domenica 18 novembre 2018

Genova, le cianfrusaglie e la legalità

Genova, le cianfrusaglie e la legalità

L’ossessione per il decoro, la paura dei ceti medi impoveriti, il mito della legalità dal basso, la realtà della guerra dei peunultimi contro gli ultimi

da Genova, Federico Morchio

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Al Porto Antico è in corso una battaglia per un mercato “abusivo” sito nel centro città, frequentato da migranti che vendono cianfrusaglie recuperate dalla spazzatura. Fenomeno attivo da diversi anni, negli ultimi mesi il clamore intorno alla vicenda si intensificato con la richiesta da parte di numerosi circoli di quartiere, comitati, associazioni per la rimozione in nome della legalità. Appoggiano la causa i canditati di tutti gli schieramenti alle imminenti elezioni regionali. Anche i giornali da diversi i mesi affrontano “quotidianamente” il tema dello sgombero, e siccome per una volta si evoca a gran voce e dal “basso” la legalità, proviamo ad attirare uno sguardo più ampio del consueto.

Penso alla mia città, Genova, e penso a noi, i suoi abitanti. Penso alle nostre parole, all’esigenza di risposte perché ci riscopriamo finalmente stanchi del degrado, dell’incuria, di un menefreghismo ubiquo delle istituzioni, tutti accezioni diverse che infine abbiamo formulato con un’unica e chiara richiesta; legalità.

Penso al cuore antico della mia terra, al suo capoluogo, teatro di storia, di meraviglie, biglietto da visita a un passo dal porto per chiunque la voglia scoprire e ammirare, e penso allo scempio quotidiano di centinaia di teli buttati per terra con sopra cianfrusaglie raccattate dalla spazzatura, recuperate chissà dove.

Penso alla folla caotica che invade la strada a un passo dalla cattedrale, immigrati senza permesso dediti al mercanteggio selvaggio, nessuna licenza, nessuna tassa, pura e semplice anarchia dove si vendono posate arrugginite, scarpe spaiate, giacche consunte.

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E allora penso alla legalità, a quelli distanti pochi metri che tutti i mesi versano il dovuto alle casse dello stato, pagano gli affitti, annaspano tentando di non affogare in una crisi tragica, e penso quale privilegio abbia quel mercato abusivo per non rispettare le stesse regole, il decoro.

Penso ai comitati cittadini, alle associazioni dei commercianti, alle singole persone, finalmente tutti uniti per richiedere a gran voce il rispetto della legalità alle inesistenti istituzioni.

Già, penso alla legalità, perché è quello di cui sentiamo tutti il bisogno, noi, la gente della nostra città, Genova. Penso a lei, e la mente torna a pochi mesi fa, quando la vidi dilaniata dall’ennesima alluvione, sommersa dal fango, distrutta per interi quartieri dove in molti persero tutto.

Penso a noi genovesi, a quelli della mia generazione, i ragazzi, pronti a rimboccarsi le maniche per ridare vita all’orgoglio che ci contraddistingue, senza lacrime, solo pale e secchi a lavare una ferita profonda. Penso al fiume esondato perché soffocato dai palazzi, occluso dagli anni di abusivismo edilizio senza regole che ha affossato il territorio in una morsa di cemento senza sbocchi, penso alle vittime di questo scempio, e penso ai carnefici, a quelli che ci hanno lucrato, guadagnato senza remore.

Penso a tre anni prima quando per le stesse ragioni morirono sei persone di cui due bambini. Penso che la legalità non l’avrebbe permesso. Penso alla crisi profonda in cui è affossato il mio territorio, alle aziende che chiudono, agli artigiani in fallimento, ai negozi distrutti o stritolati dalle imposte, e poi penso ai sei miliardi per costruire il nuovo valico verso nord dove passeranno i treni veloci, e penso al costo triplo rispetto agli altri stati, alle consuete tangenti e agli eterni appalti truccati, penso alle infiltrazioni mafiose ubique e ai figli dei figli assunti per favore, penso ai treni merci che dell’alta velocità non sanno cosa farsene, perché vanno piano per legge, da sempre.

Penso ai sei miliardi e penso cosa avrebbe potuto farne la mia città, i giovani come me, penso alle politiche sociali, agli investimenti sul territorio per preservarlo dalle ennesime alluvioni, dai fallimenti delle imprese, dal recupero e dalla valorizzazione, penso che la legalità avrebbe potuto fare molto con quei soldi, perché nella legalità la corruzione non ci sarebbe mai stata, nei i figli dei figli, ne la mafia e chissà, forse nemmeno il treno veloce che veloce non lo sarà mai.

Mercatino Turati

Magari ci sarebbero state più carrozze per i pendolari, per quelli che tutte le mattine si alzano e vanno a lavorare ammucchiati come bestie. Penso ai rimborsi dei politici della mia regione spesi a mutandine e champagne, per i viaggi, il cibo per gatti, penso alla fantasia del malaffare che ruba e depreda senza scrupoli, penso che nella legalità non ci sarebbe posto per loro e quei soldi allevierebbero il peso della crisi, consegnerebbero una morale, un soffio di fiducia in un tempo tanto lugubre.

E allora non posso non ripensare di nuovo al mercatino abusivo, ai suoi cento immigrati irregolari che vendono spazzatura nel centro della città, su teli consunti, senza licenza, senza nulla, nemmeno le griffe contraffatte perché non se le possono permettere, e penso che si, voglio, vogliamo legalità, la stessa che dobbiamo rispettare noi.

Penso che con i comitati di quartiere, con le associazioni dei commercianti, con gli altri come me, combatteremo per la legalità e finalmente riusciremo a farli sgomberare, disperdere, perché il degrado smetta e quell’angolo di città ritorni di nuovo pulito per accogliere i turisti. Penso che lotteremo e vinceremo per una sacrosanta esigenza, e finalmente per una notte dormiremo soddisfatti e orgogliosi per la nostra battaglia di legalità.

Ma penso che al mattino, quando mi risveglierò, ad attendermi ci sarà di nuovo la crisi, e di nuovo sarò precario o licenziato, o fallito, o strozzato dalle tasse, senza asilo, senza vagone, e di nuovo mi diranno che mancano i soldi, perché c’è da costruire il treno veloce, c’è la mafia, ci sono le tangenti da versare, c’è da corrompere, e ogni volta che pioverà dovrò pregare perché la mia città non anneghi e nessuno muoia, ma sai com’è, c’è l’abusivismo, il malaffare, gli appalti truccati, ci sono i viaggi da pagare ai consiglieri e le mutandine per le loro notti focose.

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Penso che sarò ancora più arrabbiato, svilito, sconfitto, perché il mercatino abusivo non ci sarà più e per assurdo, a mancare, sarà proprio la legalità. E allora non so se lo penserò, ma di certo nutrirò il dubbio che la mia battaglia, con la legalità, non c’entrava proprio nulla.

 

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4 Comments

  1. Gabriele

    Non basta sgomberare, perchè questi signori andranno a vendere merce abusivamente da un altra parte……e allora dato questi gente non sa di cosa vivere e campano rubacchiando, vendendo oggetti rubati o gettati nella spazzatura, gli va dato il foglio di via e gli va detto chiaramente che non possono più rfimanere in Italia e se per caso li beccano a stare ancora in Italia, galera e poi trasferimento obbligato con mezzi dello Stato…….Signori la musica deve cambiare e se non la piantate di fare i freakettoni ve cacceremo pure a voi……..:))) Però in parte avete ragione perchè il problema non è solo l’immigrazione, ma infatti io mica voto Lega che batte sempre su quei 2/ 3argomenti e oltre non riesce ad andare, ma non voto nemmeno la sinistra………ciao

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  2. Gabriele

    Scusate gli errorini, ma il senso si capisce………Comunque voi e per voi intendo rifondazione, comunisti italiani, sinistra critica e comunisti vari, avete distrutto la sinistra……Perchè le opinioni che spesso leggo sui siti appunto di sinistra, non fanno parte dell’ideologia di sinistra, ma fanno parte dell’ideologia dei figli dei fiori oggi arricchitti…… e comunisti e figli dei fiori sono due cose differenti…..I comunisti sono per il protezionismo mentre i figli dei fiori per il globalismo, l’immigrazione fuori controllo che distrugge i salari dei lavoratori italiani e i governi unici alla volemose bene……..più altre cazzatine varie……..Quindi io consiglierei alle persone che fino ad oggi hanno militato nella sinistra e che l’hanno portata alla catastrofe, di andarsene un attimo affanculo, se non altro per non ridurla allo 0,005% e far vincere la Lega.

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  3. Gabriele

    Comunque per me c’è un unico modo per far digerire l’immigrazione fuori controllo ai non razzisti, ossia l’assunzione immediata di migliaia di finanzieri ed ispettori del lavoro che dovrebbero andare in giro a spaccare le chiappe no a chi si fa le cannette, ma agli imprenditori disonesti e ai furbi, introduzione di una paga minima obbligatoria al di sotto della quale non si può scendere (per me 1300 euro), mentre oggi i sindacati firmano accordi capestro e ti possono anche dare 3 euro l’ora che per 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana fanno circa 600 euro al mese, cancellazione immediata del jobsact e ritorno alle vecchie regole, che però vista la situazione potrebbero essere troppo morbide e andrebbero irrigidite, espulsione diretta per chi non fa un cazzo e per chi delinque…… e non meno queste persone si devono italianizzare e gli va spiegato che in Italia non stiamo ne in Africa ne in Romania, e se per esempio amazzano un gatto, poi so cazzi loro e si beccano pire una denuncia, se non gli menano prima gli animalisti e quindi ci vorrebbero delle scuole pubbliche e non private, che insegnano l’italiano e la cultura italiana a queste persone …..poi bisognerebbe regolamentare meglio la canapa in quanto tanti nord africani camapano vendendo fumo e non va bene e dovrebbero essere rimpatriati……e tante altre cosette di cui non si occupa nessuno e o si parla d’immigrazione a 360° altrimenti fottetevi tutti, in quanto se per vivere bisogna competere, morte tua, vita mia….Io non so razzista, sono realista, i leghisti sono razzisti ciao :)))

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  4. Maurizio Brunato

    Queste cose sono vita, forza, muovere. Il resto è quanto più sfarzoso e splendido quanto più decadente apparenza, morte.
    Aiutare? Primi loro vorrebbero decoro ma solo a noi finti e bacchettoni lo status di persona. Mi reco a vomitare. Un saluto

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