12.8 C
Rome
domenica 24 Gennaio 2021
12.8 C
Rome
domenica 24 Gennaio 2021
Home culture Sainkho Namtchylak, la sua è la voce degli sciamani

Sainkho Namtchylak, la sua è la voce degli sciamani

Può succedere che la musica e il canto spalanchino davvero le mura di uno spazio chiuso. E’ appena successo a Genova nell’ambito della 23esima edizione del Festival musicale del Mediterraneo

da Genova, Claudio Marradi

Sainkho-Namtchylak-photo-by-Konstantin-Lunaire

E questa stanza non ha più pareti, ma alberi infiniti… Quelli delle foreste di betulle siberiane della repubblica di Tuva, per la precisione.

Può succedere che la musica e il canto spalanchino davvero le mura di uno spazio chiuso. Succede alle pareti affrescate del Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale a Genova, con il concerto per sola voce di Sainkho Namtchylak (il video è di repertorio, ndr) nell’ambito della 23esima edizione del Festival musicale del Mediterraneo. Considerata una delle più grandi conoscitrici al mondo di canto armonico, la stessa tecnica che usava Demetrio Stratos, Sainkho è un’autentica sacerdotessa orientale del canto tradizionale xöömej e la sua voce ha caratteristiche timbriche che la rendono unica. Spazia infatti dai suoni acuti a quelli più gravi con un’estensione prodigiosa, acquista singolare intensità per improvvisi cambiamenti di vibrazioni, alternando toni densi e scuti e trasparenze vertiginose. Perché la sua è la voce degli sciamani siberiani, ovvero di un culto antichissimo che ancora coesiste col buddhismo tibetano e col cristianesimo ortodosso, che sono le religioni attualmente maggioritarie in quello spicchio di Asia centrale che appartenne al fu impero sovietico.  Sciamana elettronica che con l’ausilio di due giradischi e una consolle da dj evoca, su una base techno e jazz, paesaggi interminabili di catene montuose alte fino a 4 mila metri e laghi alpini, solitudini di pastori erranti di leopardiana memoria e aurore boreali.

Innumerevole esistere le sgorga ora dalla bocca e il suo esile corpo è scosso, come posseduto da tutte quelle presenze che sembrano affollarsi in lei per manifestarsi: lupi e orsi siberiani, prede e predatori, aquile e marmotte, spiriti e demoni dei boschi.   Creatura lei stessa tra le creature, infine, gracile come un uccellino, trilla e salta di foglia in foglia in quell’intrico di rami che la sua stessa voce ha intrecciato. Sempre più in alto, sola, irraggiungibile.

E allora forse si, è possibile: in principio, prima ancora del Verbo, fu il Canto.

Sainkho Namtchylak

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Marasma, il serial killer nei manicomi

Bambini e le donne segregate ingiustamente nei manicomi prima della legge 180. Un documentario e un seminario su Zoom

Regolamento di conti al Campidoglio: Raggi fa fuori il suo vice

Roma, la sindaca Raggi dimissiona Luca Bergamo, assessore alla Cultura. L'Arci: «Si sancisce il più tetro inverno della progettazione culturale»

NoTav, la protesta di Dana alle Vallette, 32 condanne al maxiprocesso

Dana Lauriola, portavoce No Tav in sciopero della fame a oltranza con altre due detenute per rivendicare i diritti negati nel carcere delle Vallette

Di cosa è davvero fatta la democrazia più grande del mondo

Usa, fascismo, cortine fumogene e alternative. I fatti del 6 gennaio a Washington funzionano come rivelatore [Daniel Tanuro] 

L’altra faccia della crescita cinese

Cina. 503 scioperi in sei mesi. I lavoratori non si compiacciono che vengano compressi i loro salari [Francisco Louçã]