Scandalo Benalla, Macron difende il suo gorilla

Scandalo Benalla, Macron difende il suo gorilla

Affaire Benalla, finalmente parla Macron ma se la prende con i media. Nuovi dettagli imbarazzanti sui benefit e sul ruolo del gorilla dell’Eliseo

La polizia ha fatto irruzione nel palazzo dell’Eliseo per perquisire l’ufficio di Alexandre Benalla, l’ex bodyguard e collaboratore di Emmanuel Macron indagato per le violenze del primo maggio a Parigi. E in serata il presidente ha ammesso, per la prima volta davanti alla stampa, che «Benalla ha sbagliato». Come ieri di fronte alla cerchia ristretta dei deputati En Marche, il leader sotto attacco da una settimana, si è addossato – per la prima volta davanti alle telecamere – tutte le responsabilità. L’ha fatto da Bagnères-de-Bigorre, la casa in cui da giovane passava le vacanze con la nonna nei Pirenei. Ha aggiunto che a suo avviso la sanzione inflitta dall’Eliseo a Benalla era «proporzionata», ma spetta alla giustizia dire l’ultima parola. In realtà per un reato come quello commesso da Benalla uno che non è il gorilla dell’Eliseo rischia da 3 a 7 anni di carcere e da 45mila a 100mila euro. Altro che le due settimane di sospensione comminate dall’Eliseo dopo la scoperta del coinvolgimento di Benalla (con tanto di casco e bracciale della polizia) e di un suo compare altrettanto inquietante, nel pestaggio di alcuni manifestanti il primo maggio scorso nell’ambito di un’imponente e violentissima operazione repressiva contro chi contestava le “riforme” liberiste e autoritarie di Macron. Che però non rinuncia all’affondo contro i media («Avete detto tante sciocchezze») e contro quei politici dell’opposizione che, secondo il presidente, hanno perso la «ragione». Dopo averlo accusato ieri di tradimento, il presidente si è mostrato più clemente nei confronti del suo ex gorilla di 26 anni. Benalla? «Sono fiero di averlo assunto, era dedito, aveva un profilo diverso, ha fatto molte cose buone». Poi ha tagliato corto: «La Republique non è infallibile, tutti fanno degli errori», lanciando infine un appello alla «calma» perché, a suo parere, la vicenda non interessa «la gente».

Pochi minuti prima, a un migliaio di chilometri di distanza, si concludeva la perquisizione nel palazzo simbolo del potere transalpino, in Rue du Faubourg Saint-Honoré, fatta in presenza dello stesso Benalla (difeso da un avvocato noto per le sue posizioni di estrema destra e la difesa a priori dei poliziotti incriminati per comportamenti omicidi e violenti) e a dimostrazione, secondo alcuni osservatori, dell’indipendenza della giustizia. Nei giorni scorsi, gli inquirenti avevano già perquisito la sua casa di Issy-Les-Molineaux, nell’hinterland parigino.

Prima della nuova controffensiva di Macron, erano andate avanti, per tutto il giorno come un rullo compressore, le audizioni delle commissioni d’inchiesta dell’Assemblea Nazionale e del Senato. Dall’estrema destra di Marine Le Pen all’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, passando per il Partito socialista e i Républicans, l’opposizione non molla. Alcuni, pretendono che il presidente vada direttamente a testimoniare dinanzi ai parlamentari mentre gli esperti si spaccano sulla legittimità costituzionale di quest’ipotesi. Intanto, in Senato, il capo di gabinetto del presidente Patrick Strozda ha riconosciuto che a maggio, nonostante la sospensione di due settimane per le violenze sui giovani dimostranti, Benalla intascò per intero il suo stipendio da 6.000 euro. Un’altra imbarazzante ammissione, che contraddice la prima versione fornita dal portavoce dell’Eliseo, Bruno Roger-Petit, che invece assicurò che allo stop delle funzioni corrispose anche quello del salario. Ora quei soldi verranno sottratti dalla liquidazione che seguirà il licenziamento di Benalla, ha assicurato l’alto funzionario. Dalla Renault Talisman ‘presidenziale’ e con tanto di sirene fino al secondo appartamento ‘di servizio’ al Palais de l’Alma, residenza vip dell’Eliseo in una zona chic della capitale, la stampa fa l’inventario dei ‘benefit’ di cui ha goduto il ‘Mr. sicurezza’ di Macron. Tra questi, un controverso porto d’armi mai autorizzato dal ministero dell’Interno, l’accesso a documenti confidenziali dello Stato (Secret Défense) e un badge di accesso all’Assemblea nazionale. Nelle prime dichiarazioni di ieri sera dinanzi ai suoi, Macron aveva liquidato con una battuta le voci che da giorni circolano sui social network: «Benalla non ha mai detenuto i codici nucleari, non ha mai occupato un appartamento di 300 metri quadri in Place de l’Alma, non ha mai guadagnato 10.000 euro e non è mai stato il mio amante».

Secondo Le Canard Enchainé, in edicola oggi, il ventiseienne ex bodyguard avrebbe infatti ‘accelerato’ la festa popolare dei Bleus sugli Champs-Elysées dopo la vittoria ai Mondiali per giungere il più presto possibile al cocktail offerto dal presidente all’Eliseo. Nei giorni scorsi, numerosi tifosi bleu-blanc-rouge avevano espresso il loro disappunto per la festa lampo sui Campi-Elisi. Il bus ‘imperiale’ con a bordo la squadra campione del mondo ha infatti attraversato il celebre viale in appena 13 minuti lasciando di sasso centinaia di migliaia di supporter che aspettavano da ore sotto al sole. Insomma, nulla di paragonabile alle celebrazioni per il Mondiale del 1998, quando il pullman dell’Equipe de France rimase per ore su quel viale in comunione con la folla festante. Secondo il Canard, una volta salito a bordo del bus della nazionale, Benalla avrebbe «imposto un ritmo infernale al convoglio. Obiettivo? La garanzia per Macron di fare l’apertura dei tg delle 20 con i Bleus in diretta dall’Eliseo». Inoltre, secondo il settimanale, contrariamente a quanto sostenuto dalla Federcalcio (Fff), la squadra aveva effettivamente in programma di presentare la Coppa del Mondo da un balcone dell’Hotel Crillon, in Place de la Concorde, dinanzi ai 300.000 fan presenti. Scelta annullata all’ultimo. Macron avrebbe infatti voluto «tenere con sé i campioni all’Eliseo. Mentre Benalla, da gran cerimoniere, ha dato ordine ad un commissario di sgomberare la folla da Place de la Concorde a colpi di manganello», conclude il Canard. Quella sera la polizia decise infatti di evacuare i fan accalcatisi dinanzi al celebre albergo parigino.

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1 Comment

  1. mario pellerey

    Rumors, non tanto, giornalistici di vari paese DE, UK, e SP avevano commentato la presunta omosessualità di Macron, niente di male per i nostri tempi…ma il suo “attaccamento” ad Alexander la dice lunga….nulla di nuovo sotto il sole…Mitterand ha avuto una famiglia parallela per anni nei pressi dell’eliseo..il figlio della seconda famiglia era soprannominato..”Papà il m’ha dit…”…no pasaran

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