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G20. Fermata ad Amburgo Eleonora Forenza

L’eurodeputata rilasciata in nottata, ma non lascerà la caserma finché tutte e tutti i fermati durante le manifestazioni contro il G20 non saranno fuori

MZ

Cannonate d'acqua sulla protesta contro il G20 ad-Amburgo (DAVID YOUNG/AFP/Getty Images)
Cannonate d’acqua sulla protesta contro il G20 ad-Amburgo (DAVID YOUNG/AFP/Getty Images)

“Sono stata fermata dalla polizia di Amburgo insieme ad altri compagni motivo siamo italiani perquisita e documenti sequestrati siamo ancora trattenuti #stopg20”

E’ quanto si legge in un messaggio postato sul suo profilo facebook dall’eurodeputata italiana Eleonora Forenza del gruppo GUE/NGL. La nostra Eleonora, nel senso che tra le altre cose fa parte del gruppo che sta lavorando ad un nuovo progetto editoriale, Il Salto.

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In diversi post pubblicati sul social network, Forenza spiega che sono 15 gli italiani fermati ai quali sono  stati sequestrati documenti dagli agenti tedeschi, “compreso – scrive – il mio tesserino parlamentare“. In alcune foto e un video mostra le immagini dell’intervento della Polizia e commenta: “Siamo ancora in stato di fermo. Motivazione: siamo italiani. Ormai siamo ad un punto in cui vestirsi di scuro rappresenta una sorta di reato”. L’europarlamentare italiana aderisce in questi giorni alle iniziative di protesta contro il G20 in corso ad Amburgo. Ieri aveva postato su Facebook le immagini di un corteo con l’hashtag #stopg20, commentando le foto con la scritta “blocchiamo i flussi del capitale”.

Nei giorni scorsi aveva detto: “Vado a manifestare contro il vertice, insieme a tante compagne e compagni da tutto il mondo e per vigilare da parlamentare europea contro il dispositivo globale di repressione del dissenso, già in atto in questi giorni ad Amburgo”.

Siamo in attesa di nuove informazioni e nel frattempo tutta la nostra solidarietà ad Eleonora e agli altri fermati.

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Aggiornamento domenica 9 luglio ore 12,50

L’europarlamentare Eleonora Forenza è stata rilasciata. La redazione de Il Salto  è riuscita a mettersi in contatto telefonicamente. Insieme ad altr* ha trascorso la notte fuori dalla caserma di Amburgo dove continuano ad essere rinchiusi altri manifestanti fermati con lei, tra cui Antonio Perillo, militante del PRC, ad Amburgo insieme a Eleonora. Riportiamo quando dichiarato dall’europarlamentare a Il Salto
«Siamo ancora accampati qui fuori. Poco fa abbiamo incontrato il Console italiano (che non hanno fatto entrare): 16 delle persone fermate ieri sono ancora nella caserma mentre sei fermati hanno avuto la convalida del fermo e sono stati trasferiti in un’altra struttura».

«Abbiamo trascorso la notte in tenda appena fuori dalla caserma. Da qui non ce ne andiamo finché tutti i nostri compagni non saranno rilasciati. Perché “Si parte e si torna insieme”» ha raccontato telefonicamente a Il Salto.

«SEQUESTRATI PER ORE NELLA CELLA DI UN FURGONE»

Eleonora Forenza continua il suo racconto: «Ci hanno comunicato che eravamo in stato di arresto senza comunicarci la ragione, dicendo solo che avevano notizie di italiani pericolosi in arrivo ad Amburgo. Ci hanno sequestrato i documenti, tra cui il mio tesserino parlamentare, per oltre quattro ore. Ci hanno messo nelle celle di due furgoni e ci hanno sequestrato tutto: negli zaini non hanno trovato nulla ma alcuni di noi, tra cui me, avevano una felpa nera (!!!). Ci hanno tenuto oltre tre ore nella cella del cellulare, prendendoci in giro quando chiedevamo informazioni. Mi hanno fatto fare pipì con la porta aperta e sorvegliata da due poliziotte nonostante fossi già stata perquisita. Dopo quasi cinque ore hanno portato tutti nelle celle. A me, alle 21, hanno detto che ero rilasciata perché parlamentare (eppure avevano il mio tesserino dalle 16!!!). Mi sono rifiutata di andare via finché non rilasciano tutt@ i miei compagni e le mie compagne».

L’europarlamentare dichiara infine che: «Nella due giorni di Bruxelles contro la repressione e per il diritto al dissenso organizzata con Osservatorio Reperessione avevamo intuito che il G20 di Amburgo sarebbe stato l’ennesimo esperimento repressivo».

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