0.9 C
Rome
giovedì 9 Dicembre 2021
0.9 C
Rome
giovedì 9 Dicembre 2021
si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

OLTREPOP

E SAI COSA BEVI!!!
Homepadrini & padroniCroazia: vince Kolinda, il vento nazionalista risoffia su Zagabria

Croazia: vince Kolinda, il vento nazionalista risoffia su Zagabria

La vittoria della Kitarovic ha riportato l’Hdz alla Presidenza della Repubblica, dopo una campagna elettorale vuota di contenuti e infarcita di nazionalismo

di Carlo Perigli

51811-il-nuovo-presidente-croato-kolinda-grabar-kitarovi-festeggia

Da ieri Il vento nazionalista è tornato ufficialmente a soffiare sulla Croazia, in seguito alla vittoria ottenuta alle elezioni presidenziali da Kolinda Grabar Kitarovic, candidata dell’Unione democratica croata (Hrvatska demokratska zajednica– Hdz), che al ballottaggio ha ottenuto il 50,74% dei voti. Finisce così la presidenza di Ivo Josipovic, candidato liberale della coalizione di centro-sinistra, rimasto al palo con il 49,26% delle preferenze.

L’Hdz riprende così la Presidenza della Repubblica, al termine di una campagna elettorale caratterizzata dalla mancanza di contenuti da entrambe le parti. Un contesto che ha indubbiamente favorito la Kitarovic, che ha così potuto attingere a piene mani dal repertorio nazionalista proprio del partito dell’Unione democratica, il partito fondato da Franjo Tudjman nel 1989 ed apertamente ispirato al regime fascio-ustascia instaurato da Ante Pavelic durante la seconda guerra mondiale. Un pizzico di retorica anti-serba, e un richiamo all’orgoglio croato, il tutto condito da vaghe promesse di ripresa economica e violà, il gioco è fatto

Una svolta a destra che, per quanto fosse ritenuta improbabile dagli analisti, era già nell’aria da qualche tempo. Dagli incidenti di Vukovar, con il crescente sostegno della popolazione nei confronti dell’estrema destra, intenta a togliere con la forza la segnaletica bilingue, all’episodio di cui si rese protagonista il capitano della Nazionale di calcio Josip Simunic, quando, al termine dell’incontro con l’Islanda, incitò il pubblico con il saluto ustascia “Za dom spremni” (per la patria pronti), l’opinione pubblica si è progressivamente mostrata sempre più sensibile ai temi cari al nazionalismo croato.

In un contesto simile, non poteva non fare breccia l’immagine di Kolinda Kitarovic, donna di prestigio che lascia un incarico presso un’organizzazione internazionale (la Nato, ma evidentemente sono dettagli) per salvare il proprio Paese sull’orlo della bancarotta, con un debito pubblico pari al 67,1% del Prodotto nazionale e una disoccupazione ormai stabilmente ancorata intorno al 20%. Poco importa se la stessa Kitarovic fosse esponente della classe politica autrice del disastro e che abbia ricoperto la carica di ministro degli Esteri del governo Sanader, condannato a nove anni per aver architettato uno schema tramite il quale fondi pubblici sono finiti nelle casse dell’Hdz, oltre che sul conto corrente dell’ex primo Ministro. Uno scandalo che coinvolse anche il tesoriere, il contabile e il portavoce del partito, condannato in sede civile a risarcire lo Stato con una cifra vicina ai 4 milioni di euro.

Roba vecchia, già caduta nel dimenticatoio e poco importa se per risolvere la crisi economica la Kitarovic sia riuscita solamente a dire che «la Croazia è in crisi perché c’è un atmosfera di pessimismo, sconforto e mancanza di immaginazione, abbiamo bisogno di unità, ottimismo e nuove idee». Slogan vuoti, simili, anche in maniera imbarazzante, alle dichiarazioni sui ‘gufi’ di casa nostra, che hanno rilanciato l’Hdz nella scena politica croata, in vista delle elezioni politiche di fine anno.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Meglio tardi che mai! Bentornato sciopero generale

Cgil e Uil: lo sciopero generale per il 16 dicembre. Pd imbarazzato. La Gkn: «Convocazione tardiva ma lo sciopero deve riuscire»

Grounded! Cosa ha fatto al mondo un anno senza volare?

Nel marzo 2020 l'aviazione si è fermata. Cosa ha significato per i nostri lavori, i nostri orizzonti e il pianeta? [Cal Flyn]

Non c’è ghiaccio, il panico nella capitale degli orsi polari

Churchill, Canada: la capitale mondiale degli orsi polari è rimasta senza ghiaccio per la prima volta con gravi conseguenze [Leyland Cecco]

Ma chi governa davvero il mondo?

Quanto potrebbe costare una Repubblica delle Banane? Un tentativo di determinare chi governa davvero il mondo [Olúfémi O. Táíwò]

Godard: «Dopo il contrario di tutto, vi dico il contrario di niente»

In un momento che sembra segnare la fine di un'epoca, Mediapart ha intervistato Jean-Luc Godard. Ma niente è andato come previsto [Ludovic Lamant e Jade Lindgaard]