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G8 del 2001, i poliziotti paghino il conto

G8 2001, la Corte dei conti chiede 8 milioni di risarcimento agli “eroi” della Diaz, i superpoliziotti condannati per la mattanza cilena

G8 di Genova. Dopo la sentenza di condanna da parte dei giudici della Corte dei Conti della Liguria a risarcire oltre 6 milioni per i fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001, la procura contabile chiede altri 8 milioni di risarcimento (3 per danni patrimoniali e 5 per danni d’immagine), questa volta per i pestaggi da parte delle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz. Lo scorso aprile i giudici contabili avevano condannato 26 persone, tra personale medico-sanitario, appartenenti della polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, a risarcire oltre 6 milioni. Per i fatti della Diaz, invece, il pm contabile cita a giudizio 27 appartenenti ed ex appartenenti alla Polizia di stato. Nei prossimi mesi sarà fissata l’udienza davanti ai giudici contabili che dovranno decidere nel merito. Tra i dirigenti e i funzionari per i quali si chiede la condanna a risarcire ci sono Francesco Gratteri, allora direttore del servizio centrale Operativo e il suo vice Gilberto Caldarozzi; il capo della digos di Genova Spartaco Mortola, il comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini, il suo vice comandante e i capisquadra; oltre agli altri funzionari coinvolti nei fatti.

Per la procura, devono risarcire un danno patrimoniale indiretto, ovvero i risarcimenti alle parti civili pagati dal Ministro dell’Interno, oltre alle spese legali per i processi, il tutto per oltre 3 milioni, e devono essere condannati anche per il danno d’immagine quantificato in 5 milioni. Il procedimento penale, che si è chiuso con la sentenza di Cassazione nel 2012, ha accertato la commissione, da parte di esponenti delle forze dell’ordine, tra questi anche personaggi di vertice della polizia, di numerosi reati quali lesioni semplici e gravi, falso in atto pubblico, calunnia, violazione di domicilio, perquisizione arbitraria, violenza privata, danneggiamento, percosse e arresto illegale. Molti reati sono andati prescritti a causa delle lungaggini del processo, ma il pm contabile sottolinea come «sia per i fatti per cui vi è stata una condanna, che per quelli per cui è intervenuta la prescrizioni, si sia accertate le responsabilità e vi è stata condanna al risarcimento danni e al rimborso delle spese, nonché il riconoscimento di provvisionali in favore delle parti civili». La procura contabile ha aperto altri procedimenti per danno patrimoniale, per gli stessi fatti, in quanto vi sono ancora cause civili di risarcimento danni in corso e ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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