7.4 C
Rome
sabato 23 Ottobre 2021
7.4 C
Rome
sabato 23 Ottobre 2021
HomecultureIl Cile non fa più affari con Israele che ancora bombarda Gaza

Il Cile non fa più affari con Israele che ancora bombarda Gaza

Mentre a Gaza si continua a morire sotto i colpi dell’artiglieria israeliana, il Cile prende le distanze da Tel Aviv sospendendo il Tlc. (Video)

di Marina Zenobio

gaza 16 luglio

Dopo il fallimento del negoziato egiziano, Israele è tornato a bombardare la Striscia di Gaza.
Una nottata terribile, la nona dall’inizio dell’offensiva israeliana “Barriera protettiva”, e il numero dei morti palestinesi è arrivato a 202, migliaia i feriti. Gli abitanti di Gaza City, in particolare i residenti dei quartieri di Zeitoun e Shuja’iyya, sono stati anche bersagliati da telefonate dell’esercito israeliano che intimavano di evacuare entro poche ore le loro case. Telefonata arrivata anche al dottor Aishi, direttore dell’ospedale di Al Wafa, l’unico centro di riabilitazione della Striscia, che ospita 17 pazienti di cui 15 in coma. A tutti lo stesso messaggio: lasciate la zona entro le 8 di questa mattina.
La veloce recrudescenza della violenza da parte israeliana – mentre Hamas continua a lanciare i suoi razzi, la maggior parte distrutti prima di raggiungere qualsiasi obiettivo dal Sistema di difesa israeliano Iron Dome – evidenzia che lo spazio per un negoziato, vero, è inesistente.

Il primo ministro israeliano Netanyahu sta però anche combattendo una battaglia interna al suo esecutivo. Ha infatti mandato a casa il vice ministro della Difesa e membro del Likud, Danny Dalon, per aver criticato il suo tentativo di tregua. Mandando un messaggio chiaro su chi comanda, Netanyahu ha dichiarato: “E’ inconcepibile che un vice ministro della Difesa attacchi la leadership del paese mentre è in corso una campagna militare”.

Intanto un primo paese ha preso una posizione chiara riguardo il conflitto. Si tratta del Cile che da ieri ha congelato i negoziati del Trattato di libero commercio (Tlc) con lo Stato di Israele e sta studiando le modalità per il ritiro del suo ambasciatore a Tel Aviv, oltre a chiedere una condanna da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ne hanno dato notizia ieri il gruppo di parlamentari cileno-palestinesi dopo un riunione che si è tenuta lunedì con il ministro degli esteri Heraldo Muñoz. Sede di una numerosa comunità palestinese, in Cile l’aggressione israeliana a Gaza non è passata inavvertita. Già il governo di Michelle Bachelet la scorsa settimana aveva condannato l’aggressione israeliana.
“Il governo cileno condanna energicamente gli attacchi di Israele sulla striscia di Gaza, che hanno provocato un gran numero di vittime civile, tra cui donne e bambini, ed esprime la più profonda preoccupazione per l’escalation della violenza” si legge in un comunicato ufficiale che aggiunge “Il Cile appoggia l’appello dell’Onu per la soluzione di questa grave crisi (…) che permetta la convivenza pacifica di Israele e Palestina, con frontiere sicure e riconosciute a livello internazionale”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Ilaria Cucchi: «Leggete bene quella sentenza»

Ilaria Cucchi commenta la sentenza d'appello del processo per l'omicidio di suo fratello Stefano. Il 22 la VII edizione del memorial

Il G8 in scena, senza tregua. A Genova

Teatro nazionale di Genova, G8 Project 2021, atto secondo. Il paesaggio orribile di un ventennio atroce Senza tregua, come una corsa che la...

Una storia di notizie “buone” o propaganda della povertà?

Le notizie virali di coraggio e carità individuale sottolineano solo quanto sia crudele la nostra società [Kali Holloway]

E il salario minimo vinse il Nobel per l’Economia

Nobel per l'economia a tre ricercatori tra cui David Card che ha sbugiardato la teoria che il salario minimo danneggi l'occupazione [Romaric Godin]

Forza Nuova e l’eterno derby con Casapound

Forza Nuova sempre più violenta per contendere l'egemonia a destra a Casapound. Fino all'assalto alla Cgil [Saverio Ferrari]