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Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Genova, l’architetto sconosciuto che disegnò la città moderna

Scuola Diaz

Genova, scuole, mercati, cimiteri, edifici pubblici e privati. In un libro la storia di Michele Fenati, autore di gran parte del paesaggio cittadino.

 

Fresco di stampa è arrivato in libreria un libro dedicato a Michele Fenati, il cui sottotitolo poteva tranquillamente essere: “architetto sconosciuto”. 

Eppure Fenati ebbe un ruolo di tutto rispetto a Genova dove dal 1908 al 1950 lavorò come disegnatore e architetto nell’ufficio lavori pubblici del Comune contribuendo a ridisegnare il volto della città “tra eclettismo e razionalismo”, come recita, giustamente, il vero sottotitolo del libro. 

Michele Fenati nasce a Russi, nella campagna romagnola nel 1885, compie i suoi studi a Bologna dove frequenta l’accademia di Belle Arti e si forma culturalmente, partecipa a diversi concorsi e i suoi progetti girano il mondo (Madrid, San Paolo in Brasile) ma è a Genova che il suo estro troverà spazio. 

Sfogliare il libro è come attraversare Genova. Non c’è quartiere dove Fenati non abbia lasciato il segno: scuole, mercati, palazzi pubblici e privati, monumenti, scalinate, cimiteri, (a Staglieno il porticato di Sant’Antonino) e il sacrario ai Martiri del Turchino. 

Impressionante il numero di scuole progettate: la Diaz in Albaro, il Colombo in salita Carbonara, Dante Alighieri a Bolzaneto, l’Istituto Comprensivo di Marassi, il Nautico in Piazza Palermo, il Mazzini a Staglieno, il Deledda in Via Bertani solo per citarne alcune… E poi ci sono i mercati pubblici, dove emerge, diversamente dagli edifici scolastici che propongono un disegno più razionalista, la vena eclettica in un trionfo di archi e disegni che bene coniugano tradizione e modernità. Si tratta di strutture semplici e versatili, tettoie in ferro, prive di chiusure laterali di facile messa in opera per eventuali smontaggi e rimontaggi e dai prezzi contenuti. I mercati di Piazza Statuto (Pre’) del Carmine e Piazza Dinegro sono ancora utilizzati oggi, mentre quello di piazza Martinez è stato sostituito con uno in muratura nell’adiacente piazza Terralba.

Moltissimi i lavori e i progetti realizzati all’interno del Cimitero di Staglieno, che praticamente lo occuparono per tutta la carriera professionale.

Nel 1954, ormai in pensione, Fenati collabora alla realizzazione del Sacrario dei Martiri del Turchino, per ricordare i 59 partigiani uccisi dai nazisti il 19 maggio del 1944 in località Fontanafredda presso il Passo del Turchino. Un’opera che a detta dello stesso Fenati deve prima di tutto rispettare la sacralità del luogo dove fu compiuto l’eccidio. 

Gli anni più operosi e creativi sono quelli del ventennio fascista (dal 1920 al 1940) quando anche a Genova il regime dà impulso a moltissimi interventi di edilizia pubblica: si costruiscono piazze, edifici di governo, case popolari e moltissime scuole (nel 1923 viene varata la riforma Gentile – ci ricorda il curatore – e l’allora ministro della Pubblica istruzione eleva l’obbligo scolastico fino alla quinta elementare e crea nuove scuole secondarie accessibili dopo la scuola dell’obbligo). Nell’ufficio dei lavori pubblici del comune si avvicendano ingegneri ed architetti come Giuseppe Oddone, Tomaso Badano, Paride Contri (suo il progetto delle Piscine d’Albaro) Carlo Canella (Scuole Diaz), a lungo responsabile dell’edilizia scolastica, Mario Braccialini (suoi i progetti di alcuni padiglioni dell’Ospedale San Martino e il mercato del Pesce al Molo, la Casa dello Studente) e naturalmente Michele Fenati. Ognuno di loro, come racconta molto bene il libro, porterà a Genova il suo gusto personale coniugato con le istanze del tempo, e Genova diventa improvvisamente il luogo dove eclettismo di fine ottocento, liberty e il nuovo linguaggio razionalista convivono.

Fenati ha contribuito a ridisegnare la Genova moderna che conosciamo oggi, eppure resta un invisibile. La spiegazione è presto rivelata: all’epoca gli architetti non firmavano i disegni, erano invece gli ingegneri a farlo. C’è voluto quindi un impegnativo lavoro di consultazione dei fascicoli delle opere pubbliche nell’Archivio Storico del comune di Genova e dell’archivio famigliare donato dal figlio, per ricostruire l’opera completa dell’eclettico architetto.

Oggi ogni lacuna può essere colmata consultando il libro Michele Fenati. Un architetto civico tra eclettismo e razionalismo. 1885-1973 edito da Sagep per la curatela di Giorgio Rossini, architetto in forza alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria che con passione si è dedicato alla compilazione del volume, oppure visitando il Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immaginazione di Genova dove dal 2015 sono custoditi oltre 1000 tra disegni e progetti dell’opera di Michele Fenati.

Si ringrazia l’editore per la galleria fotografica.

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