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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Roma, ecco Atzmoon, errante antisionista

Jazzista e scrittore, Gilad Atzmonn sarà oggi alla Sapienza per presentare il suo ultimo libro sulla costruione dell’identità ebraica

 

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GIOVEDI 9 OTTOBRE BIBLIOTECA DEL DIPARTIMENTO DI STORIA CULTURE E RELIGIONI DELLA FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA LA SAPIENZA

ore 15:00 Presentazione del libro “L’errante Chi?” con l’autore Gilad Atzmon

Intervengono: Piero Bevilacqua ordinario Storia Contemporanea, Tommaso Di Francesco, giornalista e scrittore

ore 18:00 Concerto Jazz (ingresso gratuito con donazione libera) GILAD ATZMON – Alt Sax

BBC Jazz album of the year 2003, HMV Top Dog Award @ Birmingham International Jazz Festival

Roberto Raciti – Bass, Federico Scettri – Drums, Gino Boschi – Guitar, Mauro Pallagrosi – Sax

Gilad Atzmon (1963) è un musicista, scrittore e attivista israeliano e dal 1994 vive a Londra. Ha ricevuto vari riconoscimenti in ambito musicale e il suo album Exile è stato premiato come il migliore album jazz del 2003 dalla BBC. I suoi due romanzi Guide to the Perplexed (Serpent’s Tail, 2002) e My One and Only Love (Saqi Books 2004) indagano le categorie dell’ebraismo e del sionismo sul terreno della piscologia. Il suo ultimo volume invece, The wandering who? è un vero e proprio saggio sulla costruzione dell’identità ebraica che ha suscitato un vivo dibattito all’interno del mondo sionista e non solo. È stato fino ad ora tradotto in dieci lingue.

«L’errante chi? di Gilad Atzmon offre molte intuizioni illuminanti e riflessioni critiche sull’etnocentrismo ebraico e sull’ipocrisia di chi parla in nome dei valori universali ma agisce per il mantenimento della condizione tribale. Facendo affidamento sulle esperienze autobiografiche ed esistenziali, e anche su osservazioni degli aspetti intimi della vita di ogni giorno, sostenute entrambe da una profonda capacità di introspezione, Atzmon fa quello che molti critici di Israele non riescono a fare: scopre i legami tra la politica dell’identità ebraica della diaspora con il sostegno incondizionato che questa da’ alla politica di oppressione dello Stato di Israele. Atzmon ci offre una visione profonda della politica del “neo-ghetto”. Ha il coraggio così vistosamente assente tra gli intellettuali occidentali – di dire la verità ai potenti, ricchi e autorevoli sionisti che decidono l’agenda della guerra e della pace nel mondo di lingua inglese». (James Petras, professore di Sociologia alla Binghampton University, New York)

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