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Termoli, Fca condannata: calpesta i diritti sindacali

Fca non riconosce le Rsa dell’Usb a Termoli, condannata in tribunale. E da Melfi parte il Comitato lavoratrici e lavoratori FCA per il NO

di Giulio AF Buratti

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Il Tribunale di Larino, accogliendo il ricorso presentato dall’USB, ha condannato la FCA, stabilimento di Termoli, per attività antisindacale. Il ricorso, ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, era stato presentato dall’USB a fronte del diniego da parte dell’azienda ad effettuare la trattenuta sindacale ai lavoratori che avevano aderito all’USB. La situazione si era ulteriormente aggravata con l’adesione all’USB di delegati eletti nelle file della Fiom, ai quali la FCA di Termoli non aveva più riconosciuto i diritti sindacali. Si tratta di una parte di quei delegati sconfessati dal sindacato guidato da Landini per aver scioperato contro Marchionne nella fase in cui si sarebbe dovuto adottare una linea più concertativa in ossequio alle strategie nazionali della Fiom. Una vicenda che s’è conclusa con l’esodo, di fronte alle minacce di espulsione, verso Usb.

«Ancora una volta la magistratura è dovuta intervenire per ripristinare i minimi diritti dei lavoratori, che la Fiat, oggi FCA, calpesta sistematicamente», è il commento di Sergio Bellavita, dell’USB Lavoro Privato, anche lui ex portavoce dell’area di minoranza in Cgil fino alle scelte Fiom di reprimere il dissenso nelle fabbriche di Marchionne. «Questa sentenza conferma la necessità di un sindacato combattivo – prosegue Bellavita –  che si batte realmente per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Adesso aspettiamo la sentenza sul ricorso sempre per attività antisindacale da noi presentato contro la Sevel di Atessa, anche questa del gruppo FCA. Queste iniziative  si inquadrano nella più generale battaglia condotta dall’USB negli stabilimenti FCA contro il famigerato accordo Marchionne ed il Contratto Nazionale che da quello è derivato, apripista per il violento attacco portato a tutto il lavoro dipendente nel nostro Paese».

Da un altro stabilimento Fca del meridione, quello di Melfi, decolla il “Comitato lavoratrici e lavoratori FCA per il NO” alla riforma costituzionale, tanto voluta da Renzi, dall’Europa e dagli speculatori industriali.

«Abbiamo pensato – dicono i lavoratori – di far sentire la nostra voce su un tema importante, che ci vede coinvolti come cittadini di questo Paese, sempre più governato da persone che nulla hanno a che fare con l’identità storica di tutti noi. Per questo motivo abbiamo deciso di far partire questo appello, con la sottoscrizione di tutti i colleghi FCA, perché sentiamo la necessità e il dovere di difendere la nostra storia ma soprattutto la carta costituzionale messa in discussione da chi già adesso ne fa un uso improprio per interessi personali. Difendiamo la costituzione e onoriamo in questo modo la memoria di chi per donarla a noi ha rinunciato in battaglia alla propria vita.

In poche ore sono già tante le adesione arrivate dai diversi siti dislocati sul territorio nazionale. Per contatti: Domenico De Stradis (FCA Melfi) destradis.malice.it

1 COMMENTO

  1. Tranquillo Sig. Bellavita, è solo questione di tempo, vedrà che tra non molto chiameranno anche Lei in televisione a fare i suo show contro il PADRONE ingrato.

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