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Come prevenire l’odio e il terrorismo

Come prevenire l’odio e il terrorismo: volontari di 9 paesi a confronto. Il progetto europeo “Brave” con partner della società civile di Europa, Africa e Medio Oriente

hate-speech

ROMA – Come si possono migliorare le strategie di prevenzione dell’estremismo violento? E quale ruolo possono avere le associazioni di volontariato e i giovani? Alcune proposte operative potrebbero venire nei prossimi mesi da “BRAVE – Building Resilience Against Violent Extremism”, un originale progetto europeo appena approvato, promosso dal CSV di Belluno insieme a CSVnet con la partnership di otto associazioni non profit di altrettanti paesi europei, africani e del Medio Oriente.

Prevenire atti di violenza e di estremismo è oggi più importante che mai. La lotta non violenta contro l’odio e la paura deve essere combattuta a livello locale coinvolgendo chi giorno dopo giorno si impegna per una società più coesa e solidale. Concetti come partecipazione, inclusione e solidarietàsono i pilastri dell’associazionismo e del volontariato ma potrebbero diventare importanti strumenti di azione utilizzati a livello globale come arma di prevenzione e di contrasto degli estremismi.

È il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite a ribadire che gli atti di terrorismo non possono essere affrontati unicamente con misure repressive: nella risoluzione 2178 (2014) si afferma che è essenziale che gli Stati si adoperino per il coinvolgimento delle comunità locali, delle organizzazione non governative e di tutto il mondo associativo per mettere in atto delle strategie partecipative di contrasto alla violenza, estremismo e terrorismo. La risoluzione 2250 (2015) rimarca ulteriormente l’importanza di coinvolgere nei processi decisionali i giovani a ogni livello, locale, regionale, nazionale e internazionale.

Nello stesso testo viene promosso l’utilizzo di metodologie partecipative di prevenzione e risoluzione dei conflitti come la Counter Violent Extremism (CVE) che rappresenta un’efficace strumento per lavorare in questo senso. Adottata a livello internazionale da grandi organizzazioni come le Nazioni Unite o l’Homeland Security degli Stati Uniti d’America, la CVE è utilizzabile anche in contesti locali.

A questa metodologia si affida il progetto “BRAVE”, in cui il mondo dei Centri di servizio per il volontariato opererà insieme a organizzazioni della società civile di Tunisia, Giordania, Portogallo, Georgia, Malta, Croazia, Marocco e Spagna. Il progetto, finanziato grazie al programma Erasmus+, è nato con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e la comprensione del fenomeno di radicalizzazione violenta e del“discorso di incitamento all’odio” (hate speech) inteso come comprensivo di tutte le forme di espressione miranti a diffondere, fomentare, promuovere o giustificare tutte le forme di odio fondate sull’intolleranza.

L’obiettivo generale è quello di dare un forte contributo alla lotta contro l’estremismo, l’intolleranza e l’istigazione all’odio anche online, basandosi fermamente sulle azioni che promuovono il rispetto dei diritti umani, la dimensione di genere, la democrazia, la partecipazione, l’inclusione sociale e il dialogo interculturale. L’approccio mira a identificare, esplorare e sviluppare possibili modelli alternativi per migliorare la partecipazione alle azioni di prevenzione di violenze estremiste, creando una nuova rete di organizzazioni giovanili e capitalizzando ogni esperienza locale.

Ventuno operatori selezionati dai partner del progetto parteciperanno ad un corso di formazione che si terrà a Mezzano (TN) dal 12 al 20 dicembre 2017. Verrà utilizzato un approccio interattivo e partecipativo, con attività di team building, giochi di ruolo, visite studio, discussioni e dibattiti. I partecipanti approfondiranno la conoscenza delle attuali sfide legate all’estremismo violento e al discorso di incitamento all’odio, acquisendo le motivazioni e la fiducia necessarie per intraprendere azioni per affrontare queste sfide. Inoltre, aumenterà la loro consapevolezza di come le realtà dell’impegno sociale possono giocare un ruolo concreto nel contrastare l’estremismo violento e la diffusione di odio a livello locale. (Elena Casini e Nicolò Triacca)

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