Fidel Castro è vivo e non legge “Oggi”

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Nonostante la bufala sia evidente, la versione online del settimanale “Oggi” riprende la notizia della morte di Fidel Castro. Un semplice modo per attirare click?

Di Carlo Perigli

fidel castroFidel Castro non è morto, nonostante su Twitter la “notizia” stia rimbalzando alla velocità della luce. D’altronde, sui social network ognuno può dire ciò che vuole, e non è nemmeno tanto raro trovare profili falsi nati solamente con l’intento di spargere bufale in rete. Il problema, semmai, è quando il falso, sopratutto se evidente, viene ripreso da un giornale vero e proprio, che affronta in maniera quantomeno superficiale i dubbi sulla sua veridicità.

La presidenza e il governo di Cuba annuncia la morte improvvisa del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz. L’Avana, 28 Aprile 2015”, questo il tweet pubblicato oggi dal profilo “Presidencia de Cuba”. A seguire, viene spiegato che nella giornata di domani sarà il Presidente Raul Castro a dare l’annuncio ufficiale in un video. Strano, cercando su Google News sembra che nessun giornale internazionale ne parli, mentre in Italia apparentemente la notizia viene riportata solamente dalla versione online del settimanale “Oggi”.

«Fidel Castro è morto – si legge nell’articolo – Questa volta l’annuncio arriva dall’account Twitter ufficiale della Presidenza di Cuba». Attenzione però, perché anche la sopracitata rivista si pone degli interrogativi sulla veridicità della notizia. Nonostante difatti «i rimandi al sito ufficiale della presidenza – che per ovvi motivi non prova niente – l’account che ha dato la notizia è stato creato solo un giorno fa». Ecco, questo magari è un dato importante, che può dire molto sull’attendibilità della fonte da cui la notizia è tratta.

Ma attenzione, perché a fronte dei dubbi sollevati da qualcuno, l’articolo sottolinea che «altri rispondono che l’account potrebbe essere creato apposta per l’evento della morte di Fidel Castro». Potrebbe, il condizionale è d’obbligo, così come non è sicuro che Fidel Castro sia morto. Effettivamente l’articolo non lo afferma, limitandosi solamente a dare credito ad un annuncio che, per i motivi elencati poc’anzi, nessun altro giornale al mondo sembra aver preso minimamente in considerazione. Probabilmente non ci ha creduto nemmeno chi ha scritto l’articolo, ma è innegabile che “notizie” del genere, specie se presentate con un titolo “ad effetto”, abbiano l’innegabile – ed unica – funzione di attirare i click degli utenti-lettori.

 

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Checchino Antonini
Checchino Antonini quasi sociologo, giornalista e scrittore, classe 1962. Dagli anni Ottanta segue e racconta i movimenti sociali e la “malapolizia”. Ha scritto e trasmesso su Radio Città Futura, TeleAmbiente, Avvenimenti, Ultime Notizie, Liberazione, Micromega, Erre e Megafono quotidiano, InsideArt, Globalist, PostIt Roma, Retisolidali, Left, il manifesto, Diogene. Ha pubblicato, con Alessio Spataro, “Zona del silenzio”, graphic novel sul caso Aldrovandi. Con le edizioni Alegre ha scritto “Scuola Diaz vergogna di Stato” assieme a Dario Rossi e “Baro” Barilli. Il suo primo libro è Zona Gialla, le prospettive dei social forum (Fratelli Frilli, 2002). L'ultimo, per ora, è un'antologia di racconti di Gabriele Brundo che lui ha ideato e curato assieme a Rimaflow e Archivi della Resistenza: Cocktail Partigiani (ETS, Pisa)

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