venerdì 20 Settembre 2019

Torino, la militarizzazione dopo lo sgombero dell’Asilo

Torino, la militarizzazione dopo lo sgombero dell’Asilo

“Contro ogni forma di repressione e di militarizzazione del territorio”. Racconto dal Circolo Arci Fuoriluogo. Dopo i fatti di zona Aurora

da Torino, il Circolo ARCI Fuoriluogo

Il circolo Arci FuoriLuogo si trova in corso Brescia 14, vicino all’Asilo di via Alessandria , in pieno quartiere Aurora.

Fin da quando è nato, esso si è posto l’obiettivo di essere un punto di riferimento e di aggregazione per il quartiere. Nel corso degli anni le difficoltà affrontate sono state tante e molte altre se presenteranno data la peculiarità di zona Aurora. Il tessuto sociale di questo quartiere, infatti, è molto cambiato nel tempo: le fabbriche che insistevano sul territorio sono state chiuse ma la sua composizione è ancora molto popolare, con vecchi operai ormai in pensione e adesso con una presenza di migranti per lo più impegnati a lavorare tra le bancarelle di Porta Palazzo.

Aurora, pur essendo a ridosso del centro di Torino, è un quartiere di frontiera dove sono più vive che mai tutte le contraddizioni che la lunga crisi economica che stiamo attraversando ha contribuito a far esplodere. Chiuse molte delle fabbriche della città di Torino, è rimasta la disoccupazione, la difficoltà di arrivare a fine mese, la povertà, la mancanza di certezze. Questo è più evidente in un quartiere come Aurora.

DOPO I FATTI DI ZONA AURORA. Racconto dal Circolo Arci Fuoriluogo

Le risposte che in questi anni sono state alle difficoltà di chi vive in questo quartiere sono state scarse e poco concrete; anzi le uniche risposte date sono state sfratti, espulsione di chi è più povero e svendita di immobili e parti del quartiere per dubbie operazioni di rilancio del tessuto economico. Un esempio è la nuova struttura aperta dalla Lavazza chiamata “Nuvola” che è una costruzione che ha dato lo slancio alla riqualificazione della zona, suscitando un interesse particolare anche per la struttura dell’Asilo di via Alessandria che si trova a pochi metri dalla Lavazza. Anche l’edificio dove si trova il Fuori Luogo è stato messo in vendita dalla provincia, diverse volte.

Negli ultimi anni , come associazione FuoriLuogo, abbiamo riflettuto sui cambiamenti del quartiere e ci si è interrogati su quali iniziative proporre in un contesto così mutato negli anni. Ci si è spesi molto nel proporre molte iniziative che favorissero l’incontro tra culture diverse, che provassero ad analizzare i problemi sociali che la crisi economica ha prima disvelato e poi acuito, che invitassero alla comprensione, alla consapevolezza e alla tolleranza.

Il circolo infatti, si è sempre schierato contro ogni forma di razzismo, di prevaricazione sociale, di xenofobia, di intolleranza e ha scelto in ogni iniziativa di dare voce ai più deboli, ai più marginali. Questo è quello che facciamo e in questi giorni la nostra attività è stata limitata da una presenza che noi pensiamo “non necessaria“ delle forze di polizia, conseguenza anche del nuovo decreto sicurezza voluto dal ministro dell’interno Salvini.

Lo sgombero dell’Asilo Occupato, avvenuto il 7 febbraio, si inserisce in questo clima e in questo contesto sociale. Ci siamo trovati in piena zona rossa e per molti giorni è stato chiuso il traffico e sono stati controllati i documenti di coloro che transitavano in zona.

Sia la sera dello sgombero che nelle due serate successive sono state annullate le serate programmate e si è deciso per la chiusura del circolo perché noi siamo “ contro ogni forma di repressione e di militarizzazione del territorio”.

La situazione, adesso, sta lentamente tornando alla normalità; anche se camionette blindate di polizia e carabinieri presidiano la zona, anche davanti al Fuori Luogo. Con fatica stiamo tornando alla consueta programmazione che contraddistingue questo circolo come uno dei presidi culturali e di attivismo sociale controcorrente presenti nel quartiere, dove sempre più soci apprezzano il lavoro svolto e ci incitano a non mollare, nonostante le difficoltà poste dall’essere radicati in questo quartiere di frontiera.

La nostra convinzione è che gli enormi problemi sociali che attraversano Aurora non saranno mai risolti con sgombri, repressione e militarizzazione perché non ne eliminano le cause più profonde.

Il FuoriLuogo continuerà ad essere a fianco di chi è più debole, continuerà ad essere presidio di solidarietà, di antirazzismo e antifascismo. Continueremo a lavorare nel quartiere perché si realizzino progetti che eliminino le distanze e che realizzino forme di equità sociale.

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