Periferie dimenticate, la “Diga” non rinasce ma continua a lottare

Periferie dimenticate, la “Diga” non rinasce ma continua a lottare

Genova. Dopo sei mesi non arrivano i 5 milioni di euro annunciati dalla giunta per interventi nel quartiere. Ma gli abitanti non si arrendono e presentano un nuovo progetto. 

“Sono passati sei mesi e nulla è cambiato. Non sono arrivate nemmeno le briciole dei quattro milioni e seicento mila euro promessi da Giovanni Toti lo scorso 18 luglio”. Francesco Corso, del Coordinamento Quartiere Diamante, ricorda bene la visita lampo organizzata in tutta fretta dal presidente della regione Liguria negli spazi della Casetta ambientale di via Maritano dove, accompagnato dal sindaco di Genova Marco Bucci, dagli assessori regionali e comunali Marco Scajola, Pietro Piciocchi e Stefano Garassino e da Arte, l’azienda regionale territoriale per l’edilizia pubblica, annunciava interventi per il quartiere e un fiume di denaro. 

Ai comitati e cittadini del Quartiere Diamante veniva presentato un piano di intervento complesso e sulla carta molto efficace: rinnovo degli spazi pubblici di quartiere, attività di recupero edilizio e impiantistico, programma di mobilità degli inquilini delle case popolari, piano di sicurezza e laboratorio di ascolto.

“Stiamo ancora aspettando le 25 telecamere promesse dall’assessore alla sicurezza Garassino, e la situazione peggiora di giorno in giorno”, ammette Corso. Quello che più preoccupa è che i continui annunci di possibili abbattimenti della Diga o parte di essa, hanno ulteriormente incentivato la richiesta di trasferimento e già quaranta famiglie hanno chiesto un alloggio in altri quartieri. “Quelli che possono se ne vanno, stiamo diventando un ghetto”.

Ma i Comitati non si arrendono e con il sostegno del municipio V Valpolcevera hanno organizzato per venerdì alle 14,30 nella sede del municipio una Commissione alla presenza dell’assessore comunale alla casa Pietro Piciocchi per presentargli “il progetto Diamante”. “Per l’ennesima volta metteremo nero su bianco tutto quello che necessita al quartiere e a chi ci vive – racconta Corso – a partire dai lavori più urgenti, come la necessità di nuovi infissi negli appartamenti, spazi ricreativi per giovani e anziani, ambulatori e soprattutto politiche abitative diverse per non farci diventare un ghetto… le stesse cose che chiediamo da trent’anni ad ogni giunta, qualsiasi sia il suo colore”. 

Quindi ricapitolando il governatore della regione annuncia un piano di interventi per quattro milioni e seicento mila euro, dopo sei mesi nulla accade, e quando i cittadini chiedono risposte all’assessore competente in Comune questo li invita a preparare un “progetto”, che poi sarà visionato… 

Nel frattempo l’emergenza al Quartiere Diamante è quotidiana. Begato anche se lontano solo pochi chilometri dal centro di Genova è già periferia. Ma chi governa la città sembra non accorgersene e continua con la narrazione della “Genova meravigliosa” dove tutto va bene e funziona.

Restano le parole del governatore Toti che lo scorso luglio nella Casetta ambientale dichiarava: “L’intervento sulla Diga non sarà indolore perché su altre zone le risorse per gli interventi saranno minori ma questo quartiere merita una rinascita”.

L’autrice ha collaborato alla realizzazione di DigaVox, docu-film sull’emergenza abitativa a Genova, Begato.

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