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Stalking. Non Una Di Meno interviene: “Estinguetevi voi”

Non Una Di Meno interviene sulla scelta scellerata del Parlamento di estendere ai reati non aggravati di stalking l’estinzione per condotta riparatoria

di Marina Zenobio

NonUnaDiMeno Stalking

Non si è fatta attendere la reazione della rete romana di Non Una Di Meno (NUDM) contro l’articolo 162ter, introdotto nella legge di riforma del codice penale approvata il 14 giugno scorso, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno dei reati estinguibili è proprio lo stalking almeno per quei casi non aggravati, cioè ove non ci siano minacce, verbali o materiali, alla vita della donna. Per i casi non aggravati la riforma dà quindi agli imputati per stalking la possibilità di pagare una cifra che sia congrua per il giudice e che la donna sarà costretta ad accettare. Dopo di che il reato sarà estinto.

Oltre a rilanciare una protesta contro la violenza di genere per il prossimo 28 settembre, nel suo comunicato NUDM-Roma precisa che l’inasprimento delle pene non è mai stato un orizzonte di lotta per l’organizzazione femminista, tanto meno crede che la strategia punitiva possa ritenersi una strada nel contrasto alla violenza sulle donne “Ma introdurre norme che depotenziano il ruolo delle persone offese (soprattutto donne) nei processi penali, si traduce nuovamente in una limitazione dei loro diritti”

Considerando però quanto sia difficile per una donna che subisce violenza arrivare alla denuncia, di uno stalker come di un compagno violento, il denunciare dovrebbe essere uno strumento a tutela e garanzia della donna che dovrebbe essere altresì sostenuta in fase processuale. Invece, scrive NUDM, “A pochi giorni dal femminicidio di Ester Pasqualoni (la donna uccisa dal suo stalker dopo che aveva visto archiviate due denunce, ndr) siamo costrette a registrare, con indignazione e sconcerto, quanto si è prodotto in Parlamento lo scorso 14 giugno. Durante il dibattito sulla riforma del Codice Penale, è stato votato a maggioranza un emendamento che inserisce un nuovo articolo che dà la possibilità di estinguere reati procedibili a querela – quei reati cioè in cui è necessaria la querela della persona offesa – offrendo a quest’ultima una somma non meglio quantificata, senza considerare la sua volontà”.

Tra i reati procedibili a querela rientrano anche i casi di stalking non aggravato, quelli che prevedono il ritiro della querela in fase processuale, continua il comunicato “affidando nuovamente alla discrezionalità del giudice una decisione che deve spettare unicamente alla donna, privandola in questo modo della facoltà di rifiutare un risarcimento”.

Non Una di Meno precisa anche che spesso “i reati rimettibili legati a stalking e violenza – proprio tra quelli oggi soggetti a condotte riparatorie – possono essere un spia di una situazione di violenza di genere in atto. Introdurre questo tipo di nome significa negare la gravità del fenomeno”. 

Per l’organizzazione femminista romana misure come quelle inserite con l’art. 162ter cp, “depotenziano il ruolo delle persone offese nell’azione processuale e, in particolare, l’irrilevanza del consenso delle parti limita fortemente l’autodifesa e l’autodeterminazione delle donne, il cui segnale di allarme e di accusa viene in questo modo negato e silenziato”.

Non Una Di Meno esprime profonda indignazione verso un Parlamento che dimostra indifferenza rispetto alla rivendicazioni che le donne continuano a portare in piazza. E si chiede considerando queste premesse, “quale Piano Antiviolenza approderà in Parlamento, di certo non metterà al centro l’autonomia delle donne”.

Intanto la polemica monta, con le reazioni anche di altre associazioni, come il  Telefono Rosa, e i sindacati Cgil Cisl e Uil. Una polemica a cui, nella speranza alquanto vana di mettere un punto, è intervento anche il ministro della giustizia Andrea Orlando secondo il quale: “Le preoccupazioni espresse sull’applicazione dell’estinzione del reato per condotta riparatoria, sia pure soltanto alle ipotesi meno gravi di stalking, secondo le interpretazioni degli uffici risultano non fondate. Per evitare comunque qualunque possibilità di equivoco interpretativo si deve agire riconsiderando la punibilità a querela prevista nella legge del 2009 (si riferisce alla legge anti Stalking n. 38/2009 dall’art. 7 all’art. 12 ndr). E’ una modifica sulla quale il governo sta intervenendo”. E conclude a mo’ di rassicurazione “Ritengo essenziale il contrasto alla violenza sulle donne e ricordo che nel provvedimento antimafia che il Senato approverà martedì è prevista la applicabilità delle misure di prevenzione personale agli indiziati di stalking”.

Ma Non Una Di Meno non starà a guardare né ad aspettare. Infatti, a conclusione del suo comunicato, rilancia una protesta per il prossimo 28 settembre, quando Non Una Di Meno tornerà di nuovo in piazza “per rivendicare l’autodeterminazione delle donne contro la violenza negli ospedali, nei tribunali, a casa, a lavoro, a scuola, ovunque!

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