalizzate. Torturate, come dissero subito in molti, anche se quel reato paradossalmente non esisteva – e continua a non esistere –  nell’ordinamento italiano. E poi tutto quello che magari la carne non la tocca neanche con un dito, ma che fa altrettanto male: minacce di stupro, umiliazioni, coretti inneggianti a Hitler, Mussolini e Pinochet… repertorio di ordinario fascismo da parte di servitori dello Stato e di una  Repubblica che dall’antifascismo si vorrebbe essere nata.

Eppure Bolzaneto in questi lunghi 17 anni che separano ciò che è accaduto da una verità e una giustizia ancora tutte da compiere, è stato sempre, naturalmente, anche altro. Quartiere (ormai ex) operaio del ponente genovese dove ipermercati, centri commerciali e multisale cineplex  hanno spodestato, come in tutto l’occidente,  acciaierie e impianti metalmeccanici. Ma anche una specie di piccola città nella città, già Comune orgogliosamente indipendente per molti anni,  prima di essere inglobata nella cosiddetta Grande Genova i cui abitanti, da queste  parti, sono sempre stati considerati un po’ “foresti”.

Una delegazione con una sua identità precisa, fatta anche di specifiche realtà culturali, come il teatro Rina & Gilberto Govi, punto di riferimento per tutta la Valpolcevera, che persegue ostinatamente una sua  eclettica programmazione che riesce a tenere insieme la commedia dialettale genovese di Gilberto Govi e i suoi “Manezzi pe majâ na figgia”,  alla danza contemporanea europea.  Proprio come il Budapest Dance Theatre, arrivato a Bolzaneto nell’ambito di un rapporto di collaborazione con la  Kseij Dance Company di Genova, che restituirà la visita esibendosi in Ungheria il prossimo 27 maggio.  Jennifer Vattai, Alekseij Canepa (genovese verace residente a Budapest), Tamás Kiss, Mary Katakura, Zita Macskin,  Krisztina Baumgartner e Alexandra Sághy sono le cinque donne e i due uomini della compagnia che hanno portato sul palco del Govi i pezzi “Balance” e “Doze”, firmati rispettivamente dai coreografi Alexandra Sághy e Jiri Pokorny. Una ricerca che indaga il precario equilibrio che connota l’eterna attrazione/antagonismo tra i sessi. E che in “Balance” riflette sullo stato di squilibrio e la sua  condizione ambiguamente necessaria alla creazione della bellezza e alla dinamica dell’eros, come nella scena in cui due donne sembrano contendersi il possesso di un unico uomo che sospingono, di soffio in soffio, da un capo all’altro del palcoscenico.  Mentre il secondo pezzo si apre con la suggestione di una foto di famiglia di quelle tradizionali – i capifamiglia seduti davanti e gli altri dietro in piedi a fare da cornice – per chiudersi con una partitura per uomo e donna soli, su colonna sonora di Yukari Sawaki, di struggente bellezza.

In una sera di maggio a Bolzaneto, Italia, Europa. E tu continua a chiamarle, se vuoi, periferie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Quanto costerà agli ungheresi l’omofobia di Orban

La legge omofoba ungherese ha sconvolto l'agenda del vertice UE. Diciassette leader chiedono sanzioni. Gli scenari [Ludovic Lamant] 

Ogni movimento ha un filo che lo porta a Genova

Si va verso il ventennale di Genova e partiamo seguendo una delle tracce seminate da Guadagnucci e Agnoletto con «L'eclisse della democrazia»

Stracciamo il Concordato: Ddl Zan ora!

Il Vaticano invade lo spazio pubblico, la destra familista gioca col fuoco, il dibattito nel mondo femminista Il Vaticano fa...

Catalogna, l’ambigua grazia di Sànchez

I nove leader catalani ancora in prigione sono stati graziati ma Sánchez chiude la porta alle vere amnistie [Ludovic Lamant]

Così i fascisti francesi volevano avvelenare il cibo halal

Come un infiltrato ha ingannato i "patrioti" che stavano pianificando attacchi islamofobi [Matthieu Suc]