martedì 22 Ottobre 2019

Società geografica a rischio

Società geografica a rischio

PER UN ENTE DI CULTURA GEOGRAFICA

di Claudio Cerreti*

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Ancora meno di due anni, e raggiungerebbe il traguardo di un secolo e mezzo di vita.
Ma c’è il rischio che non ce la faccia… Peccato: perché sono davvero pochissime, non
solo in Italia, ma in tutto il mondo, le istituzioni culturali che possono vantare 150 anni
di attività ininterrotta, fattiva e ben documentata, come può la Società Geografica
Italiana.
È una delle tante libere associazioni di azione culturale sorte nell’Ottocento (la nostra,
nel 1867), ad accompagnare la progressiva unificazione del Paese e la formazione di
una classe colta, di un senso di appartenenza al nuovo Stato, delle competenze
necessarie alla messa in valore del territorio italiano.
La Società Geografica venne fondata per contribuire allo sviluppo del Paese tramite
l’incremento delle conoscenze geografiche. E per questo ha lavorato: producendo una
rivista scientifica tra le più antiche esistenti al mondo – che non ha mai interrotto la
pubblicazione; organizzando quasi tutte le esplorazioni geografiche italiane; fornendo
consulenze e proposte di azione agli organi di governo (come gli studi e le iniziative
sull’emigrazione italiana); collaborando con le università nel perfezionamento degli
studi geografici e nella formazione dei docenti; e molto altro. sc-lrb
Da tutta questa attività hanno preso origine una biblioteca geografica tra le più ricche al
mondo (ca. 400.000 “pezzi”), l’archivio storico, quello fotografico (quasi 200.000 unità),
la cartoteca, gran parte delle raccolte etnografiche e naturalistiche depositate nei musei
italiani.
La Società Geografica, ente morale, ente di cooperazione, ONLUS, è ancora un
attivissimo centro di conservazione, elaborazione e diffusione della cultura geografica:
pubblica studi e rapporti, organizza ricerche, convegni scientifici, incontri culturali,
mostre, viaggi di studio, un festival della letteratura di viaggio, corsi di formazione e di
aggiornamento: oltre cento iniziative portate a termine in ciascuno degli ultimi anni.
Tutto questo, ne siamo convinti, porta alla collettività nazionale dei vantaggi materiali e
immateriali, e moltissime sono le conferme che la Società ha ricevuto in questo senso.
Però tutto questo richiede risorse.

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Le iniziative della Società Geografica sono possibili grazie all’impegno gratuito dei soci
e dei dirigenti e a quello dei pochissimi dipendenti, grazie alle quote dei soci, e grazie a
contributi pubblici, che venivano concessi in considerazione appunto dei servizi offerti
dalla Società alla collettività.
Da alcuni anni, però, la crisi finanziaria, la spending review, i “tagli orizzontali” hanno
quasi azzerato i contributi pubblici o li hanno ritardati così a lungo da provocare
contraccolpi di ogni genere. La Società ha resistito molto più a lungo di altre istituzioni
culturali, grazie a una gestione attenta e prudente e a economie sempre maggiori, ma
ora vede profilarsi molto concretamente la necessità di sospendere le attività ordinarie,
a cominciare dalla pubblicazione della rivista, di vendere qualche pezzo pregiato delle
sue collezioni, di licenziare il personale dipendente… a meno che non si riesca, ma a
brevissimo, a ottenere un sostegno eccezionale da parte di soci, amici, simpatizzanti; e
magari anche l’impegno del mitico mecenate, così raro in Italia, o l’interesse di qualche
sponsor, difficilissimo da trovare per attività che fanno cultura e non vendono nulla.

Rimane la speranza che le politiche culturali diventino una buona volta meno punitive
nei confronti di istituzioni e persone che si impegnano, senza ritorni di nessun genere a
parte la soddisfazione morale, per conservare, accrescere e divulgare quei giacimenti
culturali, quelle conoscenze, quelle competenze che costituiscono una parte così
rilevante del nostro patrimonio nazionale.
Chi vuole contribuire alla sopravvivenza della Società Geografica Italiana e sostenere la
sua azione può chiedere di associarsi (versando una quota annua di appena 40 €)
oppure effettuare una donazione: in entrambi i casi, utilizzando l’IBAN intestato a
Società Geografica Italiana, Via della Navicella 12- Roma: IT 45 N 03359 01600
100000007179.
* Vicepresidente della Società Geografica Italiana
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