mercoledì 19 settembre 2018

Potere al popolo contro Minniti: «Il nostro decoro è la solidarietà»

Potere al popolo contro Minniti: «Il nostro decoro è la solidarietà»

Potere al Popolo! a Napoli occupa chiesa Montesanto per senzatetto, a Torino protesta contro gli sgomberi, a Roma va in periferia con i candidati

di Checchino Antonini

Napoli, alle prime luci dell’alba, un gruppo di militanti di Potere al Popolo! ha aperto le porte della chiesa di S. Antonio a Tarsia. L’edificio, abbandonato da anni, vandalizzato e saccheggiato e che comprende, oltre alla chiesa, un chiostro e tre piani di stanze e appartamenti, è stato aperto per dare riparo alle decine di persone che dormono per strada, esposte al freddo e alla pioggia. Lo striscione appeso alle grate recita: «Il nostro decoro è la solidarietà, apriamo le porte alla speranza!». La storica chiesa era chiusa e abbandonata – spiegano gli attivisti di PaP – oggi invece si apre all’accoglienza dei senza fissa dimora per l’emergenza freddo». “Potere al popolo” è la lista nata della sinistra alternativa, nata dal basso – dopo l’ingloriosa fine del percorso del Brancaccio -dall’appello dei giovani del centro sociale Je so’ pazzo. In poco più di un mese ha dato inizio ad un movimento popolare che sta crescendo in tutta Italia. Dopodomani, apertura ufficiale di una campagna elettorale iniziata da mesi, in molte città, PaP darà vita al #NoMinnitiDay, la terza giornata nazionale di attivazione:

«In Italia 5 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, 13 milioni devono rinunciare alle cure mediche, perché sopravvivono con una pensione minima o non hanno continuità di reddito. Di fronte a questo disastro sociale il governo PD ha deciso di dichiarare guerra ai poveri e non alla povertà, costruendo ed alimentando un clima di odio e rancore, marginalizzando una fetta enorme della popolazione. Nessuna forza politica ha fatto eccezione. M5s, Lega, FI, lo stesso PD, hanno scelto di ridurre l’emergenza sociale a una questione di ordine pubblico e affrontarla con una stretta securitaria senza precedenti. Il DL Minniti, fiore all’occhiello di questa legislatura, è la fotografia di tutto questo. Indecorosi, secondo Minniti e gli altri, sono i senza tetto, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, i migranti rinchiusi nei centri, chi elemosina.
Indecorosa, per noi, è la povertà. Se per Minniti decoro vuol dire umiliazione, abbandono e militarizzazione, per noi è solidarietà, è prendersi cura di spazi e di persone, è ricostruire un senso di comunità. Indecorosa, per noi, è una classe dirigente che in tempi di crisi lascia aumentare inesorabilmente il divario tra ricchi e poveri senza puntare sulla redistribuzione della ricchezza e l’allargamento dei diritti. Domenica 4 febbraio, in tutta Italia, lanciamo un messaggio di umanità e di speranza. Portiamo in strada il nostro decoro, con piccole azioni e iniziative sui territori in cui ogni giorno viviamo, mostriamo l’Italia che non viene raccontata, quella del popolo che si prende cura di sé e che non lascia nessuno solo!».

Dall’inizio della stagione invernale sono già troppi i morti che si contano in varie parti del paese, e spesso è anche molto difficile averne un numero preciso vista la loro condizione di invisibilità. Già durante lo scorso inverno le porte del centro sociale “Je So Pazzo” si erano aperte per varie settimane all’accoglienza ai senza fissa dimora, mettendo in moto una vasta rete di solidarietà cittadina per organizzare la permanenza, le cene, le pulizie della struttura e portando avanti delle richieste chiare alle istituzioni per affrontare il problema, purtroppo senza adeguate risposte.

«È assurdo che sotto i nostri occhi ci siano persone che muoiono di freddo per strada – dichiara Viola Carofalo, portavoce nazionale della lista – dall’inizio del 2018 già cinque persone sono morte di freddo in Italia, da nord a sud del Paese. La curia di Napoli è il maggior proprietario immobiliare della città, con circa un centinaio di case. A queste vanno aggiunti gli immobili delle circa 150 arciconfraternite e quelli delle parrocchie. Per non parlare delle proprietà dei singoli ordini religiosi. Durante l’ondata di freddo che colpì l’Italia nel gennaio dello scorso anno morirono 8 persone in due giorni. Non resteremo spettatori immobili di fronte a una tragedia di tale portata. Mentre tutti fanno a gara a chi la spara più grossa in termini di promesse elettorali, noi vogliamo portare come elemento politico di queste settimane di campagna elettorale qualcosa di molto concreto, quello che facciamo tutti i giorni all’ex opg e che fanno tantissime associazioni e collettivi in tanti altri territori in tutta italia: organizzare la solidarietà, essere presenti sui territori, ritornare a far sì che la politica sia innanzitutto aiuto reciproco, sia vicina alle persone, a cominciare dagli ultimi. Invece il governo Gentiloni di fronte al dramma di chi vive senza un tetto sopra la testa, ha deciso di approvare il decreto Minniti che istituisce il daspo urbano per ragioni di decoro pubblico, dando potere ai sindaci di cacciare dai centri storici chiunque sia considerato “indecoroso”, di nascondere così l’estrema povertà e la marginalità sotto a un tappeto, relegandola nelle periferie. L’abbiamo visto a Torino due giorni fa, ma tutti i giorni lo vediamo in tanti centri storici del paese, con immagini inquietanti come quelle di Como e delle retate alla stazione di Milano e Roma».

