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Bologna, dopo lo sgombero la polvere

Bologna. Nuova inchiesta di Zic.it. Dal 2013 ad oggi: pochi ripristini, decine di nuovi stabili murati

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Sono passati quattro anni da quando Zic presentò l’inchiesta “Chiedi alla polvere – La mappa degli spazi sgomberati e poi rimasti abbandonati a Bologna”. Molti dei luoghi che indicammo allora nella nostra “mappa ragionata”, potremmo dire la stragrande maggioranza, sono rimasti vuoti e inutilizzati, sempre più condannati a un progressivo disfacimento. Alcuni degli immobili segnalati sono stati abbattuti lasciando al suolo, come testimonianza, cumuli di macerie. Pochi altri sono stati ripristinati, o sono in via di ristrutturazione, e destinati ad altro uso.

Nel frattempo il numero di palazzi, immobili e fabbricati “offuscati da una polverosa legalità” è aumentato a dismisura. Per via del “monopoli repressivo” a cui si sono divertiti a giocare procura, questura e amministrazione comunale, il numero degli sgomberi di questi ultimi quattro anni è stato il più alto che mai si ricordi da queste parti: ne abbiamo conteggiati addirittura una quarantina. Erano decenni che, sotto le due torri, non si vedevano “evacuatori” così determinati, maghi del cemento a presa rapida così abili ad alzare muri e manganellatori così belluini.

E nel mentre, che fine ha fatto la mappa degli immobili comunali inutilizzati che l’amministrazione annunciò in pompa magna quattro anni fa? Fu proprio quella promessa a darci lo spunto per la nostra inchiesta. Il Comune mise on line la mappa qualche mese dopo e, puntualmente, nel giorno della pubblicazione la pagina risultava inaccessibile. Un piccolo incidente di percorso, si dirà, ma provate a cercare oggi di consultare lo stesso database: “Not found”, ovviamente. La tanto decantata mappa, insomma, non esiste.

Rifare il punto della situazione ci è sembrato perciò opportuno, lasciando intatta la struttura della precedente inchiesta, segnalando con questo aggiornamento i minuscoli cambiamenti che sono avvenuti, procedendo ad alcune correzioni e aggiungendo il nuovo elenco di spazi svuotati dalla socialità (comprese alcune occupazioni temporanee, conclusesi senza un intervento di polizia ma comunque utili da segnalare nell’ambito di questo approfondimento).

Clicca qui per ingrandire la mappa e qui per consultare la legenda,
leggi il testo completo dell’inchiesta e guarda la fotogallery

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