domenica 16 dicembre 2018

Corteo a Roma: “giù le mani dalla città”

Corteo a Roma: “giù le mani dalla città”

Manifestazione della Rete “Per il diritto alla città” contro privatizzazioni, sgomberi, sfratti e la mafia che fa affari sulla pelle di immigrati rom e rifugiati

manifestazione Roma, 13 dicembre 2014

Nelle stesse ore in cui il dominus di “mafia capitale”, Massimo Carminati, con buona parte dei membri della banda venivano trasferiti nel carcere di Tolmezzo (Udine) in regime di massima sicurezza, mentre l’altro arrestato eccellente, dominus delle coop sociali di Roma e uomo del Pd Salvatore Buzzi veniva trasferito nel carcere nuorese di Badu ‘e Carros, le vie della capitale si sono riempite dell’altra Roma. Sono le migliaia di persone della Rete “Per il diritto della città” che hanno dato vita ad un corteo che da Piazza Vittorio, all’Esquilino, è arrivato fino a San Lorenzo.

Al centro dei temi della manifestazione che riunisce centri sociali e comitati territoriali, la speculazione edilizia, lo sgombero degli spazi sociali, gli sfratti, la privatizzazione dei servizi, i distacchi illegali dell’acqua e il razzismo. Per dirla in poche parole una protesta contro quella guerra tra poveri scatenata da precarietà e impoverimento, contro le politiche di austerity che tengono in ostaggio la città, contro i Roma manifestazione 13 dic 2014vincoli del bilancio Salva Roma che imporrano nuovi sacrifici, contro la guerra di correnti all’intero del centrosinistra capitolino e, ovviamente, i recenti dettagli emersi dall’indagine sulle mafie nella Capitale che fanno affari nella crisi e sulla pelle di immigrati e rifugiati. Secondo la Rete “gli spazi sociali, le occupazioni abitative, i comitati territoriali, i luoghi di produzione culturale indipendente, le esperienze di autogestione e di welfare dal basso costituiscono un grande bacino sociale e solidale, una risorsa irrinunciabile per Roma che l’amministrazione dovrebbe tutelare o valorizzare”. Un riferimento neanche tanto celato agli sgomberi dell’Angelo Mai, del Teatro Valle, del Cinema America, del Volturno o delle Fonderie Bastianelli.

Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta “Questa città di chi pensi che sia?”, tante mani giganti, bianche, contro quelle nere della “mafia romana” e lo striscione esposto sul camion di testa: “Mafia Capitale, Capitale Mafia, Roma si ribella!”, è quello esposto sul camion di testa, e ancora gli slogan che hanno scandito il percorso del corteo: “Né pubblico né privato, Comune”, “Giù le mani dalla città”, “La città è di tutti, anche nostra”.

Tra le oltre 200 realtà partecipanti, c’erano anche gli attivisti di “Libera Repubblica di San Lorenzo”, con i suoi gonfaloni colorati, Movimenti per l’Acqua, Gruppi di allaccio popolare nonché migranti, studenti e famiglie con bambini in carrozzina. Al corteo ha partecipato anche Nunzio D’Erme, uno dei leader storici dei movimenti antagonisti ma anche ex consigliere comunale di Roma, arrestato lo scorso 24 settembre per aver preso parte a maggio agli scontri scaturiti in seguito al tentativo di allontanare alcuni militanti di Militia Christi che si erano infiltrati a un convegno sull’omofobia a Cinecittà.
La manifestazione romana si è svolta tranquilla e festosa, senza togliere spazio alla rabbia di chi protesta per il diritto alla città. Davanti all’ingresso dell’Atac di via Prenestina, nei pressi del Pigneto, un gruppo di attivisti in tuta da Super Mario ha scritto in terra con vernice bianca “No privatizzazioni” ed esposto uno striscione con la scritta: “mafiosi, politicanti, fascisti, speculatori: giù le mani dalla città”, sormontato da grandi mani nere. L’azione è stata accompagnata dall’esplosione di alcuni petardi; qualche momento di tensione quando un uomo ha tentato di scalvare il cancello dell’Atac ma è stato fermato dagli stessi attivisti.
Il corteo è poi proseguito lungo la via Prenestina fino al quartiere di San Lorenzo dove si è concluso.

Roma manifestazione 13 dicembre 2014

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