Ultimatum alla Grecia

Ultimatum alla Grecia

Varufakis non firma documento Eurogruppo “è stato modificato all’ultimo momento”. Tsipras “la Grecia ha bisogno di tempo non di altri prestiti”

Marina Zenobio

Tsipras e Varoufakis

La riunione di ieri dei 19 paesi che compongono l’Eurogruppo è finita senza un accordo sul futuro dell’assistenza finanziaria ad Atene e con un ultimatum che dà alla Grecia tempo fino a venerdì per decider se vuole un ampliamento del suo programma di salvataggio.
Il primo ministro greco Tsipras ha risposto che la Grecia non ha bisogno di un prolungamento del prestito ma di tempo per organizzare il pagamento di quello già in atto che ha portato i paese in una vera e propria crisi umanitari, rifiutando così ancora una volta gli aiuti dei partner europei e del Fondo monetario internazionale.
Il prestito comporterebbe come contropartita il controllo della troika che Atene rifiuta e, anche se a Bruxelles è stato già deciso che il nome troika sarà cancellato, rimane la sostanza, vale a dire rimarrà il controllo sull’applicazione degli impegni di bilancio da parte della Bce, della Commissione europea e del Fondo monetario.
Atene vuole invece attingere agli utili realizzati dalla Bce con i titoli greci ed emettere dei titoli a breve per poter arrivare al prossimo settembre con un piano di riforme.
Ma è sul versante delle riforme che le distanze tra Grecia e Troika restano più forti, a partire dal mercato del lavoro e dalla reintroduzione del contratto collettivo di lavoro cancellato dal precedente governo greco.
Contrasti ci sono anche sulle privatizzazioni su cui Tsipras non vuole cedere perché in una fase come questa significherebbe svendere. E infatti ha bloccato in questa logica buona parte della vendita del porto del Pireo ai cinesi.
La strada resta quindi lunga e difficile, ma tutti sono concordi che non c’è sul tavolo l’uscita della Grecia dall’Euro.

Il comunicato modificato all’ultimo secondo

Riguarda all’ultimatum si è espresso anche il ministro delle Finanze greco, Yanis Varufakis dichiarando in conferenza stampa dopo il fallito incontro all’Eurogroppo che “nella storia dell’Unione Europea nulla di buono è mai uscito da un ultimatum”. Ma ha anche denunciato che nell’incontro di ieri con l’Eurogruppo si era arrivati ad una bozza di comunicato congiunto che, inspiegabilmente, è stato modificato all’ultimo motivo condizionando la firma della Grecia.

Riportiamo uno stralcio dell’intervento di Varufakis di ieri in conferenza stampa a Bruxelles.

“Nel processo odierno abbiamo parlato appunto di una bozza di un comunicato che avrei anche firmato, era un comunicato che riconosceva in qualche modo la crisi umanitaria in Grecia, dove si parlava anche di una proroga o comunque della necessità di una proroga rispetto all’attuale programma. Ciò avrebbe assunto in qualche modo la forma di un programma intermedio su quattro mesi come fase transitoria per la Grecia. Il comunicato, questa bozza di comunicato che io avevo visto, affermava anche che la Commissione europea avrebbe fornito assistenza tecnica alla Grecia per poter accelerare anche l’attuazione delle riforme.

Sulla base di questa intesa raggiunta fra me e il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, noi avremmo fatto richiesta appunto di una proroga dell’accordo e su quella base eravamo pronti a firmare proprio per accelerare la procedura, renderla più efficiente e più equa. Noi eravamo pronti a offrire un certo numero di convenzionalità che i nostri partner richiedevano proprio per creare un rapporto di fiducia tra le parti. Questo l’ho spiegato all’Eurogruppo, noi abbiamo ribadito di essere disposti a non adottare azioni durante questa fase di accordo diciamo, interinale e provvisorio,che non avremmo adottato nessun tipo di azione che, in qualche modo, avrebbe creato problemi di stabilità all’interno della Banca Centrale Europea.
Non ci dovevano quindi essere imposte delle misure che sono misure recessive sulla base dell’attuale situazione greca: quindi non aumento dell’Iva e neppure tagli alle pensioni, soprattutto in quelle regioni della Grecia che proprio all’inizio della scorsa estate avevano dimostrato essere sottoposta ad una grossa crisi umanitaria.
Purtroppo questo documento che io ero disposto a firmare è stato ritirato alcuni minuti prima della firma dal presidente dell’Eurogruppo, ed è stato sostituto da un altro documento che ci riportava non indietro allo scorso giovedì ma addirittura allo scorso mercoledì

Questa le parole del ministro delle finanze greco Varufakis in riferimento al documento presentato dall’Eurogruppo e che Atene si è rifiutata di firmare perché modificato all’ultimo secondo. Sotto la foto del documento contestato pubblicata da SkyTg24

l testo contestato diffuso da SkyTg24

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