giovedì 15 novembre 2018

#10Novembre: contro il governo razzista e patriarcale

#10Novembre: contro il governo razzista e patriarcale

#10Novembre, contro il govero: Indivisibili a Roma, contro il decreto Salvini e cento piazze contro il decreto Pillon

10 NOVEMBRE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE | UNITI E SOLIDALI CONTRO IL GOVERNO, IL RAZZISMO E IL DECRETO SALVINI

Ore 14 piazza della Repubblica, Roma

L’assemblea che si è svolta domenica 14 ottobre a Roma, dopo un’intensa discussione che ha fatto emergere l’urgenza di una presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista del paese, ha deciso di lanciare una sfida al governo cogliendo il tempo della conversione in legge del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza…, considerato un preoccupante attacco generalizzato ai diritti e alle libertà di tutti e tutte.

Di seguito i punti della piattaforma approvata e l’appello a tutte le realtà sociali e politiche, ai cittadini e alle cittadine di aderire e partecipare.

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

- Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

- Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

- Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

- Contro l’esclusione sociale.

- No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

- Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione. 

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

Per informazioni e adesioni: 10novembre18@gmail.com

Anche il settimanale Left sarà in piazza col nuovo numero che dedica la copertina ai temi del corteo

Qui la lista delle realtà organizzate nazionali e locali  (394 ADESIONI –  al 7 novembre) che hanno deciso di aderire alla piattaforma della manifestazione nazionale del #10novembre “Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini”

Ecco il testo che verrà letto alla fine del corteo

Grazie! Grazie a tutte e tutti noi!

Grazie a chi oggi ha dato vita a questa manifestazione autorganizata e autofinanziata, grazie a chi ha contribuito per permettere a tutte e tutti noi di arrivare oggi a Roma partendo dai luoghi più disparati d’Italia!

Questa piazza, questa giornata segnano un passo importante, siamo qui dai quattro angoli d’Italia, siamo giunti qui da percorsi sociali e politici molto diversi, e oggi si intersecano per dire NO! Al razzismo di Stato, al sessismo del governo, per affermare a gran voce che il “Decreto Salvini” è ingiusto, e questa piazza ad una sola voce dice che non dovrà mai diventare legge!

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti. E oggi l’abbiamo fatto, un primo passo, forse piccolo, ma sicuramente importantissimo!

Oggi nelle strade di Roma, qui in piazza S. Giovanni, siamo davvero

Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini!

Oggi ne siamo stati davvero capaci, tanti modi e storie e percorsi politiche differenti hanno marciato assieme: circa 400 realtà e alcune centinaia di adesioni individuali .centri sociali, ONG, Movimenti per il Diritto all’Abitare e comitati antirazzisti, sindacati e partiti, esperienze territoriali e percorsi transnazionali. Questa piazza è uno spazio collettivo, indipendente, plurale, inclusivo e meticcio; qui nessuna e nessuno deve rinunciare alla propria identità al proprio ruolo, anzi: da oggi possiamo trarre una forza per proseguire il lavoro quotidiano dentro alla pancia del Paese, dentro quartieri e reti sociali, in ogni luogo di vita, di lavoro e di studio dove impegnarci a costruire costruiamo un mondo senza barriere, senza confini, dove le differenze sono un valore!

Allora ribadiamo le ragioni che ci hanno portato qui:

– Il Decreto Sicurezza è un provvedimento ingiusto, un concentrato di odio, xenofobia, repressione, controllo sociale, il cui contenuto è peggiorato durante la discussione al Senato. Da questa piazza lo ripetiamo: QUESTO DECRETO DEVE DECADERE! NON DEVE DIVENIRE LEGGE! CHIEDIAMO IL RITIRO DEL DECRETO SICUREZZA!

– Ripetiamo il nostro NO! al disegno di legge Pillon: impone un modello di società fondato sulla famiglia patriarcale, è un violento strumento di disciplinamento e di imposizione di ruoli e gerarchie di genere. Vuole di fatto rendere impossibile il divorzio! e si pone in continuità con il Decreto Salvini, per il quale – fra l’altro – gli stupri subiti dalle donne migranti durante il viaggio non sono più considerati ragione per concedere un permesso di soggiorno

– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte: rivendichiamo la libertà di movimento, rivendichiamo la libertà di essere solidali! Rivendichiamo il diritto ad avere diritti, migrare non è un crimine!

– Abbiamo ascoltato la testimonianza diretta di Mimmo Lucano: GIÙ LE MANI DA RIACE! Giù le mani da un territorio intero che ha dimostrato come accoglienza e diritti per tutti sono la stessa cosa! Giù le mani da una città che ha dato l’esempio disobbedendo a leggi ingiuste!

– Contro l’esclusione sociale: No ai respingimenti dei migranti in mare, no alle espulsioni dei richiedenti asilo, no agli sgomberi delle occupazioni abitative! Rigettiamo ogni attacco alle pratiche di solidarietà verso i più deboli, immigranti, rom, sinti e poveri, che invece vanno sostenute ed allargate il più possibile!

– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione tra persone!

Questa giornata ha vissuto grazie alla incredibile energia che abbiamo saputo sprigionare!

Questa è la nostra ricchezza, questa è la nostra forza, e ora che ci apprestiamo a ritornare nelle nostre città non dobbiamo lasciare spegnere la scintilla che oggi è nata!

Crediamo sia impegno di tutti e di ciascuno far sì che le nostre energie non vadano disperse ma anzi possano davvero concentrarsi per costruire già da domani un mondo senza razzismi, senza discriminazioni, un mondo aperto e solidale! perché pensiamo che una alternativa di vitadifferente da costruire insieme sia oggi non solo possibile, ma necessaria. Ora si chiude un corteo, ma non è che un inizio!

Anche Acad, l’associazione contro gli abusi in divisa sarà in piazza contro il decreto Salvini che dilata le possibilità per la repressione contro i movimenti sociali e degli abusi in divisa contro le persone in carne e sangue

Aderiamo e partecipiamo alla manifestazione del 10 novembre, “uniti e solidali contro il governo e il decreto Salvini” anche noi di Acad, associazione contro gli abusi in divisa.

Gli abusi di polizia sono strettamente connessi alle pratiche di repressione dei movimenti sociali e alla “guerra sporca” che storicamente viene condotta contro chi rivendica diritti, l’area degli abusi si dilata a dismisura con questo decreto per via di alcune norme specifiche, in particolare quelle che castigano duramente chi osa praticare blocchi stradali e occupazioni di case oppure quelle che regalano la pistola taser alle polizie municipali e, soprattutto, quella che affida i migranti espulsi dagli sprar ai locali nella disponibilità di questure e caserme, da sempre i luoghi meno sicuri per le persone private della loro libertà. Anche i Cpr sono i luoghi meno sicuri per le persone migranti, private della loro libertà senza aver commesso alcun reato, alla mercé di comportamenti polizieschi spesso violenti e razzisti. E’ per questo che aderiamo rilanciando le nostre battaglie contro la tortura, per una legge vera che la persegua, e per gli identificativi sulle divise di chi operi travisato in ordine pubblico, l’abolizione dei decreti Minniti-Orlando e il ritiro del Dl Salvini.

Sinistra anticapitalista parteciperà con un proprio spezzone e diffonderà questo volantino

Legge finanziaria: NO a Salvini-Di Maio, NO a Bruxelles Costruiamo l’opposizione al governo razzista e padronale

La contrapposizione tra il governo italiano e Bruxelles è uno scontro tra settori diversi del capitalismo italiano ed europeo; tutti sono interni alle scelte liberiste dell’austerità e nessuno mette in discussione le logiche del mercato capitalista. Il conflitto tra il governo “nazionalista” italiano e i dirigenti dell’UE, sostenuti da una parte della borghesia italiana e dal PD (che rivendica i misfatti sociali ed economici passati dei suoi governi) è su come dividere la ricchezza prodotta dalle classi lavoratrici all’interno della classe dominante, tra i diversi soggetti imprenditoriali, piccola, media borghesia e grande borghesia, tra padroni più “nazionali” ed altri più forti sul mercato internazionale. Aldi là delle polemiche Bruxelles e Roma sono alla ricerca di un di compromesso che salvi la faccia e gli interessi degli uni e degli altri.

La finanziaria del governo giallo verde resta all’interno delle regole liberiste

· I soldi recuperati aumentando il deficit sono utilizzati per mantenere la riduzione delle imposte alle imprese (40 miliardi in 3 anni), per introdurre la “tassa piatta” al 15% per piccoli e medi imprenditori e professionisti e infine per regalare agli evasori un nuovo condono fiscale.

· La parzialissima modifica annunciata della controriforma delle pensioni forse permetterà a settori limitatissimi di lavoratori di andare in pensione prima dei 67 anni ma sarà pagata dai lavoratori stessi con una riduzione dell’assegno pensionistico del 20% circa.

· Il reddito di cittadinanza si configura come una mera elemosina verso i poveri condizionata all’accettazione di qualsiasi tipo lavoro e alla disponibilità a prestare una parte di lavoro gratuito. Da questa “beneficenza” sono esclusi i migranti al fine di dividere sempre più tra loro i lavoratori e i disoccupati, italiani e migranti.

· Per reperire i soldi necessari sono previsti nuovi tagli alla spesa pubblica, ai servizi sociali, alla scuola, alla sanità, cultura, per i migranti.

