Cucchi, quel carabiniere che si credeva Rambo dopo il pestaggio

Cucchi, quel carabiniere che si credeva Rambo dopo il pestaggio

Processo Cucchi, testimonia la moglie di uno dei carabinieri imputati: «quand’era in servizio si credeva Rambo, mi disse “Quante gliene abbiamo date!”»

Al processo bis per l’omicidio di Stefano Cucchi è la volta di Anna Carino, la moglie di Raffaele D’Alessandro uno dei carabinieri imputati (in tutto sono cinque i militari imputati a vario titolo). La donna confermato sostanzialmente quanto già emerso nelle intercettazioni alla base del processo che, dopo otto anni, ha finalmente illuminato il cono d’ombra in cui erano stati conservati i carabinieri.

Ecco la lettera che, dopo ogni udienza, Ilaria Cucchi scrive a suo fratello: «Aveva questa fotografia sul suo telefonino. Quando l’ha mostrata orgoglioso ad un suo amico amico, disse: “IO ACCUSSI’ L’AGGIA LASSAT” (IO L’HO LASACIATO COSÌ). Raffaele D’Alessandro, parlando con le persone da lui ritenute più fidate, ha raccontato “di quanto si fossero divertiti”, quella notte tra il 15 e 16 ottobre, a picchiare mio fratello Stefano Cucchi.
“GLIENE ABBIAMO DATE TANTE A QUEL DROGATO DI MERDA”.
Mentre raccontava si stava celebrando un processo contro le persone sbagliate che raccontava di un tossico che era morto di suo. Era spavaldo perchè pensava di averla fatta franca.
Mentre mi guardava ai telegiornali chiedere disperatamente verità e giustizia, mi definiva “STRONZA PUTTANA”. Raccontava poi dei violentissimi calci che avevano fatto cadere Stefano. Che gli avevano rotto la colonna vertebrale. “CHILL È SULU NU DRUGATU E MERDA”.
Si vantava di aver, insieme ad altri, pestato selvaggiamente un “DROGATO DI MERDA CHE PESAVA 40 CHILI”.
Perchè tutto questo? Non si sa.  Raffaele D’Alessandro, carabiniere, quando era in servizio si sentiva “RAMBO”.
Caro fratello mio, oggi ho sentito tutto questo in udienza. Lo hanno sentito pure papà e mamma. Poveri. Mi hanno fatto tanta tenerezza. Ho trattenuto le lacrime. Eppure per questo governo sono io a fare schifo.
Buona notte Stè.  Ti vogliamo bene

«C’ero pure io, quante gliene abbiamo date». Questo confidò alla ex moglie Raffaele D’Alessandro, uno dei carabinieri sotto processo per la vicenda della morte di StefanoCucchi, il giovane romano arrestato nell’ottobre del 2009 per droga e morto una settimana dopo nella struttura protetta dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. Anna Carino ha raccontato tutto in aula nel corso del processo ai 5 carabinieri di cui tre accusati di omicidio preterintenzionale. «Il mio ex marito mi disse di avere partecipato alla perquisizione in casa di Stefano Cucchi e che non avevano trovato niente. Ma dopo diversi mesi, dopo aver visto un servizio in tv, mi fece una confidenza -ha detto Anna Carino in aula- Mi disse che la notte dell’arresto era stato pestato, aggiungendo: “C’ero pure io? quante gliene abbiamo date!”». «Raffaele mi raccontò di un calcio che uno di loro aveva sferrato a Stefano Cucchi che aveva provocato una caduta rovinosa del ragazzo. Nel raccontarlo mi sembrò quasi divertito; rideva e davanti ai miei rimproveri mi rispondeva “Chill è sulu nu drogato e ‘m…” », ha ricordato la donna davanti ai giudici. Anna Carino ha precisato di non sapere «dove è avvenuto questo pestaggio e dove Cucchi cadde. Più volte al mio ex ho chiesto il motivo, ma non mi hai risposto. Mi ha raccontato anche di altri pestaggi ad arrestati o a persone che avevano portato in caserma; anche se non si trattava di pestaggi di questo livello». Inoltre Anna Carino ha raccontato che quando la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, appariva in tv «Raffaele la insultava pesantemente». Poi arrivò il momento di “fissare” in un incidente probatorio quelle sue dichiarazioni. «Quando sono stata sentita – ha detto Anna Carino – avevo paura, temevo la sua reazione. Anche in passato aveva avuto reazioni violente; non è stato però mai aggressivo fisicamente. Raffaele è sempre stato un tipo molto aggressivo; quando indossava la divisa si sentiva Rambo». La donna decise anche di mandare un messaggio all’ex marito. «Gli dissi che mi dispiaceva, ma non avrei potuto fare altro che dire la verità. Ma lui non rispose. Da quel giorno però i nostri rapporti si sono quasi azzerati», ha spiegato la donna. Nel gennaio 2016, poi il contatto tra Ilaria Cucchi e la Carino. «Mi sentivo in dovere di farlo per chiedere scusa per non aver parlato prima. La incontrai e le dissi che mio figlio mi aveva detto che un giorno sbirciò sul telefono del padre mentre parlava con un amico e vide le foto di Stefano; e che il padre disse all’amico “Io accussì l’aggio lassato”».

 

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