50 anni dopo la sua morte,il Caudillo riceve ancora gli onori dello Stato francese (Antton Rouget)
È un fatto poco noto in Francia: uno dei peggiori criminali europei del XX secolo continua a godere della più alta distinzione francese. Cinquant’anni dopo la sua morte, il generale spagnolo Francisco Franco — la cui dittatura ha causato la morte e l’esilio di centinaia di migliaia di persone tra il 1936 e il 1975 — è ancora insignito dell’Ordine della Legione d’Onore. Fu nominato ufficiale nel 1928 e poi commendatore nel 1930 su richiesta del maresciallo Philippe Pétain, senza mai essere successivamente sanzionato.
Tutti i tentativi recenti, promossi dal figlio di un deportato spagnolo, per revocare questi titoli all’alleato di Hitler e Mussolini sono falliti, fornendo un potente argomento a chi cerca di riabilitare la dittatura al di là dei Pirenei. Gli onori concessi dalla Francia a Franco sono stati usati dai nostalgici del regime per opporsi alle iniziative del governo socialista di Pedro Sánchez volte a cancellare i simboli del franchismo.
Un esempio è la decisione, presa in base alla legge sulla memoria democratica approvata nell’ottobre 2022, di rimuovere il nome di Franco dallo stemma di un’unità della Legione straniera a Melilla. Questa misura ha provocato la reazione di ex militari riuniti in un’associazione che difende la memoria di José Millán-Astray, altro alto ufficiale del regime franchista. Per contestare la decisione alla ministra della Difesa spagnola Margarita Robles, l’associazione ha sottolineato il contrasto tra il rifiuto francese di revocare le onorificenze e l’atteggiamento del governo spagnolo. In una lettera rivelata da OK Diario, scrivono: “Sarebbe una vergogna per la Spagna se, mentre la Francia mantiene tutti gli onori per il comandante Franco, in Spagna non solo profaniamo la sua salma [riferimento alla sua riesumazione nel 2019], ma cerchiamo anche di cancellarlo dalla storia della Legione spagnola”. E aggiungono: “Noi, veterani legionari, non permetteremo che l’onore del nostro eroico comandante Franco venga infangato”.
Nonostante le pressioni, la ministra Robles ha confermato la modifica dello stemma con un decreto del 17 gennaio 2023. Una data significativa, poiché nello stesso periodo in Francia, il figlio di un repubblicano spagnolo cercava invano di ottenere la revoca delle decorazioni di Franco.
Modifica del regolamento
Jean Ocana, ex console spagnolo a Rodez, ha scoperto nel 2016 — leggendo il libro di Gilbert Grellet Un été impardonnable — che Franco aveva ricevuto la Legione d’Onore nel 1930 e che non gli era mai stata revocata. Il 6 aprile 2016 ha quindi presentato richiesta alla grande cancelleria dell’Ordine per la sua decadenza. La risposta, firmata dal generale Benoît Puga, fu negativa: secondo lui, non si può revocare una decorazione a una persona deceduta, anche se il regolamento non lo vietava esplicitamente. Per chiarire la questione, nel 2018 fu introdotto un nuovo articolo che stabilisce: “Nessuna azione di revoca può essere intrapresa contro una persona deceduta”.
Secondo il giurista Thomas Hochmann, questa modifica fu introdotta appositamente per bloccare la richiesta di Ocana. Tutti i ricorsi presentati da quest’ultimo sono stati respinti, compreso quello davanti al Consiglio di Stato nel 2023.
Proposte ignorate da Macron
Nel 2021, Hochmann ha scritto al presidente Emmanuel Macron — gran maestro della Legione d’Onore — proponendo diverse soluzioni: abrogare il decreto del 2018, dichiarare nulla l’attribuzione della medaglia per irregolarità, o introdurre una nuova regola che permetta la revoca post mortem. Nessuna di queste proposte è stata accolta, neppure dopo la partenza del generale Puga nel 2023, tra sospetti di clientelismo.
Franco fu direttamente nominato ufficiale nel 1928, bypassando il grado di cavaliere, e due anni dopo fu promosso commendatore su raccomandazione di Pétain. I due si erano conosciuti durante la guerra del Rif e mantennero un rapporto che Franco definì “molto amichevole”. Quando Pétain fu ambasciatore in Spagna (1939–1940), cercò di conciliare il regime franchista con la Repubblica francese, ottenendo il riconoscimento ufficiale della dittatura il 27 febbraio 1939.
Franco non dimenticò mai questa complicità. In un’intervista al Figaro del 1958, lodò Pétain come “un grande francese”, “lucido e sereno”, con “spirito di sacrificio totale”. Ironia della storia: Pétain fu privato della Legione d’Onore da vivo. Franco, invece, la conserva ancora oggi.


