giovedì 22 Ottobre 2020

Kurdistan, due giorni a Firenze per rilanciare la lotta

Kurdistan, due giorni a Firenze per rilanciare la lotta

L’assemblea nazionale della Rete Kurdistan, le condizioni di Öcalan, il quadro dell’aggressione al Rojava. Intervista con Ylmaz di Uiki

di Giorgio Coluccia

Abdullah Öcalan e gli altri tre prigionieri Ömer Hayri Konar, Hamili Yıldırım e Veysi Aktaş sull’isola carcere di Imrali sono in isolamento totale e  viene impedito qualsiasi contatto con i familiari. Lo Studio Legale Asrin ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale turca. Nel ricorso dello studio legale di Istanbul del 17 gennaio si lamenta che viene leso il diritto dei prigionieri di Imrali a un processo equo. L’imposizione di punizioni disciplinari della durata di tre messi avviene sistematicamente poco prima della scadenza dell’ultima sanzione. Al team di legali viene negato un accesso completo agli atti.  Nella richiesta viene inoltre spiegato che a Abdullah Öcalan dal 7 agosto 2019 viene negato un contatto con i suoi avvocati. Gli altri tre ricorrenti dal loro trasferimento a Imrali non hanno ancora avuto alcun colloquio con i loro legali.

Abbiamo pensato di aprire l’articolo, che annuncia la due giorni a Firenze sul Kurdistan, riportando le notizie che riguardano Ocalan ed i prigionieri politici kurdi per denunciare l’assurdo e colpevole silenzio dei media mainstream sulla violenza continua che il popolo kurdo subisce da parte del  governo turco. Quando i kurdi con il loro sangue e la loro forza hanno combattuto e fermato i criminali dell’Isis tutti ad osannarli adesso che non servono più agli interessi delle superpotenze sono ritornati nell’oblio e dei continui attacchi che subiscono nessuno più ne parla.

«Il governo turco ha già creato 18 basi militari nel sud del Kurdistan e sempre sullo stesso territorio opera l’Intelligence iraniana – ricorda Ylmaz, membro dell’UIKI (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia) e della Rete Kurdistan – mentre in Siria i turchi, già due anni fa, hanno attaccato Efrin ed il Rojava e nell’ottobre del 2019 i turchi hanno bombardato parte del Rojava ed hanno occupato Grispì e Serekaniye. Adesso i turchi vogliono distruggere tutta quella zona perchè sempre loro hanno appoggiato Dahesh. I bombardamenti degli ultimi mesi hanno già causato oltre 500 morti tra i civili ed oltre 1000 feriti gravi. Vogliamo inoltre evidenziare che Erdogan ha usato il fosforo bianco e, mentre in Italia questa notizia è passata sotto silenzio, in Gran Bretagna The Guardian ha scritto un bell’articolo denunciando quanto è successo in Siria e dicendo che tutti i paesi della NATO hanno negli arsenali il fosforo bianco. Attualmente gli attacchi verso il Kurdistan non sono portati solo dall’esercito turco, ma il governo turco ha messo a combattere insieme all’esercito oltre 11mila jihadisti nel Rojiava e queste forze jihadiste ogni giorno attaccano uno, due villaggi nuovi per allargare il territorio conquistato ed il loro obiettivo è riuscire a controllare l’autostrada M4 che è quella che va verso Aleppo e Damasco, perché chi controlla questa arteria controlla tutta una parte della Siria. Per questo gli attacchi non si fermano».

La Turchia, che è una potenza locale, con il il silenzio ed il sottinteso beneplacito delle superpotenze mondiali (Usa, Russia e Cina) sta allargando il suo raggio di azione per poter avere il controllo di buona parte del territorio, e per stroncare ogni forma di autodeterminazione ed autorganizzazione dei popoli ed il popolo che attualmente in quella zona sta cercando una propria autonomia è proprio quello kurdo. E proprio per tenere a bada i kurdi, la Turchia ha accettato anche la collaborazione dell’odiato nemico Iran. «Bisogna prima di tutto dire chiaramente che iraniani e turchi non sono amici – spiega ancora Ylmaz – gli iraniani si proclamano leader degli sciiti con il sistema degli ayatollah mentre i turchi si ritengono leader dei sunniti che prevede il sistema del califfato. Tra loro c’è un conflitto storico che affonda nel passato, ma che è tutt’ora vivo sempre per il motivo della sovranità e del controllo della regione, ma su alcuni argomenti lavorano insieme in accordo. Sulla questione kurda hanno una grande sintonia perchè il Kurdistan è stato diviso in 4 parti e la parte più grande si trova in Turchia, ma la seconda parte si trova in Iran; 25 milioni di kurdi vivono in Turchia e 15 milioni vivono in Iran. Per questo  motivo i governi turco ed iraniano sono d’accordo nel combattere l’autonomia richiesta dai Kurdi in Siria».

Già, di fronte alla “necessità” di reprimere i popoli che non sottostanno al giogo si passa sopra a qualunque differenza storica e religiosa e come al solito a pagarne le conseguenze sono sempre: «Purtroppo come in tutte le guerre a pagare il prezzo salato sono i popoli come ci Kurdi, gli Assiri, e tutti gli altri coinvolti». Questi brevi cenni per sottolineare che la questione kurda è stata cancellata dai media ma purtroppo è ancora viva e porta dolore e morte nel popolo.

