14.6 C
Rome
venerdì 26 Febbraio 2021
14.6 C
Rome
venerdì 26 Febbraio 2021
Home culture Caution Radiation Marshall

Caution Radiation Marshall

Utilizzate per decenni nei test nucleari Usa, dalle Isole Marshall ora rischiano di finire in mare centinaia di migliaia di  metri cubi di materiale radioattivo

di Marco Vulcano

runit-dome-2[2]

La polvere nascosta sotto il tappeto, non è una novità, prima  o poi esce fuori. E più tempo rimane nascosta accumulandosi, tanto più poi sarà problematico rimuoverla. Una massima semplice e nota un po’ ovunque, ma evidentemente non negli USA, i cui esperimenti nucleari condotti alle isole Marshall ora rischiano di provocare la fuoriuscita in mare di circa 111.000 metri cubi di materiale radioattivo.

Secondo gli scienziati, l’innalzamento del livello dei mari causato dal cambiamento climatico globale rischierebbe infatti di far finire nell’oceano una buona parte di ciò che rimane dei numerosissimi test nucleari effettuati dagli Stati Uniti alle isole Marshall. Materiale stoccato in un immenso e angosciante cupolone di cemento che gli abitanti locali chiamano The Tomb (la tomba), nell’atollo di Enewetak. Tra la sabbia finissima e le acque cristalline di un autentico paradiso terrestre.

Le stime ufficiali parlano di 67 diverse armi nucleari testate qui dagli Stati Uniti, a cavallo tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. Bombe atmosferiche equivalenti a 1,6 Hiroshima ogni giorno, per 12 anni, ivi compreso il più grande esperimento nucleare che gli Usa abbiano mai condotto: il Castel Bravo. Un test controverso, che ebbe pesantissime conseguenze sugli abitanti locali, inondati dalle radiazioni in quanto esposti sottovento al punto tale da lasciar pensare che la cosa fosse voluta per dare modo agli scienziati americani di studiare gli effetti delle radiazioni su persone ed ecosistema.

Con la fine dei test nucleari, la DNA (Agenzia per la Difesa Nuclare) propose un programma di decontaminazione dell’area, per rendere l’atollo idoneo alla vita, rifiutato però dal governo statunitense, che preferì inserire i rifiuti radioattivi e il terreno contaminato all’interno di questo enorme cratere.

Così i resti di 12 anni di test nucleari sono ora sepolti sotto questo immenso bunker, di cui più sezioni mostrano da tempo alcune crepe.

Come riportato anche dal Dipartimento di Stato USA in un rapporto del 2013, il suolo intorno al deposito è già più contaminato del suo contenuto. E ora che il tutto sta gradualmente venendo sommerso dal livello del mare, i problemi non potranno che aumentare.

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Intervista all’uomo accusato di solidarietà a Trieste

Migranti, parla Andrea Franchi: “Sono tranquillo, continueremo a curare chi arriva dalla rotta balcanica” (Eleonora Camilli)

Recovery e Clan, l’anno del Dragone

E' come se quello di Draghi fosse due governi in uno. C’è troppo poco tempo per essere moderati. (Marco Bersani/Attac Italia) 

Nelle banlieu, la dipendenza dalle scommesse sportive

Le scommesse sportive online fanno ormai parte del quotidiano dei quartieri popolari francesi (Latifa Oulkhouir)

Ny Police ed Fbi dietro l’omicidio di Malcom X

A 56 anni dall'omicidio del leader afroamericano, la famiglia di Malcom X presenta una nuova prova e c'entra la polizia

La resistenza dell’università di Istanbul, la solidarietà dei colleghi ita...

Una lettera aperta di accademici in sostegno a studenti e colleghi dell'Università Boğaziçi di Istanbul dove da sette settimane si lotta contro Erdogan