Perché le gesta di Casapound e Forza Nuova servono soprattutto al Pd

Perché le gesta di Casapound e Forza Nuova servono soprattutto al Pd

Casapound e Forza Nuova sono pompate mediaticamente e gli antifascisti criminalizzati. La strategia di un Pd che non può incassare voti per quello che ha fatto

di Salvatore Prinzi

«Il 18 febbraio si è consumata l’ennesima pagina scandalosa della gestione Minniti. Il ministro crede di poter affrontare lo sdoganamento dei partiti neofascisti relegandolo a ‘banalè questione di ordine pubblico. Questo approccio si risolve puntualmente in cariche indiscriminate contro chi cerca di impedire il dilagamento delle idee razziste, xenofobe e violente di partiti come Casapound e Forza Nuova. E mentre gli esponenti di questi gruppi che si richiamano esplicitamente al fascismo vengono protetti, le forze democratiche vengono picchiate e denunciate». Lo afferma in una nota la portavoce di Potere al Popolo Viola Carofalo. «Le scene alle quali abbiamo assistito, con i manifestanti costretti con la faccia al muro e perquisiti e le centinaia di agenti mobilitati contro una manifestazione antifascista, ci riportano alla mente ben altri momenti della storia repubblicana», aggiunge. «Ci sembra paradossale che dobbiamo essere noi a ricordare al ministro, che ha giurato sulla Costituzione, che il fascismo non è un’opinione, ma un reato. Che Minniti si dimetta. E lo stesso faccia il questore di Napoli De Iesu, il quale ha candidamente affermato: ‘Abbiamo pianificato al meglio, garantendo il regolare svolgimento della manifestazione di Casapound’. In piazza, a Napoli, c’eravamo anche noi di Potere al Popolo, tanto che dei 23 denunciati 7 sono nostri attivisti. Questo non ci farà certo retrocedere dall’opporci al dilagare del fascismo. Continueremo a difendere con forza i valori di solidarietà e tolleranza dei quali siamo portatori», conclude Viola Carofalo

Attenti, questa è una trappola. Sta andando avanti da mesi e ora si concretizza negli ultimi giorni di campagna elettorale. Questo lo schema, abbastanza “classico” per chi conosce la storia di questo paese.

1. C’è una situazione di crisi sociale e di perdita di consenso dei gruppi dominanti. Il Governo, del PD, rischia la sconfitta elettorale: non può incassare voti su quello che ha fatto (perché la gente non è contenta), non può vendere sogni (non è più credibile).

2. Ovviamente, nessuna forza politica (salvo Potere al Popolo) può dire quello che si dovrebbe fare davvero: intervento dello Stato nell’economia per creare lavoro, redistribuire la ricchezza etc. Le classi dominanti e gli apparati della “controrivoluzione preventiva” devono assolutamente evitare questo punto.

3. Che fare allora? Pompare mediaticamente i gruppetti neofascisti, che hanno un peso irrilevante come consenso (CasaClown nel 2013 prese lo 0,1; Forza Nuova lo 0,3!). Dargli piena agibilità politica. Quindi, quando c’è la reazione antifascista, anche “minima” (vedi Macerata) intervenire presentandosi come partito dell’Ordine.
Criminalizzare mediaticamente quelli che potrebbero essere l’alternativa, reprimere tutti e presentarsi agli italiani come sola garanzia contro il caos nel paese. Rivendicare affidabilità e capacità di gestione (vedi Minniti), contro gli agitatori vari (fascisti, comunisti, lega, 5 stelle…).
I fascisti si prestano perché hanno il loro piccolo ritorno mediatico, aggregano qualcuno, svolgono il loro ruolo storico di cani da guardia del sistema.

4. In questo modo il Governo del PD evita di confrontarsi nel merito e di farsi sfuggire davanti agli italiani dove vuole andare a parare, si criminalizzano forze come @Potere al Popolo e i movimenti sociali, che in tempo di crisi potrebbero ottenere consenso e far avanzare le lotte, può condurre trattative sottobanco con Forza Italia per un governo di larghe intese.
La ciliegina è poi organizzare con l’ANPI la manifestazione del 24 in modo da presentarsi anche come antifascisti “patentati”, prendere il voto dei rincoglioniti e antiberlusconiani, e fare fessi tutti.

Noi il giochino lo abbiamo capito, speriamo lo capiscano tutti.
Non facciamoci fregare: parliamo dei nostri bisogni, dei nostri sogni, di quello che siamo e che facciamo, di quello che vogliamo, parliamo di contenuti, facciamo sentire la nostra voce!

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