Non è reato occupare la terra, assolti i contadini di Mondeggi

Non è reato occupare la terra, assolti i contadini di Mondeggi

Assolti i presidianti di Mondeggi dalle accuse di occupazione, furto di acqua ed elettricità e di aver leso l’immagine della Città metropolitana di Firenze

Il fatto non sussiste ma l’accusa era da far tremare i polsi per i contadini senza padroni di Mondeggi. L’accusa era quella di aver occupato una terra abbandonata e lasciata al degrado per anni per la solita speculazione. Il pm ci aveva aggiunto furto di acqua ed elettricità mentre la Città metropolitana di Firenze, costituitasi parte civile, aveva chiesto 77 mila euro di danni, più altri 50 mila per aver recato danni all’immagine dell’Istituzione. La “pubblica” accusa ha chiesto 1 anno e due mesi di pena e 1000 euro di multa per ciascuno degli imputati, a cui si sommano le richieste della città metropolitana. Il dispositivo della sentenza prevede la piena assoluzione di tutti gli imputati “per non aver commesso il fatto”.

«Gli imputati, i 17 partecipanti al presidio della nota Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni di Mondeggi, coltivando la terra e recuperando un bene pubblico alla sua funzione sociale e all’utilizzo comunitario, avrebbero dunque leso il buon nome dell’ex Provincia di Firenze e del Comune di Bagno a Ripoli», commenta Riccardo Troisi, economista, ricercatore, docente in Colombia. Nella sentenza dell’8 novembre, il Tribunale ha deciso invece per la piena assoluzione degli imputati, perché “il fatto non sussiste”. «Una sentenza esemplare, per una volta, che restituisce speranza e allegria a chi lavora una terra libera in una tenuta con una gestione comunitaria e ci aiuta, anche in questa occasione, a non confondere la giustizia e l’interesse di tutti con la presunta e astratta legalità che copre i bassi interessi speculativi di qualcuno e, nella migliore delle ipotesi, il disinteresse per i beni comuni».

All’indomani della sentenza gli occupanti di Mondeggi si sono ritrovati per continuare sul cammino intrapreso ormai da cinque anni: «lottare per l’accesso alla terra, per un’agricoltura contadina e naturale, e contro ogni forma di sfruttamento della natura e delle persone». E lo hanno fatto con Vandana Shiva, in visita insieme agli attivisti di FFF Firenze, per discutere su come articolare insieme il cammino verso un cambiamento radicale di sistema. La centralità della questione contadina e della giustizia climatica sono fondamentali per affrontare la crisi ecologica.

Mondeggi è modello alternativo all’agroindustria, agroecologico e costruito dal basso. «La crisi ambientale e la destabilizzazione degli equilibri ecologici del pianeta, richiedono oggi di intersecare le lotte, creare reti di solidarietà e nuove alleanze», dice il comitato di Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni.

Mondeggi bene comune è una comunità che si contrappone al tentativo di svendita della tenuta di Mondeggi, attraverso un progetto di agricoltura contadina, gestione comunitaria e condivisione dei saperi. «L’autogoverno che pratichiamo si ispira ai principi di autogestione, cooperazione e mutualismo. Ci siamo riappropriati collettivamente della terra nel giugno 2014, dopo anni di degrado e abbandono, fatto che ci ha portato molto rapidamente nelle aule dei tribunali – spiegano i presidianti nelle loro valutazioni del processo – abbiamo sempre avuto chiaro che le nostre azioni sono perseguibili e che i nostri intenti ci pongono al di fuori della legalità, che abbiamo deciso di sfidare apertamente con l’occupazione. Tuttavia la sentenza ribadisce la legittimità delle nostre aspirazioni e nega le bizzarre richieste risarcitorie della città metropolitana. Infatti l’amministrazione pubblica non ha fatto altro che depauperare – con il suo abbandono – un bene pubblico, con un’azienda che ha accumulato debiti di 1,5 milioni di euro fino a fallire, lasciando la terra in stato di degrado, per poi cercare di svenderla a cifre sempre più irrisorie; e che infine chiede i danni alle uniche persone che si sono concretamente occupate del futuro di Mondeggi, mettendo in gioco la propria vita.

Continueremo a lavorare la terra, per renderla fruibile a chiunque se ne voglia assumere la responsabilità, coltivando relazioni sul territorio per far crescere la nostra comunità, attraversata già da centinaia di persone. Continueremo a batterci per l’agroecologia e la riappropriazione della terra, a fianco di tutti coloro che contestano il modello delle grandi opere e delle nocività, dell’agroindustria e dell’estrattivismo, dell’atomizzazione sociale e dell’individualismo. Ci fa piacere immaginare , con questa piccola grande vittoria, di facilitare un po’ altri processi di riappropriazione dei beni pubblici in stato di abbandono. Sia quelli già in essere che quelli che potrebbero avviarsi in ogni territorio. In particolar modo per l’accesso alla terra. Una sentenza che crea un importante precedente.

In fattoria, intanto, ci si prepara al 2° appuntamento del ciclo Sopravvivenza Urbana Consigli pratici ed eco-sostenibili per sopravvivere in città. Domenica prossima sarà la volta della Guida al consumo critico: incontro sul tema dell’agroindustria con Alessio Capezzuoli che parlerà di tutto quello che è necessario sapere per imparare a leggere le etichette dei prodotti in vendita nei supermercati per fare acquisti in modo più consapevole. Saranno date tante risposte ai più comuni dubbi dei consumatori.
A seguire, aperitivo biologico. L’incontro è gratuito. Per partecipare, compilate il form a questo link


 

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