venerdì 13 Dicembre 2019

BRICS al VII vertice

BRICS al VII vertice

Sfida all’“ordine” mondiale. Iniziato a Ufa il VII vertice del BRICS. Prima decisione: chi guiderà la Nuova Banca di Sviluppo

di Mirna Cortese

Brics 2015

I leader della nuova alleanza economica denominata BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), questa mattina hanno dato il via al loro settimo vertice nella città russa di Ufa. La prima decisione che hanno preso riguarda la scelta del governatore  della Nuova Banca di Sviluppo, New Development Bank Brics (Ndb-Brics), creato nel vertice dello scorso anno che si tenne a Fortaleza, in Brasile. E’ stato designato il russo Antón Siluánov, mentre il presidente della Banca è l’indiano  Kundapur Vaman Kamath. Ora resta da fissare la data di entrata in funzione di questa nuova entità economica e concretizzare i relativi trattati di cooperazione fino al 2020.

I primi temi ad essere trattati dai delegati del BRICS saranno ovviamente di natura economica, al fine di mettere sul tavolo la roadmap dei paesi membri e per allargare le relazioni in materia di commercio e investimenti. C’è poi da analizzare l’agenda comune nel quadro della riunione del G20 in programma per il prossimo novembre.

Nella conferenza stampa che ha preceduto l’inizio del vertice, il consigliere presidenziale per la la politica estera russa, Yuri Ushakov, ha dichiarato che “La realizzazione di riforme nelle modalità di funzionamento del Fmi e il rafforzamento del ruolo delle economie che si stanno velocemente sviluppando nella nostra nuova organizzazione sono temi attuali”.

Un’altra banca possibile?

Per questo il BRICS ha deciso di dotarsi di una entità finanziaria dalla quale possa nascere meccanismi per stabilizzare i mercati nazionali e, con ciò, creare riserve per poter affrontare qualsiasi crisi nell’economia mondiale. Offrire prestiti congiunti per diversi progetti di investimenti e, in generale, per ampliare le relazioni commerciali ed economiche. Sono obiettivi “principali” dell’incontro, ha precisato Ushakov alla stampa.

Il programma della presidenza russa della Ndb-Brics prevede, secondo quanto riportato da Ushakov, la realizzare di circa 110 azioni diretta a sviluppare la cooperazione in diverse sfere. Altro tema che non sparirà certo dall’agenda è l’isolamento che gli Stati Uniti e i suoi alleati pretendono di imporre a Mosca, attraverso la riconferma delle sanzioni economiche.

I rappresentanti del BRICS analizzeranno anche la Strategia dell’Associazione Economica dei paesi a favore del futuro sviluppo dell’associazione stessa. Mosca ha manifestato la sua disponibilità in tal senso con un insieme di progetti di investimenti concreti, contando su circa 50 proposte e iniziative commerciali che saranno nel corso del vertice che terminerà venerdì prossimo.

Alternativa alla dollarizzazione

I paesi aderenti sperano che la Nuova Banca di Sviluppo rappresenti un passaggio decisivo per il BRICS, per abbandonare in futuro il dollaro e trasformare l’architettura finanziaria internazionale, ha dichiarato l’economista e giornalista Ariel Noyola Rodriguez.

La riserva monetaria di emergenza di questa nuova entità finanziaria sarà di 100 miliardi di dollari.

“In discussione è la possibilità di creare un’area di libero commercio tra i paesi del BRICS. Ciò permetterà di iniziare a fare affari usando monete locali, insomma abbandonando il dollaro” ha precisato Noyola Rodriguez.

Crisi internazionale

I leader del BRICS nel corso dell’incontro affronteranno anche il conflitto in atto in Siria, la situazione dell’Iran rispetto ai negoziati nucleari e possibili soluzioni nei conflitti mediorientali, senza escludere ovviamente l’Ucraina, la Grecia e la minaccia terrorista proveniente dallo Stato islamico.

Anche i leader di Iran, Bielorussia, Afghanistan, Pakistan e altri paesi non BRICS prenderanno parte al vertice in Bashkortostan. Molto atteso il faccia a faccia tra Putin e Rouhani.

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