Veneto, quel Formaggio sa di razzismo

Veneto, quel Formaggio sa di razzismo

Le scandalose esternazioni di Joe Formaggio, sindaco nel trevigiano, che odia negri e zingari: “Orgogliosamente razzista”

Da Treviso, Enrico Baldin

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In Veneto fascismo e razzismo sono dei fenomeni non più solo di nicchia e tendono a coinvolgere fette importanti della popolazione. Certi fenomeni stanno portando allassuefazione, scadendo in una monotona abitudine. Una sorta di banalità del male, come la descriveva Hannah Arendt negli anni 60, che ha fatto sì che intolleranza, individualismo e odio siano sentimenti largamente condivisi e praticati questi sì collettivamente. Abbiamo estrapolato alcuni fatti di cronaca di cui si è dato conto nella giornata di ieri, a cui i quotidiani veneti hanno dato ampiamente spazio. A fare più colpo è lennesima trovata del sindaco di Albettone, il giovane Joe Formaggio, in carica dal 2009. Ieri alla trasmissione di Radio 24 La zanzara, Formaggio ha detto che nel suo comune «Negri e zingari rischiano la pelle». «Siamo orgogliosamente razzisti qui ha rincarato il sindaco ai microfoni della trasmissione di Cruciani Non vogliamo extracomunitari, negri e zingari. Hanno un quoziente intellettivo più basso: lo dimostra la storia». Poi limplicita minaccia: «Abbiamo il più alto numero di porto darmi di tutta la regione Veneto, da noi rischiano la pelle». Il primo cittadino del comune posto tra i colli Berici e quelli Euganei non è nuovo ad uscite a dir poco sopra alle righe. Dalla tassa sui gay allauspicio che la polizia pesti i migranti, dallordinanza contro lo stazionamento dei nomadi allidea di murare porte e finestre degli stabili sfitti per evitare che la prefettura ci metta dentro i richiedenti asilo. Joe Formaggio, un passato con la Lega Nord ed un presente con Fratelli dItalia, è anche indagato per violazione della legge Mancino: sarebbe colpevole di istigazione allodio razziale. Nelle scorse settimane inoltre, fu protagonista di una autentica caccia alluomo. Formaggio mise in piedi una ronda che, con il suo inseparabile fucile in mano, comandava lui stesso al fine di trovare lextracomunitario che in pochi giorni aveva commesso più rapine e più aggressioni ai danni di uno stesso cittadino del suo comune. Peccato che, come accertato dai carabinieri e come ammesso poi dalluomo, questa storia era stata completamente inventata di sana pianta, e Joe Formaggio fino a quel momento aveva organizzato una ronda per dare la caccia ad un rapinatore che non era mai esistito. Nel corollario dei nemici del sindaco di Albettone effettivamente finora mancavano i fantasmi. Pochi km a sud e altra storia di razzismo. Stavolta viene dallo sport, dal calcio, e coinvolge la tifoseria del Calcio Padova. Il procuratore federale ieri ha deferito la squadra biancoscudata e due suoi dirigenti per non essere intervenuti in occasione dellamichevole tra Padova e Lazio, nei confronti dei 150-200 tifosi patavini che per tutta la partita hanno insultato con offese razziste il calciatore di colore della squadra laziale Keita. Una sanzione non nuova per la squadra del Padova che già in passato ha messo in mostra episodi di intolleranza provenienti dalla sua curva, nota per essere frequentata da numerose teste rasate. Passando alla provincia di Treviso, il quotidiano locale La Tribuna dà conto con solerzia di dettaglio, del pellegrinaggio che alcuni nostalgici del duce hanno organizzato a Predappio durante questo fine settimana, in occasione dellanniversario della marcia su Roma. Una allegra compagnia di amici riuniti attorno allorganizzazione Continuità ideale con in comune la stessa passione hanno riempito una corriera e si sono avviati nel primo mattino per la cittadina romagnola per onorare Mussolini. Del resto non solo quando cera lui i treni arrivavano in orario e si bonificava lagro pontino, ma lui con gli immigrati avrebbe saputo davvero che fare. Da un gruppo di nostalgici ad un altro, Mussolini è protagonista anche più a sud, più precisamente nella località balneare di Jesolo, nel litorale veneziano. A lasciare di stucco liniziativa di un gruppo di cittadini che hanno raccolto e protocollato oltre 700 firme per far intitolare lospedale cittadino a Benito Mussolini. «Mi accontenterei che gli venisse intitolato almeno una parte di quellospedale» ha detto uno dei propositori, che ha ricordato che il nosocomio jesolano era stato costruito proprio in epoca mussoliniana. Il sindaco di Jesolo, eletto nel 2012 con una maggioranza trasversale che andava dallallora Pdl al Pd, ha preso tempo e ha fatto sapere che ci penserà con la sua maggioranza. Proprio Jesolo con la vicina località balneare di Caorle, nei mesi scorsi era stata al centro delle proteste degli albergatori che dicevano che per colpa della presenza dei profughi non sarebbero arrivati i turisti. Balzando da una notizia allaltra non si può non fare caso alle querelle quotidiane che prendono vita in alcuni comuni, tanto governati dalla Lega quanto governati dal Pd. Primi cittadini che si arrabbiano dando sponda alle lamentele degli abitanti, minacce di nuove Gorino, prefetti eretti a nemici del popolo. Il tutto con le quotidiane prese di posizioni del governatore Zaia, particolarmente impegnato sul fronte profughi. Da Ficarolo (provincia di Rovigo) a Casier e Quinto (Treviso), a Mogliano fino a Vicenza, solo per citare gli ambienti caldi di questi giorni. La quotidiana distribuzione dei richiedenti asilo nelle strutture territoriali occupa le pagine dei giornali ogni giorno, e con loro le proteste e le polemiche di amministratori e abitanti. Nessuno spazio per loro, neppure le tendopoli vanno più bene. Ma questa è oramai noiosa cronaca quotidiana di un Veneto dalle ansie sempre più monotematiche. Vede un solo problema e si dimentica che nel frattempo le indagini sulle ruberie del Mose e gli altri scandali connessi proseguono evidenziando nuove frontiere della dilagante corruzione; le acque tra padovano e vicentino inquinate da Pfas non sono affatto risanate, anzi il ministro dellambiente ha decretato che gli inquinanti possono esserci dentro a quantità anche superiori; i risparmi dei cittadini truffati da Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono ancora parte del maltolto di un truffaldino capitalismo localista. Forse anche questa è assuefazione, forse anche questa è divenuta oramai abitudine alla banalità del male.

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