lunedì 24 Febbraio 2020

Giovani adulti, istruiti e incazzati. Chi sono i manifestanti cileni

Giovani adulti, istruiti e incazzati. Chi sono i manifestanti cileni

Cile. Chi è e cosa vuole la generazione che sta dando vita alla più massiccia ondata di mobilitazioni sociali. Un’indagine sociologica

Né lumpen né adolescenti, ma persone di 33 anni in media, dove più del 55% ha un’istruzione superiore e la stragrande maggioranza non appartiene a soggetti organizzati. E’ la radiografia effettuata a novembre dei manifestanti della cosiddetta Zona Cero, secondo un’indagine del Núcleo de Sociología Contingente (Nudesoc) dell’Università del Cile, che fornisce prove empiriche sui protagonisti dell’esplosione sociale in quel paese. «La conclusione principale è che si tratta di giovani adulti con un senso chiaro, che hanno una conoscenza della realtà sociale e sono stati educati. Così possono assistere a una manifestazione non per moda o per emotività, ma per un senso chiaro e logico delle esigenze per cui stanno dimostrando. C’è un forte contenuto nella mobilitazione”, ha spiegato al giornale cileno El Mostrador uno dei portavoce dell’ente responsabile dello studio.

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Una radiografia completa del dimostrante che dal 18 ottobre occupa Plaza Italia, ha prodotto l’“Encuesta Zona Cero” condotta dal Nudesoc che demistifica i preconcetti sul profilo di coloro che sono stati protagonisti dell’esplosione sociale e le loro richieste. L’indagine applicata sul campo, durante il mese di novembre dello scorso anno in Plaza Baquedano, dimostra che il 55% dei manifestanti ha un’istruzione superiore e la loro età media è di 33 anni, demistificando l’idea che la maggior parte dei dimostranti siano studenti. Inoltre, il 75% ha 39 anni o meno, quindi coloro che hanno manifestato in Plaza Baquedano sono giovani o giovani adulti, secondo il campione che comprende 886 casi.

«La conclusione principale è che si tratta di giovani adulti con un senso chiaro, che hanno una conoscenza della realtà sociale e sono stati educati. Possono quindi assistere a una manifestazione non per moda o per emotività, ma per un senso chiaro e logico delle esigenze di cui stanno dimostrando. Questo può essere visto in particolare nelle richieste principali, che sono le pensioni, la salute e l’istruzione. Questo coincide con le indagini comunali e altre indagini come quella del Centro Microdata. C’è un forte contenuto nella manifestazione», spiega Alejandra Delaveau, portavoce di Nudesoc, a El Mostrador, a proposito del profilo del dimostrante.

Per quanto riguarda il loro profilo formativo, il 32% dei manifestanti intervistati ha completato l’istruzione superiore, il 12,9% ha un diploma tecnico e il 10,4% ha un diploma post-laurea, sottolinea lo studio. Per quanto riguarda il genere di chi si è recato a “Zona Cero” nel mese di novembre, il 47,3% del campione si è identificato come maschio e il 46,2% come femmina. Quindi il 2,6% è rappresentato con l’opzione other e il 2,9% non è stato riconosciuto in nessuna delle categorie di risposta. Allo stesso modo, i dimostranti sono principalmente residenti dei comuni di Santiago Centro, Ñuñoa, Puente Ato, Maipú, La Florida e Providencia.

Un altro fatto rilevante è che la maggior parte dei dimostranti non appartiene ad un gruppo organizzato, cosa che avviene nel 64,2% dei casi. Solo il 35,2% dice di essere legato a un centro studentesco, a un consiglio di quartiere o a un partito politico. Allo stesso modo, per quasi la metà degli intervistati, la partecipazione alla cosiddetta “Plaza de la Dignidad” è stata la prima esperienza costante di protesta, perché il 43,21% dei casi aveva partecipato solo occasionalmente e raramente alle manifestazioni negli ultimi 10 anni e l’8,9% non aveva mai manifestato prima dello scoppio sociale.

Le richieste

In risposta alla domanda “Può indicare tre richieste principali per le quali sta dimostrando oggi”, i risultati coincidono con altri studi. In una risposta aperta, le richieste più sottolineate sono le seguenti: Pensioni (75%), Salute (57,7%), Istruzione (56,9%), Giustizia sociale (22,6%), Nuova Costituzione (21,4%), Occupazione e salari dignitosi (15,9%) e Diritti umani e non più impunità (10,2%).

Lo studio ha trovato anche una visione critica delle azioni del governo di Sebastián Piñera, soprattutto per quanto riguarda l’Agenda Sociale con la quale il governo credeva di poter soddisfare le richieste pubbliche prodotte dopo l’esplosione sociale. Tuttavia, il 94% dei manifestanti di Plaza Baquedano ritiene ridicola quell’agenda.

Di fronte alla domanda su quali siano le soluzioni più urgenti per risolvere il conflitto sociale, l’83 per cento delle persone è favorevole alla formulazione di una nuova costituzione. Tra le soluzioni scelte di seguito, concordano sull’importanza di responsabilizzare i cittadini attraverso l’appello al referendum (68,8%) e la possibilità di sollevare le discussioni dei cittadini per avanzare proposte (70,7%), seguite dal 50,7% di sostegno all’opzione delle dimissioni del presidente Sebastián Piñera e dalla richiesta di nuove elezioni anticipate.

Analogamente, in vista del plebiscito del 26 aprile prossimo, le opzioni preferite dagli intervistati sono l’Assemblea costituente (83,8%) e la Convenzione comune (12,7%).

Sanzionare l’uso eccessivo della forza

Un altro dato emerso dall’indagine è che lo stato di emergenza e il coprifuoco hanno avuto chiari effetti sulla partecipazione della gente alle proteste secondo lo studio di Nudesoc. Il 49,4% della popolazione di Plaza Baquedano assicura di aver partecipato maggiormente alle manifestazioni grazie all’istituzione dello stato di emergenza e del coprifuoco.

Per quanto riguarda le violenze registrate a “Zona Cero”, il 99,4% delle persone intervistate ritiene che ci sia stato un uso eccessivo della forza da parte delle istituzioni di ordine e sicurezza. In questo contesto, chiedono “sanzioni penali per gli autori diretti (carabinieri e/o militari)” e “sanzioni penali per gli autori politici”, rispettivamente con il 94,1% e il 91% di sostegno.

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