mercoledì 26 settembre 2018

Tintinar di Sciaboletta

Tintinar di Sciaboletta

Che cosa c’è di grave e pesante nelle tante carte sequestrate a Scajola? Da Villa Wanda a Villa Ninina la storia non cambia.

di Federigo Borromeo

Tintinar di Sciaboletta

In una villa a Imperia, pertinenza immobiliare appartenente a Claudio Scajola, noto anche come Sciaboletta, ex ministro degli Interni, ex capo del COPACO, ex parlamentare, tra i fondatori del Partito della Liberà e del PDL, sono stati trovati moltissimi faldoni e files su altri parlamentari, uomini d’impresa, avvocati, situazioni spinose degli ultimi venti anni. La provenienza di questi copiosi materiali sembrerebbe essere dal Ministero dell’Interno e dai servizi segreti italiani.

D’altronde, in una delle intercettazioni sull’intreccio di ndrangheta e malaffare, tra Matacena e Sciaboletta, sui giornali è stata riportata una dichiarazione di quest’ultimo che si vantava del suo “servizio segreto”. A ciò si aggiunge la connessione dei due forzitalioti con la tribù dei Gemayel in Libano a caratterizzazione democristianofascista maronita; i maroniti di osservanza Gemayeliana sono noti, tra l’altro, per le stragi di Palestinesi a Tell el Zataar e a Sabra e Chatila ovvero come boss di traffici e commerci svariati nel Medio Oriente.

Ma cosa è custodito veramente nella dependance di Villa Ninina, a Imperia? I magistrati della Dda di Reggio Calabria cominceranno ad analizzarli personalmente da mercoledì prossimo: molto anomalo il coinvolgimento diretto in primis nell’attività ispettiva da parte dei PM. Sono carte così scottanti da temere sottrazioni e sparizioni fraudolente?

Sui giornali si è letto di documenti coperti da segreto di Stato ma anche di notizie sconvolgenti sul G8 di Genova.

E qui sorgono i dubbi e le quistioni lancinanti.

a) Se Scajola da ministro degli interni e da capo del COPACO (il padre dell’attuale COPASIR) avesse fatto fotocopiare documenti classificati, come ha potuto farlo? A nessuno è dato di acquisire copia di questi files; quindi o ha corrotto dei funzionari pubblici ovvero di notte deve avere fatto numerosi incursioni illegali con la sua squadretta, abusando dell’accesso privilegiato a lui garantito… E comunque non esiste da nessuna parte una spunta dei documenti sottratti o fotocopiati?

b) Scajola era in contatti con leader, alquanto torbidi, di nazioni del Medio Oriente: ha mai condiviso con questi personaggi documenti riservati della Repubblica italiana?

c) Scajola se era in contatti con uomini della ndrangheta ha mai condiviso con questi personaggi documenti riservati della Repubblica italiana?

d) Ci stiamo rendendo conto che si tratta di gravissimi reati contro la cosiddetta personalità dello Stato? Altro che reati di devastazione!

e) I dossier e i files possono essere stati usati per ammorbidire inquirenti e giudici?

f) Quanti uomini politici e delle istituzioni sono stati ammorbiditi con questi dossier?

g) E’ arrivata l’ora di sapere qualcosa di più su Genova e sul G8; non sarebbe male venire a conoscere le catene di comando, gli ordini, gli uomini “coperti” in piazza e alla Diaz. Oppure cosa accadde veramente nella famigerata Sala Situazione..

h) Un pentito di ndrangheta, Oliverio, alcuni mesi fa in una aula di tribunale in Liguria ebbe a dire cose sconvolgenti, che non ebbero la giusta eco ma assumono oggi un significato tragico. Scrive il Messaggero il 19 maggio “Ed è proprio la rete, «il corpo riservato» del quale ha ampiamente parlato il pentito di mafia, Francesco Oliverio nel processo che si sta svolgendo a Imperia, quello che interessa particolarmente ai magistrati. Il collaboratore ha indicato l’esistenza di una sorta di organismo parallelo dello Stato che comprenderebbe membri della massoneria, dei servizi segreti e politici. E che avrebbe collegamenti anche con la criminalità organizzata. Un argomento che sembra stare molto a cuore alla Dda reggina che già lo ha affrontato nella parte di inchiesta che riguarda l’ex tesoriere della Lega, Belsito”. La rete di cui parla Oliverio coincide o no con quella di Scajola? Risulta infine che l’avvocato di fresca nomina di Scajola è l’avvocato d’Ascola, senatore calabrese del NCD , il partitino di Alfano, Ministro dell’Interno, tutto order and law. Tanto per Angiolino il problema di Palermo deve essere il traffeco e a Roma i manifestanti con le bottane di strata. Sarà un caso, quello che però ci assomiglia direbbe Bernanos, ma non è che niente niente la contrapposizione verbale e verbosa tra Alfaniani e Berlusconiani sulle questioni dirimenti esiste poco o punto? Il PD di nulla si accorge nel suo amarsi con l’NCD?

Chissà cosa c’è mai di dossier nei files di Sciaboletta. Si è tutti curiosi.

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