Il finto viaggio di Zilla

Il finto viaggio di Zilla

Tutti la pensavano in vacanza in Asia ma non si è mai mossa da casa. L’esperimento di una giovane olandese, aiutata da social e Photoshop, ha lasciato di stucco amici e parenti. E non solo.

di Marina Zenobio

Ai fini di una ricerca universitaria, una disegnatrice grafica ha portato a termine un esperimento: utilizzando i social network e Photoshop ha fatto credere a parenti ed amici (tranne quelli che l’hanno aiutata) di partire per un viaggio di un mese nel sud-est asiatico, tra Thailandia, Cambogia e Laos.

Si chiama Zilla van den Born, ha 25 anni e vive ad Amsterdam. Affascinata dalla manipolazione delle immagini, ha realizzato un progetto i cui risultati, secondo il Washington Post, sono andati al di là della sua passione.

Dopo aver detto a tutti i suoi amici, genitori compresi, che se ne andava per un mese in Asia, Zilla si è chiusa nel suo appartamento di Amsterdam e, per trenta giorni, con l’ausilio di Photoshop, non ha fatto altro che ritoccare sue foto al mare adattandole a spiagge esotiche o crearne di nuove per poi postarle sui social network, ma ha anche contattato via Skype i genitori da un “hotel thailandese” creato nel suo studio. Ovviamente non si è dimenticata della lampada solare per “ritornare a casa” con una abbronzatura dorata.

“Che cos’è la realtà?” si e ci chiede Zilla sua sua pagina web. “Viviamo in una cultura visiva in cui l’informazione attraverso le macchine (non vis a vis) e la realtà sono strettamente correlate. “L’ho fatto per dimostrare alle persone che filtriamo e manipoliamo quello che facciamo vedere nei social network”, ha raccontato la ragazza aggiungendo che “In questo modo creiamo un mondo ideale online che la realtà non può soddisfare”.

Zilla van den Born ha dichiarato anche che l’obiettivo dell’esperimento era di dimostrare quanto sia facile credere ad una realtà distorta “vorrei che la gente fosse più consapevole del fatto che molte delle immagini che vediamo sono manipolate. Dovremmo fare tutti molta più attenzione”.

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