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Gaza, continua la Marcia per il Ritorno

Mentre da Israele partiva il Giro d’Italia, al confine con Gaza partiva la sesta Marcia per il ritorno. Ancora fuoco israeliano sui palestinesi

di Marina Zenobio

Mentre da Israele partiva il Giro d’Italia, prima volta che la competizione ciclistica italiana comprende tappe fuori dall’Europa, migliaia di palestinesi gazawi manifestavano al confine con Israele nel sesto venerdì della Marcia per il Ritorno-

La scelta di Gerusalemme coma punto di partenza della prima tappa del Giro d’Italia è stata duramente critica da Bds (il movimento per il boicottaggio economico d’Israele) con l’hashtag #cambiagiro

Ma anche dalla Piattaforma delle ong italiane in Mediterraneo e Medio Oriente che riunisce più di 40 organizzazioni, tra cui Terre des Hommes. In un comunicato hanno dichiarato che “La scelta di far partire il Giro d’Italia da Gerusalemme, avendo peraltro rimosso l’originaria dicitura Gerusalemme Ovest, è inopportuna perché sembra voler avallare la pretesa israeliana che la città sia la capitale ‘unica e indivisibile’ dello Stato di Israele e di conseguenza l’illegale annessione di Gerusalemme Est allo Stato di Israele, in violazione del diritto internazionale e di molteplici risoluzioni delle Nazioni Unite. Tale scelta – continua il comunicato – rischia di alimentare tensioni perché il Giro d’Italia comincia in un momento assai difficile della storia palestinese quando, dal 30 marzo ad oggi, l’uso sproporzionato della forza da parte dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza ha causato l’uccisione di almeno 44 civili palestinesi, inclusi tre bambini e un giornalista, mentre il governo israeliano si rifiuta di condurre una indagine imparziale e trasparente sull’accaduto […] La scelta di fare partire il Giro da Gerusalemme contraddice l’impegno pluridecennale della società civile e delle istituzioni italiane per favorire il dialogo e la costruzione della pace tra Palestinesi e Israeliani, per sostenere la prospettiva di due Stati, con Gerusalemme capitale sia dello Stato di Israele sia dello Stato di Palestina, nel rispetto dei diritti di entrambi i popoli, dei diritti umani e del diritto internazionale”.

Intanto durante il sesto venerdì della Marcia per il Ritorno, ancora una volta i tiratori scelti dell’esercito israeliano hanno sparato e ferito almeno dieci palestinesi. Dall’inizio della Marcia le forze israeliane hanno ucciso 45 palestinesi e oltre 6 mila sono i feriti, da fonti del ministero della salute palestinese.

Il movimento della “Marcia per il Ritorno”, organizzato da tutte le fazioni palestinesi, è iniziato il 30 marzo, prevede manifestazioni ogni venerdì fino al 15 maggio, giorno della Nakba, la catastrofe che portò all’esodo forzato di oltre 700 mila arabi palestinesi dai territori occupati da Israele nel corso della prima guerra arabo-israeliana del 1948, guerra successiva alla creazione dello stato di Israele.

Foto storica della Nakba palestinese. 15 maggio 1948

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