Torino, una notte sotto il palazzo del Comune contro gli sgomberi di senzatetto

«Quella di potere al popolo – spiega Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, candidato di Potere al popolo – è una campagna di lotta e solidarietà dal basso. Stanotte i nostri compagni a Torino hanno dormito con le coperte per strada per denunciare la decisione della giunta Appendino di sgomberare i senza fissa dimora senza predisporre alternative. E Stamattina gli attivisti di Potere al popolo di Napoli a occupare la chiesa di Sant’Antonio a Tarsia abbandonata da anni. Aprire le porte e ripulire uno spazio lasciato nel degrado insieme ai senza fissa dimora è un’azione di solidarietà popolare che segnala che gli immobili inutilizzati potrebbero e dovrebbero essere utilizzati per affrontare emergenza abitativa. Potere al popolo riconsegnando una chiesa agli ultimi propone un approccio diverso da quello delle forze politiche che invece di combattere la povertà combattono i poveri. Invece di mandare i vigili a sgomberare chi dorme per strada come ha fatto la sindaca Appendino predisponiamo alternative solidali. Invece di nascondere i poveri e la povertà bisogna predisporre dormitori, e darsi finalmente una politica di lotta alla povertà e per il diritto alla casa. Va introdotto il reddito minimo garantito, vanno rifinanziate le politiche sociali, vanno assistite le persone con problemi di salute mentale. L’opposto di quello che fanno e predicano Pd, destra, M5S».

A Torino, appunto, si registra un «significativo mutismo politico della generalità delle forze di centrodestra, centrosinistra e M5S riguardo alla cacciata dei poveri dal centro di Torino», spiegano da PaP. Il comandante dei vigili urbani, per giustificare l’operato dei propri sottoposti e dell’amministrazione comunale, ha adoperato una metafora brutale: la nostra “non è un’operazione di polizia … facciamo solo gli spazzini”. «Già gli spazzini – dice Ezio Locatelli esponente Prc – Potere al Popolo – è da anni che diciamo che non si possono trattare fette di popolazione a rischio come dei rifiuti umani. Torino, in questi anni di deindustrializzazione e di disoccupazione, di precarizzazione del lavoro, è diventata la città più povera e diseguale di tutto il Centro Nord d’Italia. Se qualcuno pensa di affrontare questo dato di realtà con la ramazza non ha capito proprio nulla. Servono politiche per il lavoro, il sostegno al reddito, il diritto alla casa, i servizi sociali. Serve un’azione di contrasto alle disuguaglianze sociali. A Torino, come a livello nazionale, si fa esattamente il contrario”. Per questo questa notte “Potere al Popolo” ha protestato davanti al Palazzo di Città di Torino contro la cacciata dei senza tetto. Non si tratta di un caso a sé. Quanto accaduto in questi giorni fa il paio con l’assenza di risposte dell’amministrazione comunale e del governo nazionale ai problemi del lavoro, del reddito, del diritto alla casa, alla salute, del degrado delle periferie urbane».

Roma, Viola in periferia con i candidati

Infine una segnalazione da Roma dove, domani pomeriggio, sabato 3 febbraio, dalle 16, Potere al popolo organizza in piazza a San Basilio, a Roma, l’assemblea di apertura della campagna elettorale. L’incontro si terrà “alla Balena”, su Via Morrovalle, all’angolo con via Pievebovigliana.
«Noi non ripartiamo dalle periferie, noi già siamo nelle periferie – dice Viola Carofalo, capa politica e portavoce di Potere al popolo, che parteciperà all’assemblea – vogliamo dare voce a lavoratori, giovani, donne, a chi voce non ha. Dopo aver raccolto le firme in tutta Italia, siamo pronti ad accettare la sfida: questo paese e questa città hanno bisogno di un nuovo riscatto popolare, che parta dai territori, dalla scuola e dai posti di lavoro».  Sarà un primo momento in cui presentare alla città le candidate e i candidati popolari come: Maria Vittoria Molinari da sempre attiva per il diritto all’abitare nel quartiere di Tor Bella Monaca, Laura Longo ex magistrato di sorveglianza che si è battuta per tutta la vita per i diritti dei detenuti, Stefania Iaccarino ex lavoratrice Almaviva in prima linea nella lotta contro il più grande licenziamento collettivo degli ultimi anni, Zaria Galiano attivissima nel comitato immigrati per il riconoscimento del diritto dicittadinanza, Alessio Bartolami autista dell’Atac che lotta da anni affinché il trasporto pubblico sia un bene comune, Fabrizio Burattini sindacalista da una vita, Gualtiero Alunni portavoce del comitato contro l’autostrada Roma-Latina, Matteo Monaco ricercatore precario impegnato dai tempi del movimento dell’Onda in difesa dell’università pubblica.
#poterealpopolo #elezionipolitiche2018 

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1 Comment

  1. Claudia

    A Roma il No Minniti Day sarà nel quartiere di Primavalle, al parco Anna Bracci, dove il degrado lo fanno le amministrazioni che lasciano nell’incuria parchi e strade!

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