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Carabinieri accusati di stupro, chiesto il processo

Carabinieri accusati di stupro, chiesto il rinvio a giudizio. Ora la decisione spetta al Gup

di Francesco Ruggeri

Meno di una settimana fa sono stati destituiti dall’Arma dei carabinieri al termine di un’indagine disciplinare che aveva già portato alla loro sospensione e a metà stipendio. Oggi la richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore di Firenze Ornella Galeotti: sarà ora il gup a decidere se Marco Camuffo e Pietro Costa dovranno affrontare un processo per l’accusa di aver violentato due studentesse americane, di 20 e 21 anni, a Firenze la notte del 7 settembre scorso dopo averle riaccompagnate a casa con l’auto con cui prestavano servizio per il nucleo radiomobile dei carabinieri di Firenze. A far scattare l’inchiesta nei confronti dei due carabinieri destituiti fu la denuncia delle giovani Usa che si rivolsero alla polizia. Le ragazze raccontarono di aver incontrato in un locale di piazzale Michelangelo i due militari che poi si offrirono di portale a casa a bordo della gazzella. All’arrivo i carabinieri entrarono con loro nel palazzo dove poi, per scale e nell’ascensore, le avrebbero costrette a subire rapporti secondo l’accusa. All’opposto i due militari hanno sempre negato di averle violentate. «La richiesta di rinvio a giudizio la davo per scontata – afferma Gabriele Zanobini, legale di una delle giovani Usa – ma devo dire che sono molto contento per la celerità con cui è stata presa, i pm hanno anticipato la recente raccomandazione del Csm che invita a velocizzare i procedimenti che riguardano la violenza sulle donne».

Sulla vicenda è in corso anche un procedimento presso il tribunale militare, di fronte al quale dovrà tenersi l’udienza preliminare per i reati concorso in violata consegna e in peculato militare. L’udienza davanti al gup militare è fissata per il 30 maggio, ma sarà quasi certamente rinviata al 27 giugno per impegni di uno dei legali. Non è escluso che in quella data si decida di unificare i due procedimenti in corso, portando a Firenze la parte militare, aggregandola a quella penale: «Chiederò al giudice militare di riqualificare il reato di peculato militare in peculato d’uso, e se acconsentirà sarà trasferito tutto a Firenze – spiega l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Pietro Costa – in base alla norma secondo la quale se il reato contestato più grave è penale la parte militare deve essere unificata».

 

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