domenica 21 ottobre 2018

Ucraina, ecco i punti dell’accordo di pace

Ucraina, ecco i punti dell’accordo di pace

Dopo una maratona negoziale Le parti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 14 e il 15 febbraio. Gli indipendentisti hanno firmato

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Le parti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 14 e il 15 febbraio. Secondo quanto appreso sono stati sciolti i principali nodi che ostacolavano un’intesa. Circa mezz’ora dopo è arrivata anche la firma degli indipendentisti al documento proposto dal quattro leader.

Riforme costituzionali contro smilitarizzazione e reintegro del Donbass

L’Ucraina si impegnerà a ad attuare le riforme costituzionali atte ad assegnare uno status speciale al Donbas, fermo restando l’integrità territoriale del Paese. L’esercito di Kiev si ritirerà lungo l’attuale linea del fronte, mentre gli indipendentisti lungo la linea stabilita nel vertice di Minsk nello scorso settembre, creando una zona demilitarizzata.

Putin e Poroshenko si son trovati d’accordo sul fatto di inviare degli esperti militari e concludere l’assedio della cittadina di Debaltseve, dove si trovano accerchiati migliaia di soldati dell’esercito ucraino, senza spargimenti di sangue.

È stata accolta la richiesta del Presidente ucraino Poroshenko di liberare Nadezhda Savchenko, pilota dell’aviazione ucraina, catturata dagli indipendentisti e detenuta a Mosca dallo scorso luglio con l’accusa di essere implicata nell’omicidio di due giornalisti.

Il raggiungimento di un’intesa scongiura l’applicazione di nuove sanzioni a carico della Russia, come confermato dal Primo Ministro finlandese Alexander Stubb.

A margine dell’incontro Vladimir Putin ha commentato “Non è stata la notte migliore della mia vita, ma abbiamo raggiunto un accordo per far cessare i combattimenti, ed era la cosa che contava di più”.

Il testo degli accordi di Minsk-2

Il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza ha riportato punto per punto il testo dell’accordo, che qui traduciamo:

1.    Immediato e completo cessate il fuoco nei rispettivi distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk. La sua urgente attuazione inizia dalla mezzanotte del 15 febbraio, ora di Kiev.

2.    Ritiro delle truppe da entrambe le parti per creare una zona di sicurezza (50 km nel caso di sistemi di artiglieria del calibro di 100 mm, e più di 140 km per i lanciarazzi). Il trasferimento delle truppe dovrebbe iniziare non più tardi del secondo giorno di cessate il fuoco e terminare entro 14 giorni. A questo processo devono partecipare gli osservatori dell’ OSCE. Allo stesso modo deve sostenerlo il Gruppo di contatto.

3.    Garantire da parte dell’OSCE un controllo effettivo sul cessate il fuoco, a partire dal primo giorno.

4.    Dopo il primo giorno successivo al ritiro delle truppe, iniziare un dialogo sul tema dello svolgimento delleelezioni locali in conformità con la Legge ucraina e con la legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk” (adottata l’anno scorso dopo la firma del primo accordo di Minsk prevedeva l’introduzione di uno status speciale per le autorità locali, della durata di tre anni, insieme all’esenzione dalle responsabilità penali per coloro che hanno partecipato agli eventi; in seguito Poroshenko aveva ritirato la Legge poiché i ribelli non avevano rispettato le condizioni del trattato di Minsk). Entro 30 giorni dalla data della firma del documento bisognerà recepire le risoluzioni del Consiglio Supremo del Territorio che includerà misure particolari in accordo alla Legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk”.

5.    Garantire un’amnistia tramite l’introduzione di una legge sul divieto di persecuzione delle persone in relazione agli eventi che si sono svolti nelle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.

6.    Provvedere alla liberazione e lo scambio di tutti i prigionieri e delle persone detenute illegalmente in base al principio di “Tutti per tutti”, entro cinque giorni dal cessate il fuoco.

7.    Garantire l’accesso, la consegna, lo stoccaggio e la distribuzione degli aiuti umanitari sulla base dei meccanismi internazionali.

8.    Determinazione del modello di ricostruzione delle relazioni sociali ed economiche, comprendendo i pagamenti del welfare come le pensioni e altri. Con questo obbiettivo l’Ucraina ricostruisce la gestione del sistema bancario  nelle regioni colpite dal conflitto, ed è possibile che venga introdotta un’effettuazione facilitata dei versamenti sociali da parte di organi internazionali.

9.    Ritorno del pieno controllo da parte dell’Ucraina del confine in tutta l’area del conflitto. Il processo dovrebbe iniziare il primo giorno dopo le elezioni locali e terminare entro il 2015.

10.  Ritiro delle unità militari di altri Paesi, tecnologie e mercenari dal territorio dell’Ucraina, sotto la supervisione dell’OSCE. Tutti i gruppi di combattenti illegali dovrebbero essere disarmati.

11.  Realizzazione della riforma costituzionale in Ucraina. I cambiamenti devono entrare in vigore entro la fine del 2015. Devono preparare la decentralizzazione (tenendo conto delle caratteristiche specifiche delle repubbliche di Donetsk e Lugansk), così come l’introduzione di una legge sullo status particolare delle diverse regioni di Lugansk e Doentsk entro la fine del 2015.

12.  Sulla base della legge ucraina “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle  repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk” le questioni relative alle elezioni locali saranno discusse e concordate con i rappresentanti delle diverse regioni di Donetsk e di Lugansk nei contesti di un gruppo di contatto trilaterale. Le elezioni si terranno nel rispetto degli standard OSCE e sotto il suo monitoraggio.

13.  Intensificazione delle attività del gruppo di contatto trilaterale, nella realizzazione di gruppi di lavoro per l’attuazione dell’accordo di Minsk.

Nota: Le misure citate, in accordo alla legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk”, includono:

·         Abolizione dell’imposizione di sanzioni, prosecuzione e discriminazione alle persone coinvolte negli eventi accaduti nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk.

·         Diritto all’autodeterminazione linguistica.

·         Partecipazione degli organi dell’amministrazione locale nella nomina dei capi delle procure e dei tribunali nelle regioni particolari delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.

·         Possibilità per organi governativi centrali di stipulare accordi con gli organi competenti di autonomia locale per lo sviluppo economico, sociale e culturale delle particolari regioni delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.

·         Lo Stato assiste lo sviluppo socio-economico delle regioni di Donetsk e Lugansk.

·         Le autorità centrali promuovono la collaborazione delle repubbliche di Donetsk e Lugansk con le regioni russe.

·         Istituzione di una milizia nazionale in accordo con la decisione dei governi locali per garantire l’ordine nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk.

Documento firmato dai membri del gruppo di contatto tripartito:

Ambasciatore Heidi Tagliavini, Ex Presidente dell’Ucraina LD Kuchma, Ambasciatore della Federazione Russa in Ucraina MU Zurabov, AV Zakharchenko, I.V. Plotnitskiy

leggi anche su movimento operaio, il blog di antonio moscato  traduzione Fabio Turco http://www.eastjournal.net/

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