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Home culture Ucraina/Il nazista Fontana: «Questa è la guerra. Sono qui per uccidere»

Ucraina/Il nazista Fontana: «Questa è la guerra. Sono qui per uccidere»

Alcuni volontari nazisti che combattono tra le fila del battaglione Azov escono allo scoperto e si lasciano intervistare. Arrivano da tutta Europa per sfidare i russofoni del Donbass.

 

di Franco Fracassi

«Io sono volontario. Non ricevo denaro in cambio di quello che faccio. Mi sono pagato il biglietto per venire in Ucraina. Questa esperienza l’ho sognata per tutta la vita. Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere». Francesco Fontana è un fascista italiano di Terza posizione che combatte nell’Ucraina orientale tra le fila del battaglione Azov, la brigata internazionale nazista inserita tra le truppe dell’esercito ucraino. Il cinquantatreenne Fontana non ha mai nascosto la sua militanza politica, e nemmeno il suo coinvolgimento nella guerra (ha perfino inviato una lettera aperta a Popoff, nella quale ha spiegato le sue ragioni). L’ultima intervista l’ha rilasciata al canale “Russia 1”.

 

Sull’avambraccio spicca un tatuaggio di uno squalo. Fontana ha prima aderito a Pravy Sektor, poi è entrato nella fila del battaglione “Azov”. Come lui molti altri italiani.


Il servizio di “Russia 1”.

 

Percorso identico a quello del trentasettenne Mikael Skilt, di professione cecchino, per cui ha ottenuto anche un’onorficenza dal ministero dell’Interno ucraino («miglior assassino internazionale»). «È una sensazione speciale quando il tuo cuore sta battendo forte e senti le pallottole fischiare intorno a te. E poi quel sibilo che accompagna ogni mio sparo. Fantastico! Ho sentito dire che su di me hanno messo una taglia da ottanta dollari. Non si sono sprecati troppo». Skilt ha servito nell’esercito svedese. È divenuto membro di Pravy Sektor prima del massacro di Maidan.

 

«Vi inviatiamo ad aderire al battaglione Azov. Non verrete pagati. Ma soddisferemo i vostri desideri a Kiev. I candidati forniscano informazioni sulla loro situazione familiare e sociale. Fateci sapere se siete pronti a prendere parte alla battaglia, o se preferite addestrare le giovani reclute. Al vostro arrivo a Kiev verrete accolti da un camerata che parla inglese. Inoltre, riceverete vitto e alloggio nella nostra base che si trova nel sud-est del Paese». Colui che ha scritto questo annuncio e poi selezionato e arruolato migliaia di volontari, giunti da tutta Europa, è un ex militare delle forze speciali francesi (Laos, Birmania, Suriname). Si chiama Gaston Besson, ha quarantasei anni, è dichiaratamente nazista ed ha combattuto come mercenario anche in Croazia e in Bosnia (tra le fila degli ustascia). «Nella ex Jugoslavia la mia unità era famosa per la crudeltà e la spietatezza con cui trattavamo i serbi, anche i civili. Qui in Ucraina sono venuti per combattere dalla Finlandia, dalla Norvegia, dalla Svezia, dall’Inghilterra, dalla Francia, dall’Italia… Non ci interessano i fanatici. Abbiamo bisogno di gente con esperienza militare. Professionisti. Nessun interesse nella politica. Ma solo nella guerra. Ogni giorno riceviamo quindici nuove richieste di adesione da parte di volontari», ha dichiarato Besson.

 

In realtà, una forma di ricompensa per i membri di Azov esiste, anche se non si sa se ne abbiano mai usufruito. Stan Patton, ex dipendente della più grande società del mondo di mercenari (Academy), che è presente anche in Ucraina, ha scritto su Twitter che ogni colpo di mortaio andato a segno verrà pagato cento dollari, che diventeranno duecento se l’obiettivo è la distruzione di infrastrutture logistiche, e addirittura trecentocinquanta se distruggerà un palazzo di abitazioni.


Un servizio di “Al Jazeera” sull’addestramento del battaglione Azov. Fontana è stato uno degli intervistati.

Militanti di Casa Pound sostengono la causa del nuovo governo ucraino a Kiev.
Militanti di Casa Pound sostengono la causa del nuovo governo ucraino a Kiev.

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