2.8 C
Rome
sabato 29 Gennaio 2022
2.8 C
Rome
sabato 29 Gennaio 2022
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
HomecultureAddio a Mike Nichols, regista de Il laureato

Addio a Mike Nichols, regista de Il laureato

È morto a 83 anni uno dei registi che ha segnato la storia del cinema e che ha fatto della qualità il centro della sua filmografia. Popoff lo ricorda così

di Giorgia Pietropaoli

mikenichols

«Ma per Dio, Signora Robinson, voi mi avete fatto entrare in casa vostra. Mi avete dato da bere. Avete messo su un disco, ora state cominciando a rendermi parte della vostra vita privata e mi dite che vostro marito torna tardi… Signora Robinson voi state cercando di sedurmi, non è così?».
Era il 1967, il film era Il laureato, secondo lungometraggio di un regista che, con quella pellicola, avrebbe vinto un Oscar l’anno successivo: Mike Nichols.
Mike Nichols è morto ieri, a ottantatré anni, lasciando, a noi che rimaniamo, film di qualità che hanno cambiato la storia del cinema. Film che hanno preso attori sconosciuti e li hanno resi celebri, film che sono diventati oggetti di culto per schiere di cinefili e per intere generazioni.

«Non ho mai capito le persone che dividono i drammi e le commedie, ci sono più risate in Amleto che in molte commedie di Broadway». Raccontava così il suo punto di vista sul cinema nel 2004 in un’intervista ad Associated Press.
Nato in Germania nel 1931 da una famiglia di origini ebraiche, emigrò negli Stati Uniti nel 1939 con la promulgazione delle leggi razziali. A New York entrò nell’Actor’s Studio e negli anni cinquanta curò, a Broadway, la regia di alcune commedie pervase da elementi critica e satira sociale, tipici ingredienti che inserirà in molti suoi film. In “tarda età” (aveva trentacinque anni), si dedicò al cinema e iniziò la sua carriera con il magnifico Chi ha paura di Virginia Woolf?.
Da lì in poi la sua carriera sarà ricca di riconoscimenti e, soprattutto, costruita su film versatili e innovativi.

«Un regista può far accadere una pièce davanti ai tuoi occhi facendoti sentire parte di essa ed essa parte di te. Se lo si fa bene, non c’è mistero. Non c’è niente di misterioso, è la nostra vita».
Lo ricordiamo così, con le sue pièce, i suoi film che sono anche la sua vita. E un po’ anche la nostra.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Manganellate sugli studenti dopo l’omicidio di Lorenzo

Mobilitazioni in molte città per ricordare Lorenzo Parelli, studente ucciso mentre era in alternanza scuola lavoro

Ian Anderson: «Travestirsi era divertente ma…»

Esce The Zealot Gene, il nuovo disco dei Jethro Tull. Graham Fuller ha intervistato Ian Anderson per The Guardian

La mappatura del nazi

Antifascist Europe , una mappa dei nazi-fascisti di tutta Europa, i loro collegamenti internazionali e le risorse finanziarie 

I nazisti ucraini nei giochi di guerra tra Putin e Biden

La CIA sta segretamente addestrando gruppi nazisti anti-russi in Ucraina dal 2015 [Branko Marcetic]

A #BlackLivesMatter serve un programma economico

In un paese che ha sempre usato la razza per giustificare la disuguaglianza, porre fine alla brutalità della polizia è solo l'inizio