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Genova in 15 oggetti +1

La storia di Genova e della Liguria in una mostra di design che recupera oggetti della tradizione con qualche sorpresa.

 

Che cosa è il turchinetto? o ancora, quanti conoscono la lavanda Coldinava o l’utilizzo del mandillu da gruppu? Questo piccolo quiz che certamente potrebbe mettere in difficoltà molti non liguri, non è poi di così facile soluzione anche per tanti genovesi.

Tutto sarà presto risolto visitando la mostra “Genova in 15 oggetti +1” che apre venerdì 14 dicembre alle 18,00 (fino al 31 gennaio 2019) curata dalla piattaforma per la ricerca e la valorizzazione del made in Italy storico “FattoBene”, presso il nuovo spazio espositivo di Paccottiglia, concept store dedicato ad accessori di design di realtà del territorio o provenienti da tutto il mondo, sito in Via Canneto il Lungo 67, a Genova. 

“Raccontare la storia di Genova in 15 oggetti significa fare un grande lavoro di sintesi per poter trasmettere la ricchezza della sua cultura materiale. Questa città è un luogo infinitamente ricco di oggetti di design ben progettati: dai saponi, ai tessuti, ai rimedi popolari. Ogni cosa qui ha il fascino della storia”, racconta Anna Lagorio, giornalista e co-fondatrice del sito.

Tra i 15 oggetti (il + 1 resta un mistero che verrà svelato solo in loco) c’è anche il già menzionato turchinetto che è l’unico oggetto proveniente dalla Francia utilizzato anticamente dalle lavandaie.

Accompagna il turchinetto, la lavanda di Coldinava, che oggi sta vivendo una nuova fase di popolarità ed è particolarmente apprezzata dagli amanti di profumeria vintage. Sempre in tema di bellezza sono in esposizione i saponi Valobra, nelle loro grafiche originali di inizio Novecento, realizzati ancora oggi con il metodo in “caldaia a cielo aperto” di origine marsigliese  “un contributo prezioso per comprendere la storia dell’industria italiana” – spiega Anna Lagorio, curatrice della mostra.

Tra gli altri oggetti in esposizione troviamo i cannelli di zolfo, rimedio della tradizione popolare, importato dall’America del Sud verso la fine del XIX secolo e, ancora oggi, venduti nelle farmacie come rimedio naturale per dolori articolari. 

Per gli appassionati di archeologia gastronomica ci sono gli stampi di legno per marchiare i corzetti, (pasta tipica della cucina ligure), un tempo, erano utilizzati dalle famiglie nobili per “firmare” la pasta con il proprio stemma.

La sezione dedicata al mare comprende invece alcuni classici come il berretto da pescatore, le candele Nautilus o il Metallor, detergente per ottoni utilizzato da sempre sulle grandi navi, come l’Andrea Doria, o il posacenere del transatlantico Rex, ancora oggi in commercio, grazie a Radif, concessionario unico per le porcellane dei transatlantici che, tuttora ne riedita alcune linee.

“Si tratta di esercitare lo sguardo a notare tutti gli oggetti di uso quotidiano che hanno un significato, nella loro storia e nella loro estetica – spiega Silvia Pesaro eclettica animatrice di Paccottiglia – per lo più sono oggetti di design (quasi anonimo), affascinanti perché hanno resistito al tempo accomunando generazioni diverse di persone e sono ancora oggi in produzione. Dietro questi oggetti c’è la cura della lavorazione, l’identità del luogo dal quale provengono e la storia familiare dell’azienda che li realizza. Molti sono ancora in commercio ma a rischio di estinzione e proprio per questo vanno preservati”.

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