21.8 C
Rome
mercoledì 17 Luglio 2024
21.8 C
Rome
mercoledì 17 Luglio 2024
HomecultureGaza: sarà vera pace?

Gaza: sarà vera pace?

Siglato accordo per tregua duratura tra Hamas e Israele. Non tutte le richieste di Hamas però sono state accettate, se ne riparlerà il mese prossimo. Ma l’apertura dei valichi sarà immediata.

di Marina Zenobio

bimba con bandiera palestinese

In queste ore migliaia di palestinesi sono scesi nelle strade di Gaza per celebrare l’accordo per quella che si spera sia davvero una tregua duratura tra Hamas e Israele. E speriamo di non dover mai più pubbicare le drammatiche foto delle conseguenze dei bombardamenti sulla Striscia.

Circa due ore fa, prima dell’inizio del cessate il fuoco, un funzionario israeliano aveva confermato l’accordo tra le fazioni palestinesi e Tel Aviv, aggiungendo però che non tutte le richieste di Hamas sono state accettate: porto, aeroporto e rilascio dei prigionieri sono questioni – ha detto la fonte – che saranno discusse il prossimo mese. In sintesi l’accordo prevede lo stop agli omicidi mirati di leader di Hamas da parte di Israele, l’estensione della zona di pesca e l’apertura dei valichi di frontiera

A dare l’annuncio dell’entrata in vigore dell’accorso di cessate il fuoco, il presidente dell’Anp Mahmūd Abbās in un messaggio televisivo, in cui ha ringraziato l’Egitto, il Qatar e il segretario di Stato Usa Kerry.

Il Ministero degli Esteri egiziano ha fatto sapere che l’apertura dei valichi per Gaza sarà immediata “per permettere l’ingresso urgente di materiale da ricostruzione e aiuti umanitari per la popolazione civile”. Immediata anche l’estensione della zona di pesca a 6 miglia nautiche (seppure gli Accordi di Oslo firmati nel ’94 tra Olp e Israele ne prevedano 20).

palazzo-gaza

E mentre Hamas celebra l’accordo come una “vittoria della resistenza”, scrive uno dei leader dell’ufficio politico, Abu Marzouq, su Twitter, il gabinetto di sicurezza israeliano riporta una seria spaccatura i ministri in merito all’accordo di cessate il fuoco: il ministro degli Esteri Lieberman, il ministro dell’Economia Bennett e quello della Sicurezza Pubblica Aharonovitch si sono opposti alla tregua, ma il premier Netanyahu ha approvato la proposta senza far votare il gabinetto.

Col prolungarsi del conflitto con Hamas il sostegno al premier israeliano Benyamin Netanyahu per la conduzione delle operazioni militari e’ crollato. Ha toccato l’82 per cento il mese scorso con l’inizio delle operazioni terrestri a Gaza; la settimana scorsa, quando era in vigore un fragile tregua, era calato al 55%. Negli ultimi giorni, con la ripresa massicci lanci di razzi da parte di Hamas su Israele – secondo quanto riferito dalla tv Canale 2 – è arrivato al 38 per cento.

L’accordo è entrato in vigore nel 50° giorno di un conflitto che ha ucciso 2.130 palestinesi, la maggior parte civili, distrutto migliaia di case e di edifici in tutta Gaza, trasformando in sfollati 1,7 milioni di abitanti la Striscia. Da parte israeliana sono stati uccisi 64 soldati e cinque civili.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Dietro lo stallo del Nuovo Fronte Popolare, due strategie opposte

Francia, la sinistra è lacerata su un governo destinato a durare poco. I socialisti stanno inviando segnali di apertura al campo macronista [Mathieu Dejean]

E’ sbagliato tifare per la Nazionale? Noi compagni e il calcio

Europei: football, politica e società. Uno sguardo con gli occhi di un socialista inglese [Dave Kellaway]

Francia, la gauche in stallo, cresce l’impazienza popolare

Duello Ps-LFI per chi guiderà il governo del NFP. Ma intanto Macron punta a dividerlo. Se resisterà sarà solo per la pressione dei movimenti

Il passepartout del sionismo

L'accusa di antisemitismo e altre sfumature retoriche per negare le responsabilità di Israele nel massacro di Gaza

Strega, storie di donne sull’orlo d’una crisi d’identità 

Donatella Di Pietrantonio vince il premio Strega 2024. La famiglia come filo conduttore della sestina