mercoledì 19 settembre 2018

Tre contro uno. Fascistelli in azione a Roma

Tre contro uno. Fascistelli in azione a Roma

Secondo le agenzie gli aggressori sono vicini al Blocco studentesco. «Mi hanno rotto il naso e picchiato quando ero a terra».

di Massimo Lauria

Tre contro uno. Fascistelli in azione a Roma

Tre contro uno. L’hanno bloccato, insultato e poi colpito al naso, rompendoglielo. Non hanno smesso nemmeno quando il ragazzo era steso per terra dolorante e con gli occhiali rotti. L’aggressione ai danni di uno studente nella notte tra il 27 e il 28 giugno scorso a Roma, da parte di un gruppo di fascistelli – legati, secondo le agenzie, al Blocco studentesco – è solo l’ultima di una lunga serie a cui stiamo pericolosamente assistendo. Il ragazzo è ora ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma, con una prognosi di 20 giorni. A rendere noto l’accaduto è stata la segreteria romana della Federazione di Rifondazione Comunista.

Era da poco passata la mezzanotte, quando lo studente che frequenta il liceo Mamiani è stato bloccato a piazza Epiro da due persone, che gli hanno chiesto se fosse antifascista. All’improvviso da dietro spunta una terza persona, che lo colpisce al volto e gli rompe il naso.

«Stavo tornando da casa della mia fidanzata, che abita poco distante dalla mia abitazione – racconta lo studente – quando ho notato due persone ferme in strada. Mi fissavano e sembrava che mi stessero aspettando. Quando ho raggiunto una zona poco illuminata, uno di loro mi è venuto incontro e mi ha chiesto se fossi un antifascista. Gli ho risposto di sì e allora, insieme all’altro che era con lui, hanno iniziato a contestare la mia affermazione, dicendo cose del tipo ‘ma non ti vergogni a dircelo?’ E’ chiaro che si trattava di un pretesto per litigare». Solo a quel punto è intervenuto con un pugno il terzo aggressore.

«Il motivo dell’assalto è il credo antifascista del ragazzo – spiega una nota di Rc di Roma -. La meccanica è sempre la stessa: la vittima viene seguita, poi circondata e insultata, quindi l’assalto alle spalle e i calci mentre è a terra. Sempre la violenza, sempre a tradimento, sempre in superiorità numerica. Niente di più vile e vergognoso».

È ancora la segreteria di Rc a intervenire: «È inaccettabile questo clima di intimidazione costante da parte dei soliti noti nei confronti degli antifascisti e di chi ancora ha il coraggio di non nascondere le proprie idee, specialmente in una città come Roma, Medaglia d’Oro della Resistenza. Esprimiamo la nostra solidarietà al ragazzo aggredito e un augurio di pronta guarigione».

«Non conoscevo nessuno degli aggressori, anche se li saprei riconoscere – aggiunge il ragazzo -. Ho fatto attività politica in passato, frequentando il collettivo della mia scuola. Sul fatto che fossero estremisti di destra non avrei dubbi. Poco prima di prendermi a pugni mi hanno chiamato ‘compagno’. Davvero non so spiegare perché sia successo. Non ho mai ricevuto minacce anche se in qualche occasione sono stato preso di mira verbalmente da un ragazzo legato ad un’organizzazione di estrema destra. Ma non era tra gli aggressori. Almeno credo».

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