Il popolo kurdo però non si arrende e non abbassa il capo, continua con tenacia la sua lotta in ogni forma ed in ogni parte del mondo. I Kurdi che vivono in Italia non ci pensano proprio a vivere nell’oblio ed il 25 e 26 gennaio hanno organizzato a Firenze una “Assemblea nazionale sul Kurdistan” nella quale «per prima cosa in quest’assemblea noi vogliamo spiegare cosa succede in medio oriente ed in Kurdistan. Parlare delle relazioni con la coalizione, con gli statunitensi, con i russi, con il regime siriano, la situazione dell’autonomia in Rojiava. Cosa pensano i kurdi della democrazia in medioriente, in Siria, in Turchia, in Iran, in Iraq. Tutte queste nostre idee le vogliamo condividere con i compagni e le compagne che parteciperanno all’assemblea. Inoltre vogliamo fare un aggiornamento attuale di ciò che succede in Siria. Noi vogliamo costruire un sistema democratico – infatti, in Rojiava, ci siamo dichiarati Confederalismo Democratico – che riconosca una parità fra uomini e donne, che ritenga paritetiche tutte le religioni, e rispetti tutte le etnie, ecc. La nostra proposta è nuova anche sotto il profilo del sistema infatti esso non è assimilabile al socialismo come era interpretato in Unione Sovietica, ma non è neanche neoliberale o capitalistico».

In questo quadro, quale può essere il ruolo del movimento italiano. Ylmaz, con franchezza e lucidità risponde: «I movimenti europei e quello italiano si debbono organizzare molto bene per combattere il razzismo, l’odio e per far rispettare i principi democratici e per spostare l’attenzione dei governanti e dei parlamenti da una visione economicista ad un approccio più umanitario e dei diritti e se i movimenti europei ed italiano riescono a fare ciò anche noi ne avremo giovamento perché se il movimento si rafforza può sostenere meglio la lotta del popolo kurdo perchè la nostra lotta è una cosa progressista e democratica».

A conclusione di questa breve nota ci teniamo a sottolineare il dolore che provano i kurdi nel sapere che combattenti come Ocalan e gli altri prigionieri ad Imrali sono completamente isolati e non possono vedere nessuno ne parenti, ne amici/che o compagni/e ne i loro avvocati. Certo non dobbiamo meravigliarci più di tanto se pensiamo che l’Italia e l’intera Europa pagano Erdogan per tenere prigionieri i cittadini siriani, iracheni e di tante altre nazionalità che avrebbero il diritto sancito dalla Convenzione di Ginevra di avere l’asilo politico.  Se poi pensiamo che il nuovo governo giallo – “boh” “molto più umano” del precedente ha rinnovato l’accordo con il governo (?) libico perché tenga prigionieri nei suoi lager i migranti (fra i quali molti richiedenti asilo) senza preoccuparsi minimamente che ora in Libia c’è una sanguinosa guerra.

Allora riteniamo che il movimento italiano debba crescere per bloccare questa deriva di disumanità imperante.

All’interno della due giorni di incontri di UIKI Onlus (Ufficio d’informazione per il Kurdistan – Italia) e Rete Kurdistan Italia le realtà territoriali e la Comunità Kurda Toscana presentano e invitano a sostenere e partecipare a

📽 Venerdì 24 dalle 21 Sulla strada per Kobane – Proiezione e incontro a Rifredi all’ Sms Di Rifredi –

Serata di incontro delle realtà territoriali con Comunità Kurda Toscana e la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus Venerdì 24 Gennaio alle 21 al SMS di Rifredi a Firenze proiezione straordinaria del docufilm Sulla Strada per Kobane di Enrico Del Gamba e presentazione dei progetti di sostegno alle strutture sanitarie e popolari del Rojava e della Siria del Nord

🌹 Sabato 25 ore 14.00 Un fiore che non muore – Omaggio e saluto a Lorenzo ORSO Tekoser omaggio delle Comunità Kurde in Italia e dei compagni e le compagne al partigiano fiorentino Lorenzo ORSO Orsetti – Tekoser Piling al Cimitero delle Porte Sante (Basilica di San Miniato, Firenze)

🍝 🥙💃 🕺 Sabato 25 dalle 20.30 Si mangia e si balla per il Kurdistan – Cena e danze a CPA FISud Serata a sostegno della resistenza kurda

dalle 20.00 cena popolare al CPA Fi-Sud con pietanze kurde e italiane, incontro e saluto dei responsabili del movimento kurdo in Europa,

dalle 22.30 concerto, danze e canti con gli Amistade Sud Sound Project(Musiche e balli del meridione) e La Compagnia Scapestrati (Folk Raggae esplosivo dall’Isola d’Elba)

Per altre info e news Rete Kurdistan ItaliaCoordinamento Toscana per il Kurdistan, consulta il sito www.retekurdistan.it

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Coordinamento Toscana per il Kurdistan

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