Quello di Salvini e Di Maio è un governo di padroni grandi e piccoli, reazionario e razzista, antidemocratico che, con la legge Pillon, attacca conquiste e diritti fondamentali delle donne. E per deviare l’attenzione Salvini e Di Maio fanno come i fascisti negli anni ’30 indirizzando lo scontento verso presunti capri espiatori: ieri erano gli ebrei e i rom, oggi sono i migranti e i rom; alimentano ogni giorno l’odio razziale per distruggere ogni forma di unità e solidarietà delle classi lavoratrici e varando un violento ed antidemocratico “decreto sicurezza” contro i migranti e contro il diritto di tutti allo sciopero e alla lotta.

Gli obiettivi alternativi della classe lavoratrice e dei movimenti sociali sono: che le imprese e i ricchi paghino le tasse come si deve, che si aumenti la spesa per la sanità, la scuola, i trasporti, che sia abolita la legge Fornero, che ci siano investimenti pubblici per creare milioni di posti di lavoro stabili e pagati decentemente riducendo drasticamente la precarietà e la disoccupazione; che sia abolito il Jobs Act e ridotto l’orario di lavoro a parità di salario per creare occupazione; e infine che ci sia un vasto piano ambientale di messa in sicurezza dei territori.

Contro la finanziaria e il decreto sicurezza, contro ogni razzismo, fascismo e nazionalismo costruiamo la mobilitazione solidale di tutti, autoctoni e migranti, per difendere le condizioni di vita, di salario, di occupazione, di diritto alla pensione, dei diritti delle donne; per un progetto di società democratica di giustizia sociale.

10 novembre: 1, 10, 100 piazze per fermare il Ddl Pillon

Il disegno di legge proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori ci porta indietro di 50 anni e trasforma le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in un percorso a ostacoli.

A parole vorrebbe conciliare i loro problemi, ma di fatto crea maggiori contrasti, imponendo regole che stravolgerebbero la vita proprio di quei figli che vorrebbe tutelare. L’iniziativa legislativa mira, infatti, a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione inaccettabile dell’autonomia personale dei/delle singoli/e.

Diciamo NO alla mediazione obbligatoria

perché la mediazione ha come presupposto la scelta volontaria delle parti e relazioni simmetriche non segnate dalla violenza. Nella proposta Pillon, l’obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall’art. 48 della Convenzione di Istanbul, mette in pericolo le donne che fuggono dal partner violento, oltre a generare uno squilibrio tra chi può permettersi questa spesa e chi non può perché non è previsto il patrocinio per i meno abbienti.

Diciamo NO all’imposizione di tempi paritari e alla doppia domiciliazione/residenza dei minori

che comportano la divisione a metà dei figli/e considerati alla stregua di beni materiali. Il principio della bigenitorialità, così applicato, lede il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, e all’espressione delle loro esigenze e volontà, riportando la genitorialità al concetto della potestà sui figli anziché a quello della responsabilità, già acquisito in sede europea e italiana come principio del rapporto genitori/figli.

Diciamo NO al mantenimento diretto

perché presuppone l’assenza di differenze economiche di genere e di disparità per le donne nell’acceso alle risorse, nella presenza e permanenza sul mercato del lavoro, nei livelli salariali e nello sviluppo della carriera.   Cancellare l’assegno di mantenimento a favore dei figli dà per scontato che ciascun genitore sia nella condizione di dare al figlio pari tenore di vita. Ciò nella maggioranza dei casi non è vero, come i dati Istat confermano. La disparità di capacità economiche dei genitori comporterà una disparità di trattamento dei figli quando saranno con l’uno o l’altro genitore.

Diciamo NO al piano genitoriale

perché incrementa le ragioni di scontro tra i genitori e pretende di fissare norme di vita con conseguenti potenziali complicazioni nella gestione ordinaria della vita dei minori. Non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, che devono anche essere differenziate in base alla loro età e crescita. Il minore con il Ddl Pillon diventa oggetto e non soggetto di diritto.

Diciamo NO all’introduzione del concetto di alienazione parentale

proposto dal Ddl che presuppone esservi manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l’altro genitore, con la previsione di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che rifiuta. E conseguente previsione di sanzioni a carico dell’altro che limitano o sospendono la sua responsabilità genitoriale. Si contrasta così la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita.

Saremo per questo in piazza in tante città del paese il 10 novembre

per una mobilitazione generale che coinvolga donne e uomini della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati, tutti i cittadini che ritengono urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne.

#FermatePillon. #FermiamoPillon

Promosso da:

  • D.i.Re Donne in rete contro la violenza
  • Udi Unione donne in Italia
  • Pangea
  • Telefono Rosa
  • Maschile Plurale
  • CAM Centro di ascolto uomini maltrattanti
  • CGIL Confederazione generale italiana del lavoro
  • UIL Unione italiana del lavoro
  • Rebel Network
  • NUDM Non una di meno
  • CISMAI Coordinamento italiano servizi maltrattamento all’infanzia
  • ARCI
  • Rete Relive
  • Educare alle Differenze
  • BeFree
  • Federico nel Cuore
  • Movimento per l’Infanzia
  • Le Nove
  • Terre des hommes
  • Associazione Manden
  • CNCA Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza

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