martedì 17 Settembre 2019

Mercenari italiani a difesa dei pozzi in Iraq

Mercenari italiani a difesa dei pozzi in Iraq

Vi ricordate di Quattrocchi, il mercenario italiano rapito insieme a tre commilitoni in Iraq e poi sgozzato davanti a una telecamera? Uno dei tre superstiti si chiamava Salvatore Stefio, e con la sua società sta per inviare 1.590 mercenari in Iraq per difendere i pozzi di petrolio mincciati dall’Isil.

 

di Ennio Remondino (tratto da Remocontro)

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La notizia con l’uso di verbi al condizionale viene da “La Stampa” di Torino che di solito è molto attendibile. «Mille mercenari italiani pronti a proteggere i pozzi di petrolio di Erbil. Li starebbe arruolando Salvatore Stefio, l’ex collega di Quattrocchi. Ma lui smentisce». Il pezzo di Francesco Grignetti un po’ dice e molto lascia intendere. Sistema per coprire le fonti e quindi ci viene narrato genericamente di una “Operazione Oro Nero” che sta agitando il mondo dei contractors italiani. “Oro Nero”, quello del Kurdistan iracheno, che l’Italia ha deciso proteggere dagli integralisti anche fornendo armi.

 

Sperando che le due cose non siano collegate tra loro, seguiamo il racconto. Garantire la sicurezza ai tecnici che lavorano ai pozzi. A capo dell’Operazione Oro Nero viene indicato Salvatore Stefio, l’uomo che fu rapito in Iraq esattamente dieci anni fa assieme a Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. Vicenda tragica. Rapiti da terroristi islamici, Quattrocchi fu ucciso, mentre Stefio, Agliana e Cupertino, in ostaggio per cinquantotto giorni, vengono liberati con una operazione dell’intelligence italo- statunitense. Stefio attualmente è il titolare della società «Resurgit». E nega.

 

«Ma io – scrive Stefio sul suo sito – cado dalle nuvole. Ho visto che circola un documento nero che fa il mio nome e quello di Raffaele Gaudiano, ma vorrei io stesso saperne di più. Se avessi bisogno di personale, avrei fatto un avviso pubblico sul mio sito. In totale trasparenza. Così come ho fatto in passato. Quando siamo stati in Libia, o altrove, abbiamo sempre messo gli avvisi sul sito. Così si fa». In più, lui ora si occupa solo di formazione. La sua specialità è la prevenzione dai rapimenti in aree di crisi e, in caso malaugurato di finire ostaggi, in tecniche di sopravvivenza psicologica.

 

Il progetto che sta appassionando i contractor italiani -racconta Francesco Grignetti- prevederebbe l’arruolamento di ben 1.590 persone da inviare in Iraq, una brigata con due comandanti («Comando delle operazioni sarà affidato al signor Gaudiano Raffaele, coadiuvato dal signor Stefio Salvatore»), reparto comando «suddiviso in tre compagnie di settanta uomini per Trasmissioni, Infermeria e Supporti tattici»; reparto radiomobile «di quattro compagnie per Pronto Intervento, Pattuglie, Servizio scorte» con 1.042 uomini; reparto Operatori di sicurezza, con 388 uomini sui siti per la sicurezza dell’area».

 

Se è un falso, come sostengono Stefio e Raffaele Gaudiano, è davvero ricco di particolari. Il tam-tam sui social network parla di committenti: importanti compagnie petrolifere, di turni di tre mesi in missione e quaranta giorni a casa, minimo un anno d’impiego rinnovabile a cinquemila euro al mese. Stipendi più alti ai quindici ufficiali da inserire nella linea di comando. Ma Stefio questa volta se ne resta casa, ad accudire la sua passione politica. “Fronte Patriottico Sociale Nazionalista”, tricolore d’ordinanza e assonanze con altri “Fronti”, oltre ad una simbolica fiamma sulla sigla FP. La vocazione c’è e rimane.

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1 Comment

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    Alido Contucci

    E come se ricordo, io sono un dipendente della Croce Rossa e mi ricordo di Maurizio Scelli ex Commissario dalla Croce Rossa sospettato dei pagamenti di riscatti per liberare i rapiti in Iraq; ricordo bene quel periodo dopo la morte di Quattrocchi e la liberazione degli altri ostaggi, ricordo che il Signor Scelli fece lavorare Stefio in Croce Rossa come responsabile della vigilanza e la moglie di Stefio nel servizio “Affari Internazionali”. Leggendo ll’articolo di Fracassi sembra che non ci siano certezze in merito però ricordando il personaggio deciso ed arrogante non mi meraviglierei se un domani si scoprisse se tutto ciò sia vero, in ogni caso spero solo che in futuro non si ritorni a far passare i mercenari per vittime, e con tutta franchezza faccio i miei distingui tra il mercenario Quattrocchi ed il volontario Enzo Baldoni il giornalista volontario morto sul convoglio della Croce Rossa. Vorrei concludere questo commento ricordando che l’Italia ripudia la guerra e quindi come logica conseguente, inviare mercenari è anticostituzionale

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