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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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HomecultureSesso in cambio di ospitalità. 18 secondi per capire una bufala

Sesso in cambio di ospitalità. 18 secondi per capire una bufala

Ma c’hanno creduto i soliti Libero, Panorama, Il Messaggero – tanto per dire – e perfino Il Fatto. Un blogger li ridicolizza: in 18 secondi avrebbero capito che era una bufala

di Ercole Olmi

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“Sesso in cambio di ospitalità”: Il Fatto quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/01/sesso-in-cambio-ospitalita-dalla-cina-19enne-ju-peng-lancia-bedsurfing/1184474/), Panorama, LiberoQuotidiano, Unione Sarda.it, il Messaggero, il Tempo, TgCom hanno rivelato pochissimi giorni fa, la storia di una diciannovvenne cinese, Ju Peng, che su weibo (il twitter cinese) annuncia di voler fare il giro del mondo e di offrire una notte di sesso a chi sia disposto a ospitarla. E’ il “bedsurfing”, secondo gli informatissimi organi sopra citati.

Bene, sono bastati 18 secondi a chi gestisce il blog http://www.nonmiricordo.com per capire che si tratta di una bufala. Ecco una parte del suo racconto: «Così, stancamente, ho provato a fare il lavoro che dovrebbe fare qualsiasi giornalista. Ho inserito la foto su google immagini (lo sapete, vero, che inserendo una foto si possono cercare tutte le corrispondenze della stessa immagine sull’intero web? Vero che lo sapete?) e … indovinate un po’? (rullo di tamburi) … È una bufala! E attenzione, A T T E N Z I O N E… vi dirò di più: nel resto del mondo lo sanno già. “Chinese girl offering sex to pay for travel is a hoax” titolava il Telegraph DUE GIORNI FA (http://www.telegraph.co.uk/women/womens-life/11197583/Chinese-girl-offering-sex-to-pay-for-travels-is-a-hoax.html). La bufala è stata infatti creata -come spesso accade di questi tempi- per promuovere un’applicazione per il telefonino che si chiama Youjia, una sorta di clone di Tinder.

Per scoprirlo io ho impiegato ben 18 secondi, senza muovermi dalla mia scrivania. In Italia, invece, si continua a discutere sulla dubbia moralità della giovane cinese. In Italia, oggi, 1 novembre 2014, ci sono testate nazionali che continuano a proporci questa notizia come vera. Certo, direte voi, per scoprirlo c’è bisogno di essere dei grandi giornalisti… ah eh, e bisogna conoscere l’inglese. E saper usare un motore di ricerca. Non è da tutti, lo so. Scusatemi se mi do delle arie, sono un ragazzo presuntuoso.

Quindi chi è la mignotta? Ju Peng o il giornalismo italiano? A voi le restanti considerazioni in merito».

Chapeau!

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