venerdì 21 settembre 2018

Isis e omofobia, tutto in una vignetta

Isis e omofobia, tutto in una vignetta

Una società che estende i diritti a tutti i cittadini è debole, questo il senso che sembrerebbe emergere da una vignetta di Alfio Krancic

Di Giuseppe Bozzo

 

krancicIl nemico è alle porte” è il titolo di una vignetta, apparsa da qualche giorno in rete e  firmata da Alfio Krancic, che presumibilmente collega gli attentati di matrice islamista avvenuti ieri in Francia e Tunisia con il riconoscimento dei matrimoni omosessuali operato dalla Corte Suprema statunitense.

Il disegno è abbastanza esplicativo: i terroristi dell’Isis approdano sulle coste occidentali  e si trovano davanti una serie di cartelli che indicano, in varie direzioni, matrimoni e adozioni gay, lgbt, gay pride e trans. “Faranno resistenza? Non credo..” si dicono i terroristi. Il significato è palese, la graduale apertura di diversi Paesi occidentali nei confronti dei matrimoni omosessuali è un chiaro segnale della decadenza di una civiltà, divenuta oramai debole, incapace di difendersi dagli attacchi di un nemico ritenuto alle nostre porte. Forse come la Francia, che nel 2013 ha legalizzato i matrimoni sessuali e ora vittima di una serie di attentati sanguinosi dall’inizio dell’anno.

È questo il senso? Di conseguenza, per combattere il terrorismo, basterebbe “sconfiggere” prima l’omosessualità, seguire l’esempio di alcuni Stati teocratici, o forse dello stesso Stato Islamico, dal quale i terroristi della vignetta partono per venire a conquistarci. Loro forti, noi deboli, parti di una società effemminata, verrebbe da dire guardando le caratteristiche di quell’enorme sedere che campeggia in primo piano, segno che l’omosessualità, per chi la rifiuta, è una caratteristica prettamente maschile. Indebolisce la società perché riduce gli uomini ad esseri “femminili”, inferiori per definizione, mentre la donna non viene nemmeno contemplata, ma al contrario ridotta, come nella migliore tradizione bigotta e oscurantista, a mera appendice del maschio, attore sociale di seconda fascia senza rilevanza alcuna all’interno della società.

Un pensiero che, nonostante le improbabili analisi sentite in questi giorni, è molto simile a quello espresso proprio al Family Day da Kiko Arguello, e che si ritrova, nuovamente, in alcuni Paesi del Golfo e nello Stato Islamico, dove la donna è inferiore e l’omosessuale è perseguitato. Ecco, vorremmo tranquillizzare l’eventuale lettore preoccupato: l’Italia per quanto riguarda i diritti degli omosessuali è ancora parecchio indietro rispetto agli altri Paesi. C’è ancora la possibilità di diventare “forti” come l’Isis e, a ben vedere, qualcuno sta già un bel pezzo avanti.

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