L’arte delle insurrezioni immaginarie: Carmillafest sbarca a Roma

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Il 18 aprile i redattori di Carmilla racconteranno la figura umana, artistica e politica di Valerio Evangelisti

Il prossimo 18 aprile 2026 Roma ospiterà la seconda edizione di Carmillafest, un appuntamento che intreccia cultura, politica e immaginario, dedicato alla figura di Valerio Evangelisti, fondatore della rivista Carmilla e tra le voci più originali della narrativa e del pensiero critico contemporaneo.

La scelta della data non è casuale: proprio il 18 aprile, quattro anni fa, scompariva lo scrittore bolognese. Il festival nasce quindi anche come momento di memoria attiva e collettiva, capace di tenere insieme riflessione teorica, produzione culturale e dimensione militante. Dopo una prima edizione tenutasi a Bologna nel 2019, alla presenza dello stesso Evangelisti, Carmillafest torna in una nuova città con l’obiettivo di rilanciare il dibattito attorno alla sua eredità politica e letteraria.

Al centro dell’iniziativa c’è un’idea chiave del pensiero evangelistiano: l’immaginario come terreno di conflitto. Non un ambito separato o puramente simbolico, ma uno spazio attraversato da rapporti di forza, in cui si confrontano visioni del mondo antagoniste. Da un lato, chi detiene il potere e costruisce narrazioni funzionali alla conservazione dell’esistente; dall’altro, chi immagina alternative, alimentando possibilità di trasformazione.

È una prospettiva che la redazione di Carmilla ha sviluppato nel corso dei suoi oltre trent’anni di attività, prima in formato cartaceo e poi digitale, e che trova espressione anche in lavori collettivi come Immaginari alterati, dove si rivendica la necessità di restituire all’immaginario una funzione strutturale nei processi sociali e politici. In questa visione, la produzione culturale diventa strumento di cambiamento, capace di mettere in discussione ciò che viene presentato come immutabile.

Il programma del Carmillafest 2026 si muoverà lungo questa traiettoria. Durante la giornata, redattori e collaboratori racconteranno la figura umana, artistica e politica di Evangelisti, ripercorreranno la storia della rivista e approfondiranno alcuni dei nuclei più significativi della sua opera. Tra questi, il celebre personaggio di Nicolas Eymerich, protagonista di una fortunata saga letteraria capace di mescolare storia, fantascienza e critica del potere.

Non mancheranno momenti di confronto sull’attualità, a partire dai temi della guerra e delle trasformazioni geopolitiche, già presenti in forma anticipatrice nei romanzi dello scrittore. Accanto al dibattito, spazio anche alle novità editoriali della redazione e a una dimensione più conviviale: la giornata si concluderà infatti con un momento informale tra cibo, bevande e musica.

Il luogo dell’evento e il programma dettagliato saranno comunicati nelle prossime settimane. Intanto, la data è fissata: il 18 aprile, a Roma, Carmillafest torna per rimettere al centro una domanda quanto mai attuale — chi controlla l’immaginario e per quali fini.

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Checchino Antonini
Checchino Antonini quasi sociologo, giornalista e scrittore, classe 1962. Dagli anni Ottanta segue e racconta i movimenti sociali e la “malapolizia”. Ha scritto e trasmesso su Radio Città Futura, TeleAmbiente, Avvenimenti, Ultime Notizie, Liberazione, Micromega, Erre e Megafono quotidiano, InsideArt, Globalist, PostIt Roma, Retisolidali, Left, il manifesto, Diogene. Ha pubblicato, con Alessio Spataro, “Zona del silenzio”, graphic novel sul caso Aldrovandi. Con le edizioni Alegre ha scritto “Scuola Diaz vergogna di Stato” assieme a Dario Rossi e “Baro” Barilli. Il suo primo libro è Zona Gialla, le prospettive dei social forum (Fratelli Frilli, 2002). L'ultimo, per ora, è un'antologia di racconti di Gabriele Brundo che lui ha ideato e curato assieme a Rimaflow e Archivi della Resistenza: Cocktail Partigiani (ETS, Pisa